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Responder: il primo sbarco ad Augusta

Un’altra operazione di intervento nel mar Mediterraneo con l’ausilio della Topaz Responder, la nave salpata lo scorso 6 giugno da Malta.

di Redazione - mercoledì 15 giugno 2016 - 3879 letture

"Ci ho messo più di un anno per arrivare in Libia" K. ha 20 anni e arriva dalla Sierra Leone. Rimasto orfano quando ancora era un bambino, ha vissuto per anni in condizioni di povertà. Per questo, quando ne ha avuto la possibilità, si è messo in viaggio sperando in una vita migliore.

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Emergency

"In Libia ho trascorso 4 mesi lavorando come autista. Un giorno, rientrando dal lavoro, sono stato fermato per strada da una banda di uomini armati. Mi hanno picchiato e derubato di tutto il denaro che avevo. Al momento, il pericolo maggiore in Libia è proprio questo - racconta K. - essere picchiati e derubati da bande armate. In Libia c’è una grande instabilità e i criminali ne traggono profitto, soprattutto ai danni di persone che come me provengono dall’Africa subsahariana".

Questa mattina il Responder, la nave su cui il nostro team sta prestando assistenza sanitaria, è arrivato al porto commerciale di Augusta, in Sicilia. Un altro nostro team li aspettava in banchina per prendere in consegna i pazienti in condizioni più critiche. Dalla nave sono sbarcati 387 migranti, 9 bambini e 57 donne, di cui 3 incinte. K. era tra loro.

Il nuovo progetto di Emergency, in collaborazione con MOAS, per il salvataggio dei migranti nel mar Mediterraneo

E’ partito il 6 giugno scorso dal porto di Malta a bordo della Topaz Responder la missione congiunta di EMERGENCY e Migrant Offshore Aid Station (MOAS) per la ricerca e il salvataggio dei migranti in mare sul confine più pericoloso al mondo: il mar Mediterraneo.

Oltre 2.000 persone sono morte nei primi mesi del 2016 nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. A maggio, in una sola settimana, 1.138 persone sono morte o risultano disperse nel tentativo di raggiungere l’Europa. Con l’inizio di questa missione, un maggior numero di migranti avrà la possibilità di essere salvato.

A bordo della Topaz Responder EMERGENCY garantirà tutta l’assistenza post salvataggio, in particolare offrirà cure mediche e mediazione culturale ai migranti che ne avranno bisogno. Lo staff di EMERGENCY sarà composto da 6 persone tra medici, mediatori culturali, infermieri, logisti.

La Topaz Responder è lunga 52 metri, ha due gommoni di salvataggio ad alta velocità, un equipaggio di 20 persone altamente specializzate tra personale di ricerca e soccorso, dottori e infermieri e un ambulatorio medico equipaggiato per garantire salvataggio in mare e cure ai migranti salvati.

"Nessuno merita di morire in mare, tuttavia, l’ultimo mese ha registrato uno dei record peggiori con più di 1.000 persone morte nel Mediterraneo. Centinaia continueranno a morire a meno di non aumentare gli sforzi per la ricerca e il salvataggio in mare", ha detto il fondatore del MOAS Christopher Catrambone. "I nostri partner a bordo assicureranno un’eccellente assistenza post salvataggio per i migranti che abbiano già subito traumi importanti".

Finora il Migrant Offshore Aid Station ha salvato la vita di oltre 13,000 persone. "EMERGENCY lavora da oltre vent’anni in Paesi distrutti dalla guerra e dalla povertà: conosciamo bene quello da cui scappa chi prende una barca per cercare di raggiungere l’Europa", ha detto la Presidente di EMERGENCY Cecilia Strada. "Da due anni lavoriamo anche nei porti siciliani, per assistere chi sbarca, e da oggi siamo felici di poter portare la nostra esperienza anche in mezzo al mare, insieme al MOAS". Finora EMERGENCY ha assistito oltre 20 mila migranti sbarcati in Sicilia, con i suoi team impiegati agli sbarchi a Pozzallo, Augusta e Siracusa.


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