Sei all'interno di >> :.: Culture | ZeroBook |

Renzo Paci: uno storico, un maestro


Il 13 gennaio 2007 è morto Renzo Paci. Un uomo buono, un ambientalista, uno storico. Per molti di noi, un maestro.
giovedì 12 aprile 2007, di Sergej - 1092 letture

Non era facile stare accanto a Renzo Paci. L’ho conosciuto negli anni Ottanta. Io giovane obiettore siciliano spedito in terra marchigiana, a Senigallia, svolgevo la mia opera di "forza assente" (come ci chiamavano i militari da cui comunque dipendevamo) presso l’Associazione per la Difesa della natura e del paesaggio Pro Natura. Insieme a me due obiettori calabresi, uno romano, uno di Senigallia. Avevamo una casa comune in cui dormiva anche un transfuga polacco (l’epoca era quella del golpe militare in Polonia di Jaruzelski) e un senegalese. E’ stato così che sono venuto in contatto con quella realtà civile dell’ambientalismo marchigiano, di cui Renzo Paci era punto di riferimento importante. Lui era uno storico, insegnava all’università di Macerata. Proveniva da ambienti laici, borghesi, il partito repubblicano da cui si era distaccato per i Verdi. Era una persona onestissima, sanguigna. Era facile cadere nelle sue ire: in questo caso non risparmiava a nessuno il suo epiteto preferito: "Testa di cazzo!".

Generosissimo, candido, instancabile. Metteva la stessa cura sia quando si doveva preparare un numero di "Natura nelle Marche", la rivista di Pro Natura di Senigallia, che quando si doveva occupare di una ricerca di storia o di un numero di "Proposte e Ricerche" la rivista universitaria che aveva fondato nel 1978. Una volta mi capitò tra le mani un libro di corrispondenze tra il poeta Ungaretti e il filosofo Enzo Paci, suo fratello. Ne parlammo. Mi pareva che non fosse un caso che lui, Renzo, avesse voluto occuparsi di storia locale, la storia delle Marche, della civiltà contadina, delle sue città. Per una sorta di "attuazione" tra quella proiezione, esistenziale e fenomenologica che era in Enzo, e la realtà della dignità della cultura della terra che era in Renzo. Io provenivo da una regione che aveva il problema dello sviluppo e della mafia. Nelle Marche grazie a lui comprendevo che occorreva andare avanti e interrogarsi proprio su quella parola - sviluppo -, che già in quegli anni mostrava tutti i limiti. E di come ci fosse bisogno di un reinterrogarsi sulle culture alternative, sul piccolo contrapposto alle cattedrali dell’industrializzazione sbagliata. L’importanza (e la bellezza) che ha una pietra, o un albero.

Il 13 gennaio 2007 è morto nella sua Senigallia. Celiando, quando la sera si doveva andare a mangiare fuori, amava distinguere tra "restaurant" e "restaurant-i" (i secondi essendo osterie di pessimo cibo). Caro Renzo, maestro mio, spero di poterti reincontrare, come direbbe Douglas Adams, a uno dei tavoli del restaurant "al termine dell’universo".


L’ultimo saluto al professor Renzo Paci

Un chiesa gremita, con tanta gente costretta a restare nel piazzale antistante, ha voluto dare ieri pomeriggio l’ultimo saluto al professor Renzo Paci, illustre storico e personaggio noto per il suo impegno politico nei Verdi.

di Penelope Pitti

Tanti i volti noti del panorama politico locale che hanno voluto dare prendere parte alla cerimonia funebre, tenutasi alla chiesa del Porto, del docente scomparso sabato scorso all’età di 78 anni. Tra gli altri la Giunta senigalliese, gli assessori provinciali Patrizia Casagrande e Luciano Montesi, i colleghi dei Verdi tra cui il presidente Luca Conti, e anche moltissimi consiglieri comunali, oltre a vari colleghi docenti universitari. Oltre ai familiari, alla figlia Francesca, attuale presidente dell’ Irab, Luca, Allegra e Duccio, tanti anche i conoscenti e gli amici che hanno preso parte alla cerimonia funebre tenuta da don Gesualdo Purziani.

Nell’omelia il parroco ha ricordato ed elogiato “il grande impegno civico di Renzo Paci, con la sua grande attenzione e sensibilità per le tematiche ambientali, oltre che al suo elevato spessore culturale e le sue competenze storiche”.

Il professore Paci infatti iniziò la sua lunga carriera di docente prima come insegnante presso la scuola Media Fagnani di Senigallia e poi come ordinario all’Università degli studi di Macerata. Negli ultimi anni era anche responsabile dell’insegnamento di storia per l’Università degli Anziani di Senigallia. In politica il suo impegno attivo era stato con i Verdi per i quali aveva anche contribuito alla stesura delle liste nazionali e per i quali era stato anche consigliere comunale a Senigallia.

Proprio i suoi amici di partito Simone Ceresoni, assessore comunale, e Luciano Montesi, assessore provinciale, hanno portato a mano la bara all’uscita dalla chiesa. Dopo l’ultimo commiato, la folla lentamente si è dispersa mentre i familiari hanno accompagnato il feretro fino al cimitero per la tumulazione.

Fonte: VivereSenigallia.it

Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Stampa Stampa Articolo
:.: Condividi

Bookmark and Share
:.: Articoli di questo autore
:.: Articoli di questa rubrica
:.: Articoli più recenti
Girodivite - Segnali dalle città invisibili è on-line dal 1994. Quotidiano telematico e cartaceo, registrazione presso il tribunale di Catania n.13/2004 del 14/05/2004. Redazione: via Antonino di Sangiuliano 147 - 95131 Catania. Contatti: giro@girodivite.it (mail max 200kb) ::: Puoi syndacare le nostre notizie attraverso il file backend.php (XML RSS 1.0 format). Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto le licenze Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike, che tutelano la possibilità di ripubblicarli, previa autorizzazione per fini commerciali.