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René Grousset “Il Conquistatore del Mondo” (Adelphi)

Finalmente reso disponibile il saggio su Gengis Khan di René Grousset, uno dei massimi orientalisti del secolo scorso

di Emanuele G. - martedì 9 agosto 2011 - 3734 letture

Solo i francesi hanno la capacità di raccontare la storia come un romanzo. Tale precipua caratteristica fa parte del codice genetico della letteratura transalpina. La storia raccontata mediante l’utilizzo del genere letterario denominato “romanzo”. Sempre la storia a costituire il background di molti romanzi francesi. Infine, il romanzo che diventa tecnica di investigazione storica al fine di rendere più comprensibile ed avvincente la ricerca storica.

Tutte queste caratteristiche si ritrovano espresse in maniera al dir poco ammirabile nel saggio dello storico francese René Grousset dedicato a Gengis Khan ed intitolato “Il Conquistatore del Mondo”. Grousset, nato nel 1885 e deceduto nel 1952, è stato uno dei più autorevoli orientalisti del secolo scorso. “Il Conquistatore del Mondo” è stato pubblicato per la prima volta nel 1944.

Leggere il saggio di Grousset è immergersi nell’avventura umana e storica di una delle più rilevanti personalità storiche del mondo. Ossia quel Gengis Khan che, provenendo dalle più inaccessibili steppe mongolo, conquistò una parte considerevole del mondo di allora. Determinando tali e tanti sommovimenti i cui effetti li sentiamo ancora forti dope ben otto secoli! Dovete pensare che recenti studi hanno messo in luce due cose parecchio interessanti ed impressionanti. Lo shock impresso alla storia dell’Eurasia da Gengis Khan avrebbe provocato in Europa tutta una serie di conseguenze facendo uscire il vecchio continente dal Medio Evo per proiettarlo nell’Evo Moderno grazie al Rinascimento. Inoltre, le profonde alterazioni delle dinamiche sociali e demografiche apportate dalle innumerevoli guerre succedutesi nel duecento in Asia Centrale avrebbero determinato la morte, sia in modo diretto che indiretto, di ben 50 milioni di persone. Come la Seconda Guerra Mondiale!

Ritornando al libro, bisogna dire che aver utilizzato la forma del romanzo accentua il piacere della lettura. I capitoli sono piuttosto brevi. Si preferisce parlare di Gengis Khan come uomo e non come attore storico. Si scava in maniera profonda nella sua psiche permettendo di delineare con puntualità l’identikit psicologico del formidabile condottiero mongolo. A ciò aggiungasi una ricerca filologica capziosa e serrata sui nomi delle persone, dei luoghi e delle tradizioni mongolo. A grosse linee il saggio si divide in tre parti. Che rappresentano la perfetta sintesi della vicenda terrena di Gengis Khan. La sua dura lotta per unire il popolo mongolo in un’unica nazione. L’annessione della Cina. Infine, la guerra contro il resto del mondo. In particolar modo contro la presenza di potentati musulmani in Asia Centrale. Tuttavia, devo rimarcare che Gengis Khan non sottometteva mai le sue azioni a direttrici religiose o ideologiche. Era solo per liberare il popolo mongolo da un destino poco felice in seno alla storia dell’Asia di allora.

“Il Conquistatore del Mondo” ci racconta di una inarrestabile volontà di conquista, ma, allo stesso tempo, ci conquista per la sua straordinaria capacità di inoltrarci alla scoperta di uno degli eventi cardinali della storia del mondo. Del mondo di otto secoli fa e del mondo contemporaneo. Un saggio memorabile.


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