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Renato Curcio "L’Algoritmo Sovrano" (Sensibili alle Foglie)

L’autore continua ad investigare nel mondo del virtuale. Un mondo pieno di dubbi e trappole.
di Emanuele G. - domenica 6 gennaio 2019 - 2096 letture

I nostri lettori conoscono già Renato Curcio come autore di saggi di socioanalisi in quanto nel 2015 pubblicammo la recensione de "L’Impero Virtuale" (il link alla recensione lo trovate a piè del presente articolo - nda). Oggi vi vogliamo presentare il suo nuovo saggio intitolato "L’Algoritmo Virtuale". E’ la continuazione di un lavoro iniziato da alcuni anni per comprendere meglio alcuni meccanismi della società presente a partire dalla presenza sempre più invasiva dell’informatica, internet e dei c.d. "social network" in riferimento a processi sempre più raffinati di controllo sociale.

In questo saggio prende spunto da una parola che è diventata di ampio uso nel mondo contemporaneo. Ci riferiamo al termine "algoritmo". Ossia quel calcolo matematico che serve a migliorare il rapporto con internet e a facilitarne l’uso. In apparenza dovrebbe assumere un significato positivo. Invece mediante l’algoritmo noi procediamo un processo di colonizzazione al dir poco inquietante.

Il continente algoritmo proprio per le sue precipue caratteristiche classificatorie, predittive e giudicanti è molto utile a chi vuole perseguire obiettivi di dominio del mondo. Mediante l’algoritmo ti costruiscono, essere umano, un percorso obbligato il cui ultimo obiettivo è l’ingabbiarti in una gabbia. Una gabbia che non ti permette di uscire poiché hanno adoperato potentissimi mezzi dove la tua volontà e indipendenza di giudizio sono annientati.

In quest’ottica si colonizza ogni aspetto della nostra vita a partire dal linguaggio stesso. Avviene un’identificazione fra il fruitore e il dispositivo a integrale beneficio del dispositivo. E’ in un certo senso l’avverarsi di una pedagogia telematica che trova sbocco nella perfetta ubbidienza del fruitore. L’identità del fruitore non serve più. Gli va plasmata una algoritmica per spogliarlo definitivamente della propria identità. In questo modo il processo di colonizzazione avviene in maniera più facile ed agevole. I colonizzatori mettono in atto delle tecniche subdole come "maschere" o "teatrini dei pupi" in modo da invogliare il fruitore a farsi colonizzare. E la politica usa tutto questo in maniera massiccia. Basta prendere ad esempio le piattaformi messe in piedi sia dal M5S e dalla Lega di Salvini. Possiamo affermare, senza essere smentiti, che viviamo in una fase da definirsi di "simil-democrazia". I lche à spaventoso. Per non parlare di tutti i tentativi di ridurci a un codice unico come sta accadendo in moltissimi paesi del mondo. Compreso la nostra Italia.

Un quadro, lo ripetiamo, di assoluta inquietudine. Che dovrebbe farci reagire. Ma forse anche la reazione non è un qualcosa di previsto da parte dei colonizzatori della rete? Abbiamosconfitto il nazismo e lo stalinismo. Possibile che non siamo in grado di fare la stessa cosa con facebook e twitter?

- Recensione de "L’Impero Virtuale":

"L’Impero Virtuale"

- Sito di Sensibili alle Foglie:

Sensibili alle Foglie

- Photo credits:

La foto di copertina è fornita dalla casa editrice


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