Rassegna stampa: L’affare italiano delle villette Usa


Italia a stelle e strisce Come gli americani si espandono. E chi ci guadagna Chi si nasconde dietro il progetto di costruzione di oltre mille villette per i militari di Sigonella nel comune di Lentini, in Sicilia?
domenica 28 gennaio 2007 - 1136 letture

Una società vicentina che fa affari con gli statunitensi, la Maltauro. E un potente editore catanese, Mario Ciancio Sanfilippo. Al comune un voto bipartisan

Angelo Mastrandrea da IL Manifesto

Una questione urbanistica, direbbe qualcuno. Ma soprattutto un grande affare. Per gli italiani, o almeno per alcuni. Forse anche per gli americani, se verrà smentito quello che, di fronte alla polemica politica montante, due giorni orsono si è affannato a spiegare il portavoce (italiano) della base (americana) di Sigonella, Alberto Lunetta: «Non c’è, in generale, alcun piano per la costruzione di nuove unità abitative militari a Sigonella, e quindi neppure a Lentini».

Quel che pare vero è che, «in generale», non ci sia alcun accordo formalizzato per spostare da Mineo a Lentini settemila militari con i loro familiari. Quel che è invece sicuro è che il consiglio comunale della cittadina del siracusano ha approvato, in maniera assolutamente bipartisan e senza alcun voto contrario, una variante al Piano regolatore che prevede la trasformazione di due aree da «agricole» a «edificabili» per consentire la realizzazione di un «complesso insediativo chiuso ad uso collettivo destinato alla esclusiva residenza temporanea dei militari americani della base Sigonella Us Navy».

Come a Vicenza, l’urbanistica prevale sulla politica forse perché alla politica è superfluo chiedere un’approvazione che si dà per scontata. Come a Vicenza, il progetto compiuto arriva prima degli accordi formali. Ma questa volta siamo in Sicilia.

E’ il 16 ottobre quando arriva il via libera definitivo, ma per capire meglio la portata del grande affare bisogna fare un passo indietro e spiegare come in meno di un anno e con due amministrazioni contrapposte la lottizzazione abbia potuto procedere spedita come in tempi di governi forti e maggioranze compatte. E soprattutto tenere d’occhio i protagonisti.

Che portano i nomi di un’impresa vicentina, la Maltauro, che potrebbe entrare anche nell’appalto per la costruzione della nuova base Usa in Veneto. E di Mario Ciancio Sanfilippo, monopolista dell’informazione catanese, editore-direttore del quotidiano La Sicilia nonché delle due principali tv locali ed ex vicepresidente della Federazione degli editori. Un potente che qui si mostra in un’altra veste, quella di ricco proprietario terriero e imprenditore.

Ma partiamo dal progetto, diviso in due lotti. Il primo prevede «n.1000 villette a schiera unifamiliari a piano terra e primo piano, con annesso verde privato e parcheggi», nonché scuole, strade, negozi, centri sportivi e quant’altro serve per la nascita di un’ordinata cittadella di cinquemila abitanti distribuita su 145 mila mq. Con l’unica particolarità di essere blindata e presidiata all’accesso da alcune guardiole «per il presidio di controllo e sicurezza».

Laddove oggi c’è un cancello e la scritta «cavaliere Sanfilippo». Idem per il secondo lotto, solo un po’ più piccolo: 50 mila mq per 1.800 abitanti. L’importo previsto per i lavori è di 300 milioni di euro. La durata fissata in 36 mesi. Previsto l’impiego di una quarantina tra tecnici e geometri e di svariate centinaia di operai suddivisi in quattro o cinque ditte subappaltatrici.

Chi ci andrà ad abitare lo spiega il sindaco Alfio Mangiameli, della Margherita: si tratta del trasferimento degli alloggi occupati a Mineo, dovuto al fatto che «Lentini è più vicina alla base di Sigonella». Dunque, un mero spostamento logistico che «porterà solo vantaggi per le casse comunali: basti pensare che dall’Ici arriveranno oltre 500 mila euro ogni anno».

Nulla, insomma, che giustifichi la procedura d’«urgenza» con cui il comune ha affrontato la pratica. Evidentemente non la pensava così, lo scorso febbraio, l’allora sindaco Sebastiano «Nello» Neri, ex deputato di An trasmigrato nelle fila del Mpa di Lombardo e ripescato alla camera nelle elezioni di aprile. Accade infatti che l’entusiasta primo cittadino, «appresa l’importante rilevanza sociale» del progetto, disponga che «il provvedimento venga istruito con urgenza». Detto fatto, nel giro di poco lo prendono alla lettera, nell’ordine, il Genio civile, l’Asl, la Soprintendenza e la Commissione consiliare urbanistica.

Tutti pareri favorevoli e senza alcun dubbio, nonostante l’area si trovi in una zona doppiamente vincolata, per il paesaggio e per i ritrovamenti archeologici. L’unico a fare qualche osservazione dissenziente è il locale Centro studi territoriale Ddisa. Che però non ha alcun potere di fermare nulla. I Verdi si oppongono ma non hanno consiglieri comunali, Rifondazione anche ma ne ha uno solo e per giunta si astiene insieme a due diessini.

E così il 18 aprile 2006 viene approvata in prima convocazione, nessuna discussione e stragrande maggioranza la variante al Piano regolatore. In cambio la società Scirumi srl, proprietaria dei terreni, si dichiara «disponibile» alla realizzazione di alcune opere per il paese, come una strada per il lago di Lentini e il completamento di opere di urbanizzazione per un quartiere.

E’ quello che a molti appare come un compenso per un sì così veloce, visto che analoghe lottizzazioni erano già state tentate nel ’99 e nel 2002, con giunte di centrosinistra, ed erano entrambe naufragate.

Ma non tutto va per il verso giusto. Il Centro studi, con i Verdi e un giornale on line, Girodivite, montano una campagna contro l’arrivo degli americani. L’opposizione finalmente si oppone, la delibera viene bloccata e tutto è rinviato al dopo-elezioni. Vince il centrosinistra ma servirà a poco, perché a ottobre il voto si ripete, è di nuovo bipartisan e il progetto viene riapprovato. A guadagnarci è ancora una volta la Scirumi.

E qui arriviamo all’ultimo punto dell’affare. Forse il più importante. Chi c’è dietro la società che gestirà l’intera partita? Il principale azionista è la Maltauro spa di Vicenza. Una società gradita agli americani per aver già lavorato al progetto Aviano 2000. Poi c’è la Cappellina srl, che appartiene in parti uguali a familiari di Mario Ciancio Sanfilippo. Che a sua volta è proprietario degli agrumeti su cui sorgerà il lotto A.

E così dalle arance agli hamburger il passo è più breve del previsto.

fonte: Il manifesto 2007-01-27

Rispondere all'articolo - Ci sono 1 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Rassegna stampa: L’affare italiano delle villette Usa
9 marzo 2007

QUATTRO CONSIGLIERI COMUNALI DI LENTINI (UGO MAZZILLI-MASSIMO COMMENDATORE-FILADELFO TOCCO E VINCENZO VINCI) HANNO CHIESTO AL SINDACO ALFIO MANGIAMELI,CON LA NOTA DATATA 05/03/2007, L’ANNULLAMENTO IN AUTOTUTELA DELLA DELIBERA DI VARIANTE DI C.DA XIRUMI.
    Rassegna stampa: L’affare italiano delle villette Usa
    9 marzo 2007, di : Sebastiano

    Secondo il mio parere e giusto che, gli americani abbiano una sistemazione piu coretta anche perche gli americani sono stati e saronno sempre parte di questa Sicilia, poi ce da considerare che in questo modo l" economia del paese cresce. Gli agrumi non bastono piu al paese di Lentini. Diamo il via ad questa impresa che portera tanto lavoro ai Lentinesi.

    Distinti Saluti

    Oddo

Stampa Stampa Articolo
:.: Condividi

Bookmark and Share
:.: Ultimi interventi sul forum
:.: Articoli di questa rubrica
:.: Articoli più recenti
Girodivite - Segnali dalle città invisibili è on-line dal 1994. Quotidiano telematico e cartaceo, registrazione presso il tribunale di Catania n.13/2004 del 14/05/2004. Redazione: via Antonino di Sangiuliano 147 - 95131 Catania. Contatti: giro@girodivite.it (mail max 200kb) ::: Puoi syndacare le nostre notizie attraverso il file backend.php (XML RSS 1.0 format). Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto le licenze Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike, che tutelano la possibilità di ripubblicarli, previa autorizzazione per fini commerciali.