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Racconti ischitani ( ragazzo di strada 7)

di junior - venerdì 16 novembre 2007 - 3364 letture

Alessio diede una spinta al ragazzo. Alessandro si ritrovò con la schiena contro la portiera.
- Idiota... - urlò lo studente. L’ingegnere girò la chiave nel quadro. Inserì la retromarcia. Fu in quei pochi attimi che il giovane scese dalla macchina. Si avviò lungo la stradina buia a passo spedito.
- Vieni qui... - gridò Alessio in direzione del ragazzo. Lo raggiunse con la macchina. Quindi proseguì a passo d’uomo. Teneva la testa fuori dal finestrino.
- Dove credi di andare...? - chiese l’ingegnere - Sali. E’ tardi. Ti accompagno a casa. -
- Vaffanculo... - rispose il giovane continuando a camminare.
- Sali... - insistè lui - Domani ti ricarico il cellulare. Ti bastano cento euro...? -
- Centocinquanta... - corresse lo studente rivolgendogli lo sguardo.
- Ok. ok. centocinquanta... - accordò l’uomo - Faccio come vuoi tu. - Il ragazzo salì a bordo. Allacciò la cintura di sicurezza. L’ingegnere accelerò in direzione della strada statale. Si diresse verso Casamicciola Terme. Alessio avvertì un irrigidimento dei muscoli facciali. Strinse le mani sul volante. Diede uno sguardo al ragazzo. Sembrava tranquillo. Rimasero in silenzio alcuni minuti.
- Scusami per prima... - disse finalmente - Sono stato un po’ impulsivo. -
- Non hai mai baciato un ragazzo...?- chiese Alessandro.
- No, mai... - rispose Alessio - Non mi è mai capitato. -
- La prima volta è una reazione normale... - spiegò il giovane.
- E tu come lo sai...? - continuò l’uomo.
- Sulla strada s’impara in fretta... - rispose Alessandro. L’ingegnere imboccò un viale privato. C’erano alcuni edifici popolari. Il parcheggio era pieno di auto in sosta.
- Quanta gente vive in questo posto...? - chiese Alessio.
- Un’enormità... - rispose Alessandro - sono tutti felici di abitare in bilocali con servizi. - L’ingegnere sorrise. Si fermò nel punto indicatogli dal ragazzo.
- Scommetto che tu vivi in una di quelle noiose ville con piscina... - continuò Alessandro scendendo dalla macchina.
- Sbagliato... - rispose l’uomo - non c’è la piscina. Solo una vasca per i pesci... - Si salutarono con un ultimo gesto della mano. Alessio inserì la retromarcia. Fece una rapida manovra. Raggiunse la strada statale. Si diresse verso casa. Accese il riscaldamento interno. Aveva freddo. Sentiva i brividi della febbre. Accelerò in direzione di Ischia Porto.

Silvia lo attendeva seduta in macchina. Aveva parcheggiato davanti al cancello automatico. L’ingegnere lampeggiò. La donna non si mosse. L’uomo scese dalla macchina. Si avvicinò alla vettura.
- E’ tardissimo... - disse la donna abbassando il finestrino.
- Lavori per qualche agenzia d’investigazione...? - chiese Alessio.
- Dove sei stato...? - continuò lei.
- Posso offrirti qualcosa da bere... - rispose l’ingegnere - Voglio andare a dormire. Sono stanco. Ho la febbre. - Silvia si spostò lateralmente. L’amico azionò il telecomando. Il cancello cominciò ad aprirsi.
- Lascia la macchina fuori... - disse lui - Accomodati nella mia. -
- Agli ordini capo... - rispose lei. Alessio poggiò la borsa di pelle nera sul tavolo dell’ingresso. Si diresse nel salone seguita dalla segretaria. Accese le luci. Aveva una sensazione di freddo. Raggiunse l’angolo bar.
- Cosa vuoi...? - chiese il padrone di casa in piedi davanti alle bottiglie.
- Un po’ di attenzione... - rispose lei.
- Mi manca... - aggiunse lui - Che ne dici di un amaro...? -
- Vieni qui... - continuò lei.
- Forse non hai capito... - spiegò l’ingegnere versando un liquore alle erbe nei bicchieri - Ho la febbre. Mi sento uno straccio. - Silvia si alzò in piedi. Lo raggiunse.
- Ho deciso di rimanere a lavorare con te... - disse carezzandogli i capelli.
- Questa è una bella notizia... - esclamò l’uomo allungandole il drink.
- Chiedimi il perchè... - incalzò la donna guardandolo negli occhi.
- Te lo chiedo dopo... - rispose lui allontanandosi in direzione del bagno di servizio - Devo vomitare. - Silvia attese qualche minuto. Diede uno sguardo al bicchiere. Aveva un colore verde scuro. Annusò per sentire l’odore. Era molto aromatico. Poggiò la bevanda sul tavolo. Raggiunse Alessio in bagno. Si era piegato in avanti sul water. Aveva appoggiato le mani contro la parete. Era pallido. Lo sforzo del vomito l’aveva sfinito. Si sentiva l’odore dei succhi gastrici. Alcuni schizzi giallastri avevano macchiato il bordo della tazza. Silvia schiacciò il pulsante dello scarico. L’acqua cominciò a scorrere.
- Devo stendermi sul letto... - disse l’ingegnere. Si avviò nel soggiorno.
- Vuoi che chiami un medico...? - chiese l’amica.
- A quest’ora...? - rispose lui - Puoi rimediare al massimo un metronotte... -
- Me ne vado... - aggiunse Silvia indossando il soprabito - Ci vediamo domani allo studio. -
- Non ti accompagno... - continuò Alessio - Mi conosci. Sono un maleducato. -
- Buonanotte... - disse la donna avviandosi all’uscita.

continua...

Angela Colella


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