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Racconti dal Sikula reggae festival edizione 2007

Racconti dal Sikula. 5000 persone per 50 ore dentro una cava, in pieno Agosto, al centro di Sicilia. Vi raccontiamo i 3 giorni di Sikula...

di Tano Rizza - venerdì 17 agosto 2007 - 7998 letture

Scendere alla cava di Croce Santa per il Sikula dopo quattro anni mette i brividi. L’atmosfera all’ingresso è quella di tutti gli altri anni. Gente stracarica di tende, bagagli, zaini e zainetti, che prende la discesa verso l’ingresso dell’Eremo. Ragazzi dappertutto che cercano un passaggio per scendere, già nella statale s’inzia a capire di che entità sarà l’evento.

Arriviamo nel tardo pomeriggio del 12 Agosto, e la tendopoli è già bella che piena. Il suono delle percussioni ci accoglie e accompagna. Il primo obiettivo di ogni buon campeggiatore che va al Sikula è trovare un posto all’ombra per piazzare la tenda, in modo da assicurarsi quelle tre-quattro ore di sonno giornaliero. Impresa che si rivela difficile, nell’area camping sono ben poche le zone ombreggiate disponibili. Ci accontentiamo di uno spiazzo mal coperto, posiamo tutto, ci diamo una sistemata e iniziamo il nostro Sikula Reggae festival 2007.

All’ingresso dell’area camping chiediamo ai ragazzi dello staff quante persone, a quel momento, si sono registrate. La risposta è secca e precisa: 1500, e siamo solo nel tardo pomeriggio del primo giorno. Salutiamo i ragazzi impegnati nella registrazione dei presenti e andiamo avanti.

La piazzetta dell’Eremo è pieno di stand di ogni tipo. Cibo ed alcool a buon prezzo, e le immancabili bancarelle etniche. Sempre lì, troviamo gli stand dello smartshop di Catania, e di un negozio di musica reggae, loro si sono attrezzati con dei piccoli sound e distribuiscono musica 24 ore su 24. Iniziamo a vagare per capire come è organizzata quest’edizione, facciamo foto e incontriamo gente. L’area concerti è piazzata nei pressi del campeggio, sulla sinistra. E’ un enorme spiazzale con in fondo il palco e l’amplificazione, ma per il primo giorno non verrà utilizzata. Andiamo all’info-point, dove vediamo i ragazzi dello staff indaffaratissimi a spiegare ai presenti come funziona il tutto. Ci avviciniamo pure noi. Spiegano che subito dopo l’ingresso, sulla destra, c’è la yard. Lì è l’area dedicata ai dibatti e alla dance hall. I concerti inizieranno il giorno successivo, nello spiazzo che abbiamo adocchiato prima. In piazzetta, invece, ci sarà musica costantemente. Bene, iniziamo ad ambientarci.

Entriamo nella yard, per terra sabbia e sulle nostre teste un tendone militare a proteggerci dall’umidità di notte e dal sole di giorno. In quel momento c’è un dibattito sulle fonti energetiche rinnovabili e sui diversi modi di evitare sprechi di acqua, gas ed elettricità. La gente è seduta per terra e ascolta assorta.

Sono le nove e mezza di sera e salta la luce. La gente inizia a guardarsi attorno, non sa che fare e si radunano tutti in piazzetta. A riempire il tempo del il black-out ci pensano i Jambo Sana, collettivo di percussionisti palermitani, che improvvisano una jam session. La gente gradisce e si crea un atmosfera festosa. C’è chi gioca con le bolas, altri sono seduti per terra intenti in fittissime discussioni tra loro. Tutti i cellulari non prendono, unico modo per comunicare con le persone è la parola, e l’unico modo di incontrare gli amici che sono al Sikula è girare per tutto l’Eremo. Buona fortuna.

Nel frattempo gli organizzatori cercano di risolvere il problema-luce. Saranno necessarie un paio d’ore, ma fretta al Sikula non c’è ne. Intanto tanti altri ragazzi continuano a scendere alla cava, il serpentone di persone che va al campeggio è interniabile, e lo sarà per tutti e tre i giorni.

Torna la luce, e le gente inizia a dirigersi verso la dance hall. Per tutta la notte, e buona parte della prima mattinata la yard vive e balla grazie ai sound locali di Enna Massive, Sikula Sud, Jah Army. Ma sono sopratutto i Sicily Rebellious a far scaldare i presenti. L’attesa è tutta per il sound ospite il Pow Pow Movement, tedeschi che amano il raggae e sono impeganti nella selezioni dei classici del genere, miscelati con addizioni dub. La prima notte di Silkua si conclude così, dopo mille cicchetti, qualche drink e un overdose di raggae, il popolo del festival va a dormire verso le 7 del mattino.

Il risveglio è traumatico, come in ogni campeggio. Il sole inzia a picchiare sulle tende, e i presenti come tanti zombie si dirigono verso le docce. La fila è interminabile, li sguardi tra il disorietnato e il felice. La media di ore dormite a notte non supera le 4. Chi può nella mattinata va via dalla cava, direzione mare, chi non può cerca ombra e refrigerio. Impresa quasi impossibibile. Si vaga, cammina molto lentamente, parla, suona e si cerca musica in piazzetta.

Nel pomeriggio il sound in yard è acceso, ma la gente e tutta distesa dulla sabbia, non balla, pare intorpidita. Il sole non da tregua. Nel campeggio la situazione è simile. Intanto la carovana dei nuovi arrivi continua imperterrita a scendere in cava. Al tramonto inizia la vita del Sikula, dopo 3000 docce a testa, e dopo aver strappato un paio di ore di sonno sotto un albero, anche noi siamo pronti ad affontare la seconda notte di raggae festival.

La situazione è rodata. Nell’area cultura in yard e la volta della "Favola Industriale" di Marcello Cappelli (compagnia teatrale Mandara Ke), interpretata in modo toccante da uno straordinario Alessio Di Modica. Il monologo di Alessio spiega, tra l’ironico e il drammatico, ai presenti l’odissea della nostra terra, del sud-est siciliano calpestato e insultato dalle industrie e dalle raffinerie. La gente seduta sulla sabbia è tanta, e gli applausi per l’attore non macano. In un ora, Alessio, ha spiegato le vicende ti quarant’anni di sopraffazioni e sogni infranti, subiti dalla gente della Sicilia orientale. Toccante, interessante, ha fatto pensare.

Ripassiamo dall’info point per sapere quanta gente c’è al Sikula, la risposta è di nuovo netta, siamo in 3000. Sono le 23, ed è la volta di trasfersi nell’area concerti del Festival. In programma i live di Anzikitanza, Boo Boo Vibration e Richie Spice con la Fifth Element Band. Gli Anzikitanza sono siciliani, e l’emozione nei loro occhi è trasparente. Il loro concerto non delude, il pubblico inizia ad invadere lo spiazzo-concerti. Boo Boo Vibration è la promessa del raggae nazionale, hanno girato da poco tutta l’Europa per proporre le loro sonorità fatte anche di tratti funkeggianti.

Sorpresa e delusione per il popolo raggae: niente Richie Spice, l’atteso frontman jamaicano non c’è. Jaka e Ras Dedo, presentatori della serata, comunicano al pubblico che Spice ha avuto una serie di problemi al consolato e che ha dovuto rinunciare al tour europeo. Al suo posto sul palco sale Jah Mason. Il giovanotto, anche lui di origini jamaicane, non delude nessuno e mette nel suo live una carica e un entusiasmo notevoli. Il Sikula balla, salta, si dimena, e si scatena lo stesso. In pochi minuti dimentica Richie Spice, e balla con Jah Mason, il risultato non cambia: è festa.

Attorno alle 2 del mattino finisce il concerto. E la gente inzia a tornare in piazzetta e nella dance hall. La sitauzione si ripete, c’è chi balla in yard, chi smaltisce in piazzetta, chi traballa allegramente verso l’accampamento, chi bivacca per terra, chi si accascia un pò ovunque. Scene da festival. Anche le notte del 13 finisce attorno alle 7 del mattino. I più coraggiosi dalle 5 del mattino in poi, hanno potuto ballare anche altri suoni, quelli tekno, drum’n’bass e minimal, passati dallo stand dello smartshop catanese per qualche ora. Resistenza elettronica che è andata avanti fino alle 8 del mattino, poi la parola è ri-passata al raggae, dominatore del festival.

Mattinata e pomeriggio passano come il giorno prima. Gente devastata dal poco sonno ovunque che si muove piano, stand gastronomici affollati, raggae in sottofodo sempre, e il riprendersi è pura utopia. Il tramonto aiuta un pò a dormire, ma in tre giorni nessuno ha dormito più di 10 ore in totale. Siamo ad un festival, ad Agosto, in una cava, a centro di Sicilia. Era prevedibile, ma va bene lo stesso. Nel tardo pomeriggio la folla del festival è radunata in piazzetta dove i tamburi dei Jambo Sana risuonano ciclici, e attorno la gente balla. Nell’area culture il dibattito è dedicato alla tematica della legalità.

Continuiamo a vagare, ri-passiamo dall’info point per avere il quotidiano dato sull’affluenza. I ragazzi ci riconoscono, e prima ancora di formulare la nostra consueta domanda già sorridono, siamo sopra i 5000. Facciamo loro una foto e andiamo nell’area concerti. Alle 23 è gia piena, tantissima gente che aspetta paziente l’inzio dei live. E’ la serata conlusiva, il menù musicale comprende Skaramanzia, i Krikka Reggae, e Zion Train.

Iniziano gli Skaramanzia, e il loro suono ska, tutto in levare, inzia a far salire la polvere dal terreno. Un ora di concerto tutta per loro, e poi il palco passa ai Krikka Reggae, arrivati da un altra terra amante del raggae, la Basilicata. Il tempo passa e l’area concerti inzia a diventare veramente piena, il colpo d’occhio dal palco è impressionate. Apotesi. E’ la volta degli Zion Train. Sono gli inventori di un genere, il Phuture Dub Sound System, che è una sorta di dub, mixato a tekno e drum’n’bass, dai bassi belli coroposi e pesanti. Al Sikula hanno fatto sentire tutto questo, e anche i puristi del raggae hanno apprezzato questi suoni, ben lontani dal puro stile jamaicano. Gli Zion Train hanno spinto per due ore sull’accelleratore elettronico, variando ritmi e strumenti, senza mai essere monotoni, una sinfonia in continuo crescere che ha proiettato il pubblico in un atmosfera diversa da quella raggae, più clubbing, più da festa. Per quanto ci riguarda potevano continuare a suonare per tutta la notte. Invece, alle 3, la musica in area concerti si spegne, e inzia il post-sikula.

Il post-sikula ha due varianti. Inzia alle 3 della notte di ferragosto. In piazzatta si balla tekno e drum’n’bass, e ci può stare. In yard si balla raggae fino alle 7, come giusto che sia. Il sikula raggae festival 2007 finisce così, con un pò di musica eterogenea in più, tanta gente felice, e l’augurio per una nuova edizione, che non è mai una cosa scontata.


Tutte le foto del Sikula a partire da questo link: il Sikula Raggae Festival 2007


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Racconti dal Sikula reggae festival edizione 2007
18 agosto 2007

grande tanone...per chi ha gradito e per chi no.(techno-dipendenti o litigati col sole)..è stato in ogni caso un bellissimo ritorno alla cava dopo lunghi anni di attesa.. reggae..techno...dub....anche hip hop a tratti.....ma l’Africa c’era...inutile ribadire chi l’ha portata... Grazie per le citazioni degli spettacoli in piazzetta. ...J.S.
Racconti dal Sikula reggae festival edizione 2007
21 agosto 2007, di : Serena

Meraviglioso. bravo tano e w il sikula.
Racconti dal Sikula reggae festival edizione 2007
21 agosto 2007

bellissimo questo report.. mi ci sono sentita "dentro". bravo tano!
Racconti dal Sikula reggae festival edizione 2007
27 agosto 2007, di : jahsmine

fantastico sikula reggae festival... per me è stata la prima edizione... purtroppo sono dovuta andare via prima di Zion Train!!! alla Cava si respirava un clima favoloso...
Racconti dal Sikula reggae festival edizione 2007
9 settembre 2007, di : vincenzion |||||| Sito Web: http://vincenzion.blogspot.com/sear...

Altre foto del SRF2007 su: http://vincenzion.blogspot.com/search/label/Sikula%20Reggae%20Festival%202007

give thanks, Vincenzion