Report iniziativa Acqua Pubblica del 17 febbraio a Palazzo dei Normanni

E’ consapevolezza comune che a fronte del fallimento dei privati, cagione di maggiori oneri a carico della collettività, dell’incapacità fin qui dimostrata da una classe dirigente che non è stata in grado, dopo anni di lotta per l’acqua pubblica, di far affermare un diritto universale che in Sicilia assume i contorni di una battaglia contro il malaffare ed è causa di conflittualità sociale, si debba con urgenza dare risposta alla volontà popolare espressa con i Referendum del 2011 per riaffermare il diritto e la democrazia.

di Giuseppe Castiglia - mercoledì 25 febbraio 2015 - 4379 letture

REPORT riunione di Palazzo dei Normanni (sala rossa)

L’iniziativa promossa dai promotori del DDL di Iniziativa Popolare e Consiliare per la ripubblicizzazione delle Acque in Sicilia in collaborazione con ANCI Sicilia, ha visto una nutrita partecipazione da parte degli Enti Locali siciliani e dei Movimenti per l’Acqua ed i Beni Comuni. Hanno partecipato il Presidente di ANCI Sicilia Leoluca Orlando, il Presidente della IV Commissione ARS Giampiero Trizzino, per conto dell’Assessore all’energia e servizi di pubblica utilità l’Avv. Francesca Spedale componente dell’ufficio di Gabinetto, diversi deputati e componenti della IV Commissione Ambiente.

Il dibattito si è sviluppato con 25 interventi che hanno enucleato lo stato dell’arte sulla legge arenata in questa legislatura dal 2012 in IV Commissione e formulato proposte concrete.

Nell’introduzione si sono riassunti i passaggi della legge incardinata in IV Commissione fin dal 2010, ed in questa legislatura, le iniziative messe in campo per contrastare le privatizazzioni che con continuità e forzature spesso illegittime gli ultimi tre Governatori della Regione hanno promosso e promuovono. Ultimo in ordine di tempo quello del Dirigente Generale del Dip. Acqua e rifiuti di commissariare i Comuni della Prov. di Agrigento per la consegna delle reti a Girgenti Acque in ottemperanza allo "sblocca Italia" anzichè alla legge regionale 2/2013 che poneva il limite di sei mesi per l’approvazione di una legge di riordino e nelle more la possibilità per i Comuni "ribelli" di gestire autonomamente il SII.

Nel frattempo si sono avvicendati tre Assessori senza che la legge vedesse la luce né si ponesse rimedio al fallimento dei gestori della prov. di Palermo e Siracusa. L’Assessore Callari, al quale è oggi subentrato l’Assessore Contrafatto, aveva in ultimo presentato in Commissione un maxiemendamento di riscrittura del testo di legge, non condiviso dai proponenti del DDL Popolare/Consiliare, e dagli stessi On.li Commissari della IV, per il quale era già stata avanzata in Commissione a novembre la richiesta di ritiro, in attesa che il Governo si pronunciasse in proposito. Si è ricordato che è vigente l’articolo 49 lr finanziaria 2010, che consente la rescissione in danno dei contratti di gestione del SII parzialmente rispettati, mai finora agito dalla Regione, ed è stato posto l’accento sul combinato disposto del decreto "sblocca Italia" come convertito in legge e della legge di stabilità, che pone le basi per aggirare l’esito dei Referendum Popolari del 2011 accentrando le gestioni e favorendo le privatizzazioni. Si pone dunque ancora una volta il problema della responsabilità politica del Governo e dell’Assemblea regionale, eletta con un numero di voti inferiore a quelli espressi per le consultazioni referendarie, e per il Governatore Crocetta di mantenere fede agli impegni assunti con i cittadini in campagna elettorale. Il rischio paventato è che se entro ottobre non sarà varata una legge in Sicilia, come già avvenuto per la depurazione, il Governo nazionale commissarierà la Regione con esiti prevedibili ed inaccettabili.

Che si vogliano allungare i termini dell’approvazione di una legge regionale sull’Acqua Pubblica lo fa sospettare un articolo della legge di riforma delle provincie ed istituzione dei liberi consorzi che pone, entro due anni, l’emanazione di una legge per la gestione di acqua e rifiuti. Si è stigmatizzata una mancanza di visione complessiva nella gestione delle risorse idriche e del territorio, in ottemperanza alle normative europee e legate all’approvazione del piano di distretto idrografico e del rischio frane ed alluvioni senza il quale non si potrà accedere ai nuovi fondi comunitari. La Dott. Spedale ha informato che entro il 22/12/15 si dovrà istituire l’Autorità di bacino che prevede una riorganizzazione delle competenze oggi spalmate tra vari Dipartimenti.

Altra questione evidenziata il costo insostenibile del cosiddetto sovrambito dopo l’affidamento a Siciliacque, che vende acqua grezza a 0,69 euro mq contro ad esempio 0,24 praticato da AMAP, per non parlare dei contratti con ENEL che fornisce ai privati energia a prezzi quasi doppi di quelli praticati a società pubbliche. Lo sfuttamento del patrimonio pubblico di dighe ed invasi, attraverso l’utilizzo integrato di solare ed idroelettico potrebbe abbattere i costi dell’energia che incide per ca. il 40% sui costi di gestione a beneficio di nuovi investimenti. Da più interventi si è resa evidente l’emergenza che vivono i Comuni costretti ad interventi sostitutivi senza averne le risorse per fronteggiare i disservizi provocati dal fallimento dei gestori privati, che richiede un impegno immediato da parte della Regione. Orlando ha informato che AMAP ha presentato un piano industriale per la gestione transitoria del SII nei Comuni ex APS attraverso la cessione di quote di partecipazione e ad adesione volontaria.

In ultimo è stato osservato come a fronte di una discussione su un’emergenza pluriennale di un settore strategico per la Sicilia e sulle prospettive di risoluzione non fossero presenti esponenti del Governo e/o i capigruppo Parlamentari.

IMPEGNI COMUNEMENTE ASSUNTI

Il Presidente della IV Commissione in accordo con i Commissari presenti, On.li Cirone, Palmeri, si è impegnato a calendarizzare per il prossimo 25 febbraio una seduta con all’OdG la legge sull’acqua, auspicando la presenza dell’Assessore Contrafatto, per chiedere il ritiro del maxiemendamento Callari, e per sollecitatare il Governo ad approvare un testo di legge, già abbondantemente dibattuto in Commissione, che ricalchi i contenuti della proposta di iniziativa Popolare entro marzo. L’ANCI Sicilia per bocca del Presidente Orlando, accogliendo la proposta del Sindaco di Petralia S. Inguaggiato, si è detta disposta ad organizzare in caso contrario, una grande mobilitazione regionale dei Comuni siciliani in collabrazione con i Movimenti per l’Acqua ed i Beni Comuni per sollecitare il Governo a legiferare.

Nella seduta del 25 sarà proposta inoltre una risoluzione a firma Panepinto, Trizzino, Cirone, Mangiacavallo, ed altri, per la revoca della diffida ai Comuni della prov. di Agrigento per la consegna delle reti ed una mozione di rimozione del Dirigente Generale che l’ha emanata.

E’ consapevolezza comune che a fronte del fallimento dei privati, cagione di maggiori oneri a carico della collettività, dell’incapacità fin qui dimostrata da una classe dirigente che non è stata in grado, dopo anni di lotta per l’acqua pubblica, di far affermare un diritto universale che in Sicilia assume i contorni di una battaglia contro il malaffare ed è causa di conflittualità sociale, si debba con urgenza dare risposta alla volontà popolare espressa con i Referendum del 2011 per riaffermare il diritto e la democrazia.

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