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Quisquilie & pinzellacchere. Nr. 4 Come liberare gli italiani dai lacci della burocrazia

di Franco Novembrini - mercoledì 1 agosto 2018 - 317 letture

Questa volta le ’’Quisquilie & pinzellacchere’’ le voglio dedicare a cosa sta succedendo oggi nel mio comune Villasanta, stretto tra Monza cementificata e Arcore, residenza notoria di ex cavaliere che tanto ha fatto per l’Italia, tanto da averne usato diverse volte il nome per suoi partiti personali.

Sono certo che ciò che avviene nella periferia della mia cittadina succede anche in moltissime altre in fatto di trascuratezza nei servizi ma precisione e uguaglianza nel pagare le tasse che vengono chiamate con i più vari nomi di fantasia ma sempre tasse sono.

Da anni, avendo fatto parte di un comitato antinquinamento del traffico, del cemento, e delle opere inutili e costose faccio presente al Comune con lettere, sempre debitamente firmate, di incongruenze e servizi scadenti, particolarmente per chi abita in periferia (San Fiorano Nord), specialmente per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade: l’ultima classifica pubblicata da un settimanale pone il comune in ventunesima posizione su ventitrè. Il giornale, non certo rivoluzionario e non contrario al sindaco di cui pubblica spesso foto di inaugurazioni, feste e promesse preelettorali (manca un anno alla scadenza).

La società che gestisce lo smaltimento dei rifiuti in questi anni si è servita di personale e mezzi raccogliticci ed aveva promesso (le promesse non mancano mai) che adottando un ’’ecuosacco’’ rosso le cose sarebbero migliorate. Non è così. Il servizio, in periferia, è scadente e spesso alle lamentele ci viene risposto che bisogna contattare la società tramite mail o telefonate.

Io l’ho fatto per anni ma poi ho pensato che a risolvere i problemi debba essere il Comune a cui pago la relativa tassa e non vedo perché debba essere interrogato da un centralino che pare ti faccia un interrogatorio e di cui non sai cosa ne verrà fatto della segnalazione. La cosa mi ricorda un po’ lo scaricabarile. Questa ditta fa un grande uso di adesivi, giustamente, di sacchi lasciati per strada in maniera irregolare ma non lo è altrettanto nel mettere qualche adesivo sui bidoni dei medicinali scaduti in cui si dica in quali giorni del mese passano a svuotarli non costerebbe mica molto e si eviterebbe che cittadini che partono da casa per disfarsene debbano lasciarli per strada o riportarseli a casa perché, sempre in periferia, non riescono ad organizzare un servizio che poi nelle promesse o negli incontri con il pubblico viene definito indispensabile.

Certo ci saranno sempre persone ineducate che andrebbero sanzionate e non si può fornir loro scuse pretestuose con un servizio discutibile. In parole povere manca un controllo e, ironia della sorte, il nostro sindaco è nel comitato di controllo di questa società, che per la verità, sappiamo che ha un ’’tesoretto’’ che non usa per acquistare mezzi adatti e per migliorare il servizio, specie se non viene controllata.

Come dice un proverbio credo napoletano: ’’U pisci fete d’ ’a capa’’. Credo che non abbia bisogno di traduzione.


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