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Quisquilie&Pinzellacchere: per liberarci dalla burocrazia. Nr. 13

Poteva Q&P non parlare dell’affaire Rocco Casalino?
di Franco Novembrini - mercoledì 3 ottobre 2018 - 328 letture

Poteva Q&P non parlare dell’affaire Rocco Casalino? Converrete con me che sarebbe stato difficile per una rubrica che vuole sconfiggere la burocrazia sotto qualsiasi forma si presenti e che i burocrati siano i boiardi di Stato, i quali come ai tempi degli scribi egiziani, hanno modi di comunicare e tempi loro particolari, per cui possono far comparire o sparire, come in questo caso, somme di denaro stornandole in una giungla di norme e codicilli con chiavi di lettura chiare solo a pochi eletti (ops, nominati). I fatti:

ROCCO CASALINO - Portavoce del M5S ha detto una cosa giusta in maniera e nel momento sbagliati e cercherò di spiegarlo. Ha fatto male quando ha detto di voler fare tabula rasa al ministero e definire tutti in maniera cambronnesca ma certo non ha sbagliato nel sospettare che molti dirigenti ’’nominati’’ in posti chiave andrebbero cambiati, non licenziati, sostituiti con quello che nei pesi anglosassoni chiamano spoil system perché è ovvio che non seguiranno mai le indicazioni di un nuovo modo di governare, magari per ignavia o per dirla come Vespa per ossequio a quelli che considerano persone di riferimento, magari individui come l’europeo Moscovici, in scadenza di mandato, che interviene pure lui per conto terzi.

ROCCO E LA STAMPA - I giornaloni, quelli che per anni hanno preso vagonate di milioni dallo Stato si sono scagliati contro Casalino in quanto anni fa ha partecipato come protagonista al ’’Grande fratello’’ e lo hanno fatto con una pervicacia degna di miglior causa dopo aver quasi ignorato, ad esempio, Renzi che partecipò alla ’’Ruota della fortuna’’, ed aver magnificati i giubbotti stile Fonzie che esibiva nell comparsate in trasmissioni di dubbia serietà e per non parlare degli anni in cui la classe dirigente femminile di Forza Italia veniva da trasmissioni trash delle reti Mediaset o dalle ’’cene eleganti’’ arcoriane. Se pensiamo poi che Casalino ha una laurea e parla 4 lingue, spero bene, comunque meglio di D’Alema e Renzi e che alcuni ministri dei governi precedenti hanno vantato lauree inesistenti o di dubbia provenienza su cui certi giornalisti sono stati disattenti qualche dubbio viene.

IL LINGUAGGIO - La politica italiana ha sempre usato linguaggi pesanti che in questi ultimi anni sono diventati scurrili e spero che si torni ad un modo di esprimersi più civile anche perché con le nuove tecnologie e la pigrizia italica si tende poi ad imitare il peggio del peggio con relativa ricadute sui tanto criticati giovani che ascoltano e gli esempi non sono certo da seguire.


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