Sei all'interno di >> GiroBlog | Quisquilie & pinzellacchere |

Quisquilie&Pinzellacchere n. 133 - Madonna che silenzio... (II parte). Gli afoni

di Franco Novembrini - mercoledì 3 febbraio 2021 - 626 letture

Normalmente ad ispirare molti articoli sono le urla i litigi, le diatribe e le risse in tv, ma di queste parlerò in seguito. Quello che mi ha colpito invece in queste ultime settimane sono i silenzi e di conseguenza voglio far notare ai lettori notoriame distratti, alcune afonie di politici notoriamente assai prodighi di miracolose cure per risolvere le questioni che si presentano nella gestione del Paese. Ne faccio un piccolo ma significativo elenco in ordine di età:

GIORGIO NAPOLITANO - Sono mesi che non si odono più i severi moniti di Re Giorgio Due Mandati e spero vivamente che ciò non sia dovuto a ragioni di salute. Ma corre l’obbligo di notare che in un momento di grave pericolo per la democrazia italiana lui non sia riuscito a fare i pochi metri che dividono la sua abitazione dal Senato per presenziare o perlomeno, vista la sua vivacità a "monitare’’ per iscritto, non abbia rilasciato una dichiarazione di voto e comunque andrebbe resa valida in casi di seria indisposizione o di pandemia, tramite video o mail. Altra storia quella della sua coetanea ed anche lei senatrice a vita, Liliana Segre, reduce da Auschwitz, la quale che malgrado i consigli dei medici circa i pericoli per la sua salute, ha affrontato un lungo viaggio per poter esprimere il suo voto a favore di Conte. Forse sarà il fatto che una cosa è parlare di pericolo fascista e altra cosa averlo subìto. Grazie Liliana.

SABINO CASSESE - Altro afono di una certa età che in questi mesi tramite tv o interviste giornaliere si è diviso equamente nel far sapere i motivi nei quali aveva ragione lui su tutto e nel resto in cui avevano torto gli altri, il tutto nella propria interpretazione un filino filorenziana, della Costituzione. Strano che, sia personalmente che per conto terzi (Napolitano), non abbia redarguito il popolo italiano nella adorazione dl genio di Rignano e della sua corte. Ma sono sicuro che non tarderà a farsi risentire magari citando quell’articolo che si riferisce a non armare teocrazie assassine con bombe ed altre armi di distruzione di massa.

LUCIANO VIOLANTE - Il sostenitore del dialogo con i ’’ragazzi di Salò’’ deve essersi distratto e non si è accorto che i nipoti o bisnipoti di quei ragazzi stanno dimostrando con saluti, raduni e minacce di voler nuovamente quel regime che vide vaporizzare dopo il 25 aprile del 1945 e che addirittura sbeffeggiano la sopra citata Liliana Segre, come del resto fecero con Rita Levi Montalcini e facendolo in quei luoghi dove dovrebbero essere fatte osservare le leggi che ne vietano la diffusione. Ricordo che l’individuo che secondo alcuni avrebbe fatto anche cose buone fu catturato su un camion tedesco e vestito con un cappotto tedesco, mentre diceva di andare che diceva di andare a difendere e morire per l’Italia in Valtellina, ma che forse aveva sbagliato strada e sembrava di voler fuggire come aveva fatto ’’Sciaboletta’’ due anni prima. Attendiamo da Violante una nota, una dichiarazione, un commento su quello che sta succedendo in Italia.

ROBERTO GIACHETTI - Come ho detto questa è una breve lista e lascio per ultimo l’inarrivabile Roberto Giachetti. Inarrivabile perché come la sua "piùeuropeista’’ Emma Bonino, con un partito col seguito del 2% come, fra i molti che ha girato, quello di Renzi. Essendo un digiunatore professionista, ma con microfoni e telecamere al seguito, anche a lui domando cosa ne pensa del suo "capo’’ politico e della sua amicizia per il principe(*) Mohamed Bin Saud saudita, che ha voluto dimostrare in un momento drammatico per il nostro Paese con una crisi di governo voluta da lui. Il principe saudita è quello che paga bene i collaboratori ma che da ordini di impiccare, strangolare, lapidare e fare a pezzi quelli che non la pensano come lui. Insieme alla sua ex compagna di avventure libertarie ma con soldi dello Stato per la loro radio, perché tramite i buoni uffici non va anche lui in Arabia a digiunare e magari a tenere conferenze per i diritti della donne e delle minoranze, se non avessero i mezzi per affrontare il viaggio potrebbero chiedere di essere ricevuti all’ambasciata romana di quel paese. Certo sarebbe una faticaccia e sussiste la possibilità che poi ne possano uscire "invaligiati’’. (*) Forse il noto personaggio fiorentino quello che fa documentari, fa bucare una parete dipinta da Vasari e parla bene le lingue ha commesso un errore confondendo il principe beduino con quello di Machiavelli di cui ha sentito parlare ma non ha letto ne capito la prosa. Forse.

MULTA ALLA FCA - Aggiungo agli afoni gran parte della stampa e delle tv, circa una notizia che dovrebbe tenere banco per giorni, comunque più di "Spelacchio’’ a Roma, i 30 milioni di dollari di multa alla FCA. La società ha ammesso davanti ad un giudice americano di aver pagato alcuni sindacalisti dei suoi stabilimenti americani. Ho cercato su Internet i commenti dei giornali italiani, ma ne ho trovati pochissimi. Uno su Repubblica, nell’inserto "Finanza’’, nel quale non viene mai nominata la Fiat e tantomeno gli Agnelli ma sembra un accordo fra Stellantis e il giudice. Niente viene detto che a benedire l’affare furono Obama, Marchionne e quasi tutti i politici italiani al governo, Renzi in primis.


Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -