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Quisquilie&Pinzellacchere n. 127 - Dai "Diari di Bruno Trentin’’

di Franco Novembrini - mercoledì 30 dicembre 2020 - 608 letture

In questo periodo non certo facile che stiamo vivendo e in mezzo al via vai nelle varie trasmissioni tv di molti pennivendoli, nani, ballerine e politici in disarmo, i quali, come alunni di Vanna Marchi o del "Baffo’’ con i loro prodotti sottobraccio, per lo più libri documentari o anche solo le loro verbose verità assolute, che vengono pompati da presentatori amici (complici sarebbe più adatto) e ricevendo complimenti che farebbero arrossire un pomodoro. Quest’anno si sono distinti il solito Bruno Vespa il quale questa volta, contando su una caduta del governo Conte si era lanciato, dovendo riposizionarsi, con false affermazioni sulle cose belle che il Fascismo fatto per gli operai italiani, salvo poi scoprire che queste novità erano già state ’’inventate’’ molte decine di anni prima per cui il primo sistema pensionistico pubblico di cui si abbia traccia è dovuto a Otto von Bismarck e poi delle 8 ore di Ford che aveva aumentato la paga ai suoi operai ma in cambio non fece entrare il sindacato nelle fabbriche che potesse controllare ritmi di lavoro e salute degli operai per oltre 15 anni. Il fascismo non fu da meno e poco dopo il suo insediamento al potere, dimezzò lo stipendio degli operai assecondando le richieste del sen. Agnelli.

Altra imprecisione del nostro Bruno è quella di aver affermato che i pipistrelli sono appartengono alla classe degli uccelli, venendo redarguito da un ragazzino il quale gli ha fatto notare che invece sono dei mammiferi, come lo sono gli scoiattoli volanti e le scimmie volanti. Di queste ultime, sempre al noto scrittore, si attaglierebbero quelle descritte meravigliosamente nel Mago di Oz, per il lavoro che viene loro assegnato cioè un lavoro con finalità discutibili. Comunque davanti a questa folla di questuanti che fingono di essere capitati in queste trasmissioni per puro caso e, strano a dirsi, con una copia della loro opera in tasca, io ho liberamente scelto tre libri che consiglio anche dopo questo periodo: Marco Fraceti "L’onda nera del Lambro’’, di Vittorio Agnoletto "Senza respiro’’ ed il terzo "Bruno Trentin e l’eclisse della sinistra - dai diari 1995-2006’’, a cura di Andrea Ranieri e Ilaria Romeo. Dei primi due sono da apprezzare il coraggio e la chiarezza nel trattare i temi della malavita organizzata e della salute pubblica e con particolare riferimento, nel secondo, alla storia documentatissima del Covid-19. Sui diari di Bruno Trentin debbo dire che lo aspettavo da anni avendo letto il tomo precedente che terminava giusto nel 1995.

DIARI DI BRUNO TRENTIN 1995-2006 - Negli anni finali della vita di Trentin ci sono delle intuizioni sulla fine della sinistra che sono attualissime e purtroppo molte delle quali si sono avverate nel modo peggiore. Bruno Trentin fu un partigiano, sindacalista e intellettuale conosciuto ed apprezzato dai sindacati di mezzo mondo, avendo partecipato a congressi sindacali nei quattro continenti, spesso intervenendo parlando correttamente numerose lingue nelle quali si esprimeva e spesso scriveva, riuscendo a capire anche le sottigliezze dei discorsi e delle dichiarazioni dei vari dirigenti mondiali del sindacalismo. Ma veniamo alla situazione italiana che è stata la parte più dolorosa delle sue riflessioni, lui come sinistra intendeva sia i partiti che il sindacato e vedeva crescere i germi del carrierismo mascherati da fedeltà alla linea, i personalismi e il nascere di consorterie a geometria variabile, cioè che si riunivano per far fuori un avversario per poi dividersi e combattersi per ottenere i posti lasciati liberi dagli sconfitti, i quali a loro volta giuravano vendetta. Il tutto come detto sempre ammantato da ragioni umanitarie, di giustizia e di equità. Nei diari ci sono riferimenti a personaggi tuttora viventi ed operanti che vanno da Bertinotti, Amato, Napolitano, Macaluso, D’Alema, Veltroni, Fassino che lui aveva visto piangere dietro la bara del suo amico giudice Falcone e che poi fintamente addolorati al suo funerale.

Molti di questi sindacalisti e politici critici di Trentin in vita poi sono finiti come fiancheggiatori di Berlusconi ed alcuni anche ministri ed altri come finti avversari molti "miglioristi’’ milanesi che a volte compaiono in tv quali rappresentanti dei più svariati compagni di patti scellerati coni resti di Forza Italia. Altri si sono adoperati per la scalata di Renzi al PD e poi lo hanno seguito nel suo partitino Italia Viva, altri ancora riemergono sentenziando ancora contro i populisti e gli antipolitici che hanno colpe come il peccato originale che lo hai già prima di nascere e solo con la loro benedizione riesci a liberartene. Certo il prezzo dell’affrancamento è un poco esoso, in quanto presume un riconoscimento di integrità e di intelligenza al capobastone, che spesso viene definito leader. Nel libro che consiglio di comprare e di leggere ci sono anche dei riferimenti ai principi ’’rivoluzionari’’ di Rousseau che, dispiace dirlo, sono un poco diversi da quelli offerti da una piattaforma che porta il suo nome. Certo Trentin previde la fine della sinistra, ma credo che non avrebbe retto nel veder nascere dalle spoglie di un grande partito un gruppo di congiurati che mascherandosi con il nome "Italia’’ nella sigla avesse fra loro ministri come la Bellanova, rivoluzionari come Migliore e pokeristi divorziati, ma contro il divorzi degli altri, Scalfarotto, uniti con la Boschi, Giachetti, Rosato ed altri dello stesso stampo, capirete che era impossibile da prevedere. Eppure è successo.


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