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Quisquilie&Pinzellacchere n. 121 - Gli antenati di Trump (prima parte)

di Franco Novembrini - mercoledì 18 novembre 2020 - 419 letture

Trump non è figlio di nessuno, qualcuno lo avrà pure generato, intendo socialmente e politicamente. Un poco di storia del nostro (vostro) Donald. Il futuro presidente USA nel periodo dal 1985 al 1994, fa il ’’grattacelaro’’, palazzinaro è più adatto agli italiani ed è padrone di alcune stazioni tv, ma non conclude molti affari e colleziona perdite notevoli. Queste notizie sono riportate in alcuni libri e dal quotidiano Post. Sapendo dei suoi affari spericolati e di una certa avversione a pagare le tasse come testimoniano le ultime dichiarazioni dei redditi nelle quali paga una quota inferiore ad un taxista di provincia, che sarebbe come se in Italia un gioielliere, un albergatore o un notaio pagassero meno tasse di un metalmeccanico. Beh, forse, dico forse, non ho fatto l’esempio più appropriato. Comunque dal 1994 le cose cambiano e ad un pranzo tradizionale del Partito repubblicano a Washington Trump incontra in prima assoluta un ministro italiano, per la precisione il ministro dell’Interno del primo governo Berlusconi, il leghista Maroni, certo è stato un caso fortuito, ma non vorrei che avesse preso ad esempio la situazione italiana che era invece stata sottovalutata dai grandi soloni della sinistra come Occhetto con "La gioiosa macchina da guerra’’ di infausta memoria e Massimo d’Alema che farneticava sulla costola della sinistra rappresentata dalla Lega, ma che poi negli anni si à adeguato a cercare di concludere patti osceni in luogo pubblico e poi a divenire amico e sponsor della famiglia Clinton, alla quale non ha certo portato fortuna.

Ma veniamo ai presidenti predecessori di Donald, i quali se le loro azioni fossero state interpretate dai politici ed opinionisti italiani correttamente e non con servile impegno avremmo avuto sprazzi di verità riguardo a molte guerre, golpe e stragi delle quali non si sono trovati o voluti trovare i colpevoli che hanno come mandanti gli inquilini della Casa Bianca. Ma come dicevo limitiamoci ai presidenti USA dopo Roosevelt. Harry Truman e Dwight Eisenhover - Questi due che hanno coperto il periodo di tempo dal 1945 al 1961 furono due presidenti che dopo la II guerra mondiale dovettero gestire quella di Corea finita con un armistizio nel 1953 e della quale paghiamo tuttora la non conclusione. Sono in gran parte giustificati perché la situazione era veramente pericolosa per l’intervento dei cinesi che vedevano nell’espansionismo USA un pericolo per la loro neonata repubblica e per la protezione data al regime di Chian Kai-shek. Ike ha poi sostituito i francesi nella guerra vietnamita. John Fitzgerald Kennedy - Il tanto ammirato John Kennedy del quale VW (Veltroni Walter) ne ha fatto una icona, portò il contingente americano nel Vietnam da 16.000 "consiglieri’’ a centinaia di migliaia di soldati, bombardò con qualsiasi cosa dal napalm all’agente arancio il Vietnam. Fu il presidente della tentata invasione di Cuba con i mercenari poi sconfitti alla Baia dei Porci e di numerosi tentativi di eliminare Fidel Castro. Fu ucciso a Dallas da un cecchino americano che a sua volta fu ucciso da un gangster nella sede della polizia. Dopo di lui la stessa fine fece suo fratello minore. Il mandante degli omicidi sembra lo stesso e molti indizi fanno pensare anche per la morte prematura degli attentatori ai servizi segretissimi americani.

Lyndon Johnson - Fu il continuatore della guerra di Kennedy e nel 1965 ordinò anche l’invasione della Repubblica Domenicana contro il governo socialista di Juan Bosch Gavino. Democraticamente eletto ma sgradito agli americani.

Richard Nixon - Il presidente Nixon fu costretto alle dimissioni per aver messo delle microspie nella sede dei democratici nel famoso scandalo "Watergate’’ e non lo fu per i feroci bombardamenti del Vietnam e quelli di Cambogia e Laos. E’ ricordato come ’’il truffatore’’ ma fu anche quello che fece finire la guerra, che non aveva iniziato lui, in Vietnam.

Gerald Ford - Non ha dichiarato nessuna guerra anche se aveva chiesto di fermare militarmente i nord vietnamiti che marciavano su Saigon, malgrado la pace firmata a Parigi, non fu accontentato. Forse perché la sconfitta bruciava ancora. Jimmy Carter - L’Unione Sovietica invase l’Afghanistan e Carter mandò aiuti militari, compresi i missili Stinger, ai mujaheddin ed ai talebani che impararono ad usarli prima contro i sovietici e poi contro i ’’fornitori’’. Fra i combattenti anti sovietici c’era anche Osama Bin Laden che organizzò poi la jihad. Carter fallì anche il blitz per liberare gli ostaggi americani dell’ambasciata di Teheran. Mi accorgo che sono andato ’’lungo’’ e perciò divido la lista in due parti e nei prossimi presidenti ricorderemo quelli più vicini a noi negli anni, che hanno poi affinato la tecnica delle false notizie e dei giornalisti e politici "embedded’’.

(continua...)


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