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Quisquilie&Pinzellacchere n. 119 - Morti eccellenti e morti viventi

di Franco Novembrini - mercoledì 4 novembre 2020 - 592 letture

GIGI PROIETTI - E’ di poche ore fa la notizia della morte di un grande del teatro e del cinema la cui ironia era di essere nato il 2 novembre ed essere deceduto lo stesso giorno di 80 anni dopo. Una simile mandrakata sembra un artificio dei tanti ai quali la genialità del personaggio ci aveva abituato. Gigi Proietti che ha attraversato molte generazioni facendoci conoscere, in una Italia dalla memoria di un moscerino, personaggi che vanno dal discorso di Nerone ai romani, tratto da quello originale di Ettore Petrolini, il quale dileggiava il fascismo e metteva in luce un difetto attuale degli italiani circa il servilismo verso gli uomini che parlano dai balconi o dai talk show. Il teatro e la scuola da lui fondata ha contribuito a far emergere attori di alta qualità e la sua attività di regista produttore attore e molte altre cose ci mancherà molto, sperando in alcuni suoi eredi artistici che certo non vengono dal "Grande fratello’’ o similari.

SEAN CONNERY - Altro grave lutto è quello dello 007 primigenio, lo scozzese Sean Connery. Grande attore venuto iniziato dal basso, avendo fatto molti umili mestieri, che poi lo hanno poi reso credibile nei panni dei personaggi interpretati. Due cose mi hanno colpito di lui, la linearità delle sue visioni democratiche, nel senso che si sentiva prima scozzese ma non nemico degli inglesi e la sua decisione di aver lasciato i film su James Bond all’apice del successo per non essere ricordato ed appiattito su quel personaggio ed averci dato altre grandi interpretazioni che spaziano da film come ’’Il nome della rosa’’ a "Marnie’’ e come padre di Indiana Jones. Ora piccolissima enciclopedia di "morti viventi’’. Il posto d’onore ovviamente tocca a...

GIOVANNI TOTI - Il noto virologo-sgovernatore della Liguria ha detto che i ’vecchi’’ dopo i 70/ 80 anni sono improduttivi, e lo ha affermato proprio a cavallo dei due eventi sopra citati, che evidentemente non hanno trovato dubbi nelle sue granitiche certezze ed avergli fatto sembrare di essere dalla parte del giusto, la scomparsa di Sean Connery e di Gigi Proietti. Certo qualche dubbio ci viene se pensiamo che lui ha una moglie in una posizione apicale in una società creata e diretta da due ultraottantenni, Berlusconi e Confalonieri, dei quali uno è stato anche il suo mentore-padrone politico, nel senso che lui è stato per anni il servo fedele di ogni posizione assunta dal padrone di Forza Italia. Ma si sa che di certi servitori sarebbe meglio non fidarsi.

WALTER VELTRONI detto anche VW - Neanche la pandemia ferma un altro "morto vivente’’, tale VW, noto virologo in quanto vira in tutte le direzioni dalle quali spira il vento. Noto per la sua assoluta dedizione a tutti i presidenti Usa anche quelli che hanno trasformato la Casa Bianca e il suo leggendario studio ovale in una garconniere, per non usare i termini ben più pesanti come quelli usati dallo scrittore Philip Roth nel libro Il lamento di Portnoy e di quello che scrive sulla famiglia Kennedy al completo. Ebbene VW ha cominciato il suo giro delle sette tv per presentare il suo ultimo (speriamo) libro perché lui è scrittore, sceneggiatore, attore, documentarista e soprattutto figlio di potente democristiano padre-padrone della rai negli anni 50, il che gli ha permesso di avere tutte le porte e le borse dei finanziamenti aperte per i suoi perlopiù insulsi e fantasiosi documentari. Interviene su tutto, "ma anche’’ sulla politica e sulla pandemia. Per innata modestia non dice che è stato onorevole del PCI e direttore de "l’Unità’’, "ma anche’’ segretario di uno dei partitelli che sono seguiti e che hanno avuto tutti la stesa sorte di ogni cosa da lui diretta, cioè miserevoli fallimenti. Pensate che uno così ebbe a dire che lui comunista non lo fu mai, il che per me fu liberatorio in quanto lo sono stato. Peccato che non abbia ancora 80 anni.


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