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Quisquilie&Pinzellacchere: contro la burocrazia. Nr. 15

In molti Comuni italiani si stanno sostituendo le carte di identità cartacee con quelle elettroniche. E’ un caso da manuale del potere dei brontosauri, pagati a peso d’oro, della burocrazia italiana...
di Franco Novembrini - mercoledì 17 ottobre 2018 - 602 letture

CARTA DI IDENTITA’ ELETTRONICA - In molti Comuni italiani si stanno sostituendo le carte di identità cartacee con quelle elettroniche. E’ un caso da manuale del potere dei brontosauri, pagati a peso d’oro, della burocrazia italiana. Nel 1997, 21 anni fa, la riforma Bassanini prevedeva che nell’arco di 3-4 anni gli italiani sarebbero balzati all’avanguardia in Europa dotandosi di carta di identità elettronica che avrebbe incorporato anche dati sanitari, codice fiscale e molti altri dati compresi documenti che tuttora dobbiamo portare a vidimare con il ’’sacro timbro illeggibile’’, fra cui spicca la sconosciuta nel resto del mondo, tessera elettorale.

Perché ciò non avvenne? Perché i burosauri che per 30 anni avevano frenato la legge sull’autocertificazione per timore di perdere potere si inventarono scuse e intoppi e consigliarono di rimanere in attesa di una tecnologia migliore, che ovviamente non venne mai. Ora siamo il fanalino d’Europa e ci dobbiamo portare dietro la tessera sanitaria che però è valida anche come codice fiscale e in certe regioni anche per acquisti presso vari fornitori convenzionati, ma non come riconoscimento, in quanto sprovvista di foto, per poter votare ricordo quella che assomiglia alla tessera del ’’caropane’’ dei primi anni ’50 e che produce, insieme alla striscetta antitruffa, lunghe ed estenuanti file che esaltano la nemica giurata di Q&P: la burocrazia. Il ridicolo della situazione è il fatto la C.I. elettronica viene spacciata in certi comuni prossimi a scadenze elettorali, come una conquista futuristica senza specificare che siamo gli ultimi in Europa.

ORWELL E DINTORNI - Alcuni giorni fa nella piazza davanti al Comune sono stati danneggiati il tabellone elettronico comunale e un totem, cioè un cartellone con delle foto e scritte che cominciano da 15 cm. da terra e spiegano in maniera abbastanza abborracciata, le cose da vedere nei dintorni. Il totem oltre che danneggiato mostra segni di incuria lungodatata, una cittadina lo ha fotografato ed ha detto che era una cosa indecorosa. Una assessora le ha risposto, con un messaggio, che bisognava sapere chi è stato.

Ora il cartellone è situato davanti al Palazzo comunale e la piazza e orwellianamente coperta da decine di telecamere e rispondere da parte di un membro della Giunta che dice ad una sua concittadina che si deve sapere chi è stato è perlomeno pleonastico. La domanda, allora, la faccio io per lei: spettabili amministratori comunali chi è stato a danneggiare i due cartelloni?



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