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Quisquilie & Pinzellacchere: contro la burocrazia. Nr. 14

Carla Padovani, capogruppo del PD al Comune di Verona, vota con la Lega una delibera che vuole finanziare gruppi cattolici che si oppongono alla legge 194...
di Franco Novembrini - mercoledì 10 ottobre 2018 - 284 letture

Carla Padovani, capogruppo del PD al Comune di Verona, vota con la Lega una delibera che vuole finanziare gruppi cattolici che si oppongono alla legge 194, legge che non è pro aborto e recita che è fatta in difesa della salute della donna, la quale si difende anche rifiutando gravidanze indesiderate a volte frutto di violenza non solo fisica che spesso portano ad un peggioramento della qualità della vita, almeno in Italia, dove gli aiuti alle famiglie o alle donne in difficoltà rimangono sulla carta.

Il PD è insorto chiedendo le dimissioni della Padovani che peraltro mi pare sia perfettamente nel solco dell’indimenticabile on. Binetti che non fu ostracizzata in questo modo e poi ci sarebbe da ricordare agli smemorati che tale on. Mario Adinolfi, sentinella pro vita, non dice e non fa cose dissimili dalla reietta, per non parlare dei medici che si scoprono’’obiettori’’ nelle cliniche e negli ospedali quando capiscono di fare cosa gradita ai primari ’’ciellini’’ che li faciliteranno negli avanzamenti di carriera. Io vorrei fare una proposta risolutiva del problema: chiedere un nuovo referendum sulla legge 194.

Il referendum dovrebbe essere richiesto dalle stesse forze che difesero la legge che poi fu attaccata dagli ’’obiettori’’ che come le termiti hanno cercato di svuotarla dei contenuti, spesso inapplicati, sui consultori e sui mezzi necessari per educare donne e uomini ad una consapevole maternità e paternità e ai modi di evitare ’’incidenti’’ di percorso. Le modifiche dovrebbero i fondi statali che dovrebbero andare solo a quelle cliniche ed ospedali che garantiscano l’applicazione della legge in tutti i suoi articoli e che eventuali obiezioni all’accettazione di tali norme non siano, come ora succede, un incentivo a fare carriera e che dovendo scegliere si debba preferire chi è in grado di far rispettare la legge interamente. C’è un pericolo, bisogna ammetterlo, che ci sia un crollo verticale delle obiezioni, ma potremo farcene una ragione.

MINIMALIA DI Q&P

MAURO ROSTAGNO - Per il trentennale da poco trascorso dell’omicidio da parte della mafia dell’amico Mauro Rostagno, di origine torinese, ucciso perché faceva il suo mestiere di giornalista in Sicilia.

CLAUDIO FAVA - A Claudio Fava, grande giornalista siciliano che aveva ricordato giorni fa Rostagno con un commovente articolo sul Fatto Quotidiano è stata recapitata una busta con proiettile per le sue coraggiose posizioni sulle cosche massonico-mafiose. Tutto il mio rispetto per il suo operato.

SAVIANO - Lo scrittore Saviano è stato accusato da alcuni giornalisti, tra cui Marco Travaglio, di essere un po’ catastrofista quando ha affermato che con i domiciliari al sindaco di Riace si aprivano le porte ad una dittatura ha scatenato i renziani del PD dimentichi però del fatto che tale Rondolino sulle colonne de l’Unità nel 2016 aveva dato del ’’mafiosetto’’ allo scrittore. Due cose: la prima è che l’indagine è partita nel 2017 quando era al governo Gentiloni (PD) e che i giudici devono applicare le leggi certamente non fatte da loro, gli piaccia o meno. Va bene che in Italia le leggi si dovrebbero applicare per i poveracci ed interpretare per gli amici.

PIETRO PINNA e DANILO DOLCI - Sono i predecessori di ’’Mimmo’’ il sindaco di Riace che con il suo esempio, forse, riuscirà a far cambiare una legge ingiusta e stupida con il consenso silenzioso di molti giudici e della maggioranza degli italiani.



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