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Quisquilie&Pinzellacchere. Nr. 82. Bandiere giallo/nere in giro per i mari.

di Franco Novembrini - mercoledì 12 febbraio 2020 - 680 letture

In questi giorni e per molti mesi ancora, gli italiani saranno sommersi di notizie che si alterneranno dal trionfalismo alle più nere previsioni. Saremo sommersi, ora che il Festival di Sanremo è finito di buone/pessime notizie sull’epidemia di coronavirus che dalla Cina con furore sta espandendosi.

Il fatto che pochi giornali riporteranno le cose come stanno o come si crede che stiano, ma da buoni italiani saranno usate in modo, come armi improprie per la politica per parlare d’altro. Un esempio lo si sta vedendo in questi giorni si passa dal trionfalismo per il fatto che all’ospedale pubblico ’’Spallanzani’’, il cui personale ha meritoriamente individuato per primo il virus, fatto di cui ci possiamo vantare e che ne facciano parte quattro donne di cui tre dichiaratamente ’’sudiste’’ è cosa che mi manda in solluchero. Altra faccia dell’informazione però è quella di tacere i nomi delle grandi ditte che trafficano con la Cina, come per giorni e mesi fu fatto con i Benetton per il crollo del ponte Morandi.

Si fa un gran parlare di alcune navi da crociera che che sono ferme davanti ai porti ai quali non possono attraccare perché sono in quarantena, per il sospetto di avere a bordo persone infettate dal coronavirus. Nessuno fa notare che queste navi dovrebbero esporre una bandiera divisa in quattro quadretti con i colori giallo e nero, perché sia individuabile dagli altri natanti e avvertirli di stare lontani.

Ma dicevo che si parla poco o per niente delle centinaia di navi cargo o portacontainer di provenienza cinese che trasportano merci come gomme Pirelli, di proprietà cinese come l’Inter, di jeep Cherokee o Renegade di proprietà FCA ma costruite in Cina ed alcuni componenti per auto sempre della FCA o dell’Audi che stanno mettendo in crisi gli stabilimenti europei che di quei pezzi hanno bisogno. Ma la cosa che viene sottaciuta è quella del paziente numero zero o uno di questa epidemia. Si parla del contagio che viene trasmesso tra uomini ma il primo da chi o da cosa è stato contagiato.

Nella peste di manzoniana memoria si trovarono untori e si colpirono innocenti, per lo più poveracci, che erano stati contagiati per scoprire dopo secoli che l’epidemia era stata innescata dal contatto con i topi che si presume importati di paesi nordici. Gli europei poi sono stati causa di malattie che hanno decimato i popoli sudamericani con malattie che da noi erano diventate curabili.

Un altro uso dell’epidemia da parte di certa politica è quello di vellicare i più bassi istinti dei nostri razzisti in nuce contro i ’’musi gialli con occhi mandorlati’’ i quali sono causa dei malanni della nostra (!?!) società che sarebbe bella giusta e, ovviamente, arianamente superiore. Forse è per questa cultura che a Verona, luogo di nascita del la Repubblica di Salò, i ’’nipotini’’ dei fondatori vogliono dedicare una via ad Almirante.



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