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Quisquilie&Pinzellacchere. Nr. 70. Beppe Grillo. Di Maio, uomo solo al comando.

di Franco Novembrini - mercoledì 27 novembre 2019 - 488 letture

BEPPE GRILLO - Caro Beppe, sono un tuo seguace ed ammiratore per quello che sei riuscito a creare. Indubbiamente hai intercettato il malessere diffuso in Italia manifestatosi fin dai tempi della morte di Berlinguer e Pertini. Due grandi italiani uniti da una rigida onestà politica e morale che ne attenua i pochi errori, perché anche loro ne hanno commessi essendo umani, se non altro per la classe politica che li ha ne ereditato le conquiste ma che si è dimostrata molto più elastica e verbosa sulla concezione di onestà.

Purtroppo anche i tuoi successori alla guida del Movimento sono stati investiti di cariche a cui molti hanno fatto fronte solo con una malposta autoreferenzialità. Non si sono resi conto che la grande avanzata del Movimento era dovuta al lavoro di migliaia di sherpa sul territorio ed alla politica pulita che si intravvedeva nei programmi, ma soprattutto con i ’’dirigenti’’ che parlavano con i cittadini. Ora vicini ad importanti elezioni li vedi solo in tv o sui giornali che rilasciano logorroiche ed autoassolutorie interviste.

Come cartina di tornasole basterebbe il lungo elenco di chi osteggiò ogni accordo con il Movimento: Napolitano e la sua corte, Fassino, D’Alema, Veltroni, e molti giornalisti che misero le loro penne al servizio dei loro referenti diffondendo come verità assolute i termini di antipolitica, populismo, qualunquismo, come una volta avevano magnificato il loden verde di Monti, i maglioncini di Marchionne ecc., campando per lunghi mesi sull’interpretazione di termini, da molti considerati dispregiativi. Per me è stato un grave errore il voler formare un governo sia con la Lega, cara a Di Maio e dopo la débacle elettorale delle Europee e delle regionali di farne un altro con il PD, invece di curare di più le grandi città che si conquistate con i voti. Non c’era e non c’è tuttora personale sufficientemente preparato per un governo con dei partiti ai quali fino ad un anno fa, attribuivamo le peggiori nequizie. Ma si sa la gatta frettolosa fece i gattini ciechi, si dice in Toscana.

DI MAIO, UN UOMO SOLO... - Luigi di Maio è e resta la dimostrazione evidente degli errori del Movimento. Un uomo che malgrado la giovane età e la discutibile capacità di dirigere il maggiore partito politico italiano dopo le ultime elezioni politiche e con la sua direzione ha collezionato solo vistosi cali elettorale i quali credo possano aspirare al Guinness dei primati. Non si sa in base a quale logica, nel precedente governo che ha visto rovesciarsi le sorti della Lega, che ha raddoppiato i consensi e tuttora lo rimpiange come alleato, abbia potuto ricoprire non una ma ben quattro poltrone, posti avrebbero impegnato le 24 ore ciascuna se fosse stata ricoperta da persona esperta. Un esempio è stata, ed è, la fallimentare strategia comunicativa affidata a Rocco Casalino, di una incommentabile pochezza e si sono preferite le ’’balconate’’ e le interviste per strada, purché ci fossero una telecamera, un microfono e qualcuno che volesse farsi un selfie.

Chissà come mai Matteo Salvini ha una organizzazione di una decina di persone che gli suggeriscono come comportarsi e cosa dire e Di Maio no. Anche alcune frasi storiche ne delineano la pochezza, la sua avversione a parlare con i sindacati fino ad affermare la trita e becera frase che gli operai ’’fanno gli scioperi solo il venerdì’’. Questa frase che non si sentiva dai tempi di Berlusconi lascia intendere che i lavoratori scioperando e perdendo la paga della giornata e rischiando il posto di lavoro, che affrontano viaggi, magari di molte ore, dovrebbero farlo in altri giorni e magari andare a lavorare dopo lunghi viaggi su treni scomodi. A meno che il genio della comunicazione non voglia consigliarli di scioperare il sabato o la domenica. Io direi che una affermazione del genere meriterebbe un mese di lavoro come turnisti in una acciaieria o una catena di montaggio, così, tanto per fare esperienza. Notevole, invece, ascoltare e vedere l’intervista a Beppe Grillo, che non ha detto solo come titolavano molti giornaloni ’’Non rompete i coglioni’’, ma faceva una disamina della situazione italiana e delle condizioni del Movimento, aveva al suo fianco un Di Maio che appariva come cane bastonato e si limitava a muovere la testolina ben curata di fronte ad un Grillo con una capigliatura leonina e di una lucidità ferocemente chiara.

Io continuo a sostenere che il Movimento si debba sganciare da ogni e qualsiasi forma di collaborazione sia con la Lega che col PD e se sarà il caso di andare alle elezioni. Ricordiamoci che le delle’’sardine’’ che ora riempiono le piazze che due anni fa erano dei 5 stelle, fanno parte molti sedicenni che non si sentono rappresentati ed ai quali darei il diritto di voto e insegnerei nelle scuole che cosa è stato il Novecento con le sue guerre, i suoi massacri e gli odii razziali che tutt’oggi infettano il pianeta. Visti in piazza una certa fiducia la ispirano, dimostrando anche di saper usare intelligentemente le nuove tecnologie. Speriamo.



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