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Quisquilie&Pinzellacchere. Nr. 31. ’’Il piccolo naviglio...’’. Non tutti gli 82enni sono uguali!

Credo che tutti noi, all’asilo o in prima elementare, si abbia cantato una filastrocca intitolata ’’Il piccolo naviglio’’, che narra le vicende di una piccola nave...
di Franco Novembrini - mercoledì 6 febbraio 2019 - 545 letture

Credo che tutti noi, all’asilo o in prima elementare, si abbia cantato una filastrocca intitolata ’’Il piccolo naviglio’’, che narra le vicende di una piccola nave che non riusciva a navigare, cosa peraltro per cui era stata costruita.

Con il massimo rispetto per le traversie umane dei profughi a bordo di ’’Nave Diciotti’’, me la ricorda in pieno, anche per il livello culturale e legale di chi l’ha gestita e la sta tuttora gestendo. Questo pattugliatore della Marina Militare ha per compito primario la difesa delle coste italiane e della libertà di pesca che i pescherecci, per lo più di Mazara del Vallo, in acque internazionali e, frequentemente, sono oggetto di sequestri con uso di armi da parte di motovedette libiche, tunisine ed altri paesi africani. Le controversie per la restituzione di uomini e barche, spesso ci è costata molto, anche economicamente e qualche volta con morti e feriti.

Orbene per la ’’Diciotti’’, da quando ha soccorso 177 naufraghi che fuggivano dalla Libia, sono cominciati i guai anche per il comandante e i marinai della nave. La nostra miserrima classe politica ha iniziato un tragico balletto sulle responsabilità ed a calcolare cosa avrebbe reso di più elettoralmente, se farli sbarcare o trattarli come merce di scambio e di ricatto nei confronti dell’Europa, la quale con i suoi infami trattati e cavilli, cercava di fare lo scaricabarile, essendo vicine le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo.

La nostra piccola nave ha navigato per diversi giorni per poi poter attraccare a Catania, dove però è stato proibito sia all’equipaggio che ai naufraghi di sbarcare. Fra le scuse accampate dai politicanti si è sentita anche quella che fra ’’gli invasori stranieri’’ potevano esserci portatori di malattie e terroristi.

Posso affermare che certamente molti portavano gravi malattie: la miseria, la paura e la fame. Queste tre malattie si possono curare in diversi modi senza bisogno delle Usl. Invece per il sospetto di terrorismo la cosa si fa più grave: il pattugliatore è un battello militare italiano, quindi è già territorio nazionale, e i marinai hanno la dotazione di armi individuali a cui possono ricorrere oltre a quelle di difesa della nave.

Ora, se un ministro si trova attraccata ad un porto italiano una nave militare italiana e sospetta che a bordo ci siano dei dei terroristi non dovrebbe, secondo logica, evacuare la nave ed arrestare, una volta a terra, i sospettati? Lascia a questi presunti terroristi, che vistisi scoperti, cerchino di armarsi e ricattare di uccidere eventuali ostaggi, sia marinai che profughi, se non addirittura prendere il comando della nave?

Qualcuno di voi si ricorda la vicenda della ’’Achille Lauro’’, in cui 4 terroristi tennero prigionieri 545 persone fra equipaggio e turisti ed uccisero il cittadino americano di religione ebrea Leon Klinghoffer, gettandolo in mare con la sua carrozzina da invalido. Ma fatemi il piacere.

Una cosa è certa gli sconfitti in questa vicenda oltre ai profughi sono lo Stato italiano che si è visto sequestrare uomini e mezzi da altri italiani e che ha impedito per parecchie settimane, che non sono solo quelle dello sbarco della ’’merce’’, ad una unità militare di svolgere il servizio di protezione a cui era adibita, degli interessi italiani in mare, spesso violati.

Non so se il ministro dell’Interno si farà processare, per dimostrare che ha agito nell’interesse del Paese, ne dubito fortemente, perché in Italia non abbiamo dimestichezza con la coerenza e con l’assunzione delle responsabilità politiche di eventuali errori, però io propongo ai volenterosi di andare nei pressi del Ministero e cantare in coro la canzoncina che inizia così: ’’C’era una volta un piccolo naviglio / che non poteva, non poteva navigar... / e dopo una, due, tre, quattro, settimane... / RIUSCI’ INFINE AD ATTRACCAR’’. Il maiuscolo è una mia interpretazione. NON TUTTI GLI 82enni... - Paolo Savona, gagliardo 82enne, da ministro per l’Europa è stato incaricato di dirigere la Consob per 7 anni. L’incarico presenta alcune criticità normative che potrebbero inficiarne la nomina. Vedremo. Ma molti giornali e non solo quelli berlusconiani hanno scritto che non si deve dare un incarico così impegnativo ad un vecchio ultraottantenne. Giusto. Ma poi, ripensandoci, ho notato che molti giornalisti sono gli stessi che votarono per l’elezione bis del novantenne, Re Giorgio, che oltre all’età, apriva anche la strada ad una rielezione che porterebbe un Presidente della Repubblica a guidare il Paese per 14 anni. Negli Usa il mandato dura poco più della metà. E sono ancora quelli che sponsorizzano B. per un mandato in Europa e poi chissà che altro... Nemmeno nell’età, in Italia, c’è una giustizia!



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