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Quisquilie&Pinzellacchere. Nr. 22. Padri e figli e viceversa

In questi giorni, non ci fossero altri problemi gravi, sui giornaloni a tendenza unica e tv di varie tendenze è tutto un parlare e scrivere di padri e figli...
di Franco Novembrini - mercoledì 5 dicembre 2018 - 449 letture

In questi giorni, non ci fossero altri problemi gravi, sui giornaloni a tendenza unica e tv di varie tendenze è tutto un parlare e scrivere di padri e figli e il risultato è quello di smuovere le acque dello stagno maleodorante della bassa politica italiana. Sia ben chiaro non intendo solo i padri naturali ma anche quelli politici comunque si parla tanto, troppo, per pochi giorni per poi non parlarne più e lasciare che la memoria venga offuscata dall’incalzare di tweet, sms e whattsapp con i quali si fa politica oggi.

Ma torniamo ai padri. Il padre di Di Maio ha alcuni abusi edilizi storici, ereditati addirittura dal proprio padre e giustamente alcuni giornalisti ne hanno dato notizia, ma subito altri, magari immemori degli abusi e delle leggi che i loro ’’padroni’’ avevano fatto ad hoc numerose volte, hanno scatenato una campagna che non sortirà alcun effetto politico, perché in Italia spesso la denuncia sortisce l’effetto opposto.

Il lavoro nero è l’altro argomento che sembra occupare le pagine dei giornali e reti tv, e tutto sommato si potrebbe risolvere in maniera draconiana chiedendo ai figli, compresi quelli politici, di fare una dichiarazione pubblica nella quale affermino la loro completa non conoscenza degli abusi dei loro padri e di non essersi mai interessati a insabbiare le magagne. Sarebbe bello ascoltare le dichiarazioni di Di Maio, Renzi, Boschi e Salvini circa la loro ignoranza di cosa stavano facendo i loro genitori. Io, se qualcuno dichiarasse di non saper niente, sarei propenso a non votarlo per mancanza di capacità e ovviamente se ammettesse di sapere cosa stava succedendo non lo voterei per principio, a meno che dimostrasse di aver compreso di aver sbagliato.

Purtroppo questi sono sogni e credo che la cosa finirà nel dimenticatoio italico e del ’’così fan tutti’’, versione maschile di un’opera di Mozart, o del napoletano ’’tenimm famiglia’’.

NEL RESTO DEL MONDO Nel resto del mondo intanto succedono ’’cosucce’’ che magari meriterebbero una trattazione meno superficiale. La Russia, guidata da un despota, simpatico ad una parte politica italiana è ad un passo dalla guerra aperta per lo stretto di Kerk che non può essere chiuso come vorrebbe il dittatore Poroshenko, in scadenza di mandato, che vorrebbe coinvolgere la NATO in pericolosi giochi di guerra favoriti dagli americani.

La Francia di Macron, che è stato l’ultimo idolo della sinistra (!?!) italiana, sta bruciando, e si notano pericolose infiltrazioni della destra nelle manifestazioni di piazza. Al vertice del G20 oltre le pessime notizie sull’ambiente mondiale abbiamo visto che USA e Cina si sono messi d’accordo su come spartirsi, tramite i dazi, il commercio mondiale e noi stiamo a leggere paginate di storie su padri, figli e viceversa. Ma fatemi il piacere!



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