Sei all'interno di >> GiroBlog | Quisquilie & pinzellacchere |

Quisquilie&Pinzellacchere. Nr. 20. Il Congresso del PD: ’’Processo’’ di Kafka o quello a Papa Formoso?

Da qualche mese si fa un gran parlare del Congresso del PD che, forse, ripeto forse, si terrà ad un anno esatto dai disastrosi risultati elettorali del 4 marzo...
di Franco Novembrini - mercoledì 21 novembre 2018 - 907 letture

Da qualche mese si fa un gran parlare del Congresso del PD che, forse, ripeto forse, si terrà ad un anno esatto dai disastrosi risultati elettorali del 4 marzo di quest’anno. La prima considerazione da fare è quella che perdere un anno per un partito che secondo il ’’formoso’’ ex segretario che accusava gli avversari interni di essere obsoleti e di cui chiedeva la rottamazione, non pare un tempo accettabile ai tempi nostri, quelli dei telefoni che non hanno più bisogno del gettone per chiamare e che la rete internet può essere usata anche per mandare mail e non solo per stare ore alla consolle con i videogiochi.

Capisco che l’imbarazzo del risveglio dal sogno magico gigliato sarà traumatico, altra ragione imbarazzante per il corpulento ex segretario sarà quella di dover affrontare i giovani oppositori che chiedono, a lui ed agli altri dirigenti, compresi quelli che fanno capo allo ’’smilzo’’ segretario dimissionario da pochi giorni che ha incarnato anche fisicamente il peso politico dell’attuale PD, di fare molti passi indietro. Per chi ha memoria si potrebbe ricordare che qualcosa di simile era stato preconizzato ai dirigenti, di cui ancora alcuni operativi dietro le quinte del partito, dal regista Nanni Moretti ma che non fu ascoltato.

CONGRESSO O PROCESSO? La domanda se sarà un congresso a un processo ne pone automaticamente un’altra serie. Se per indire un congresso ci voglia un anno (365 giorni se non è bisestile), vuol dire che siamo tornati all’epoca della DC, protrattasi fino al craxismo imperante, dei congressi con migliaia di delegati, che parlavano per giorni di mozioni, ma le decisioni erano prese in un modesto ed anonimo camper.

La situazione attuale del PD farebbe pensare che questo congresso sarà un processo per regolare alcuni conti in sospeso. Ma di che tipo? Potrebbe essere come quello del libro di Kafka in cui l’inquisito, in questo caso capro espiatorio, viene arrestato senza che sappia di quale delitto si era reso responsabile e con la sua condanna a morte praticamente giustificava il potere, i suoi riti e i suoi errori, che ne uscirebbe comunque accreditato.

Altro tipo di processo potrebbe essere quello inscenato per il Papa Formoso che fu tolto dalla tomba dal suo successore Stefano VI, vestito con tutti i paramenti, fu portato davanti al tribunale ecclesiastico, condannato per presunte colpe commesse durante il suo papato, successivamente spogliato e gettato nel Tevere. Certo dopo molti anni fu ’’condonato’’, come diremmo oggi, e riammesso alla Chiesa. Il fatto che molti elogiatori, di cui buona parte giornalisti, dell’ex segretario ’’formoso’’ abbiano in questi ultimi mesi cominciato a criticare il suo operato, superando nella critica anche molti accesi avversari, quando il nostro era potente, qualche problema deontologico lo pone, ma si sa in Italia ci sono volute poche ore perché da Craxi, per rimanere agli ’’incensati’’ degli ultimi decenni, a Berlusconi e per finire a Renzi, molte grandi firme dei giornaloni abbiano dimenticato i loro peana, spesso osceni, in favore del potente di turno.

I personaggi principali di questa pièce hanno un nome che voglio ricordare: il ’’formoso’’, non solo fisicamente ma anche nell’eloquio e tale Renzi, purtroppo toscano, con mio grande imbarazzo e Martina lo ’’smilzo’’, messo a capo del partito perché, con il suo poco peso, non solo fisico, non desse ombra ai veri comandanti ed ai vari Minniti e Calenda del mi candido o non mi candido?



Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -