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Quisquilie&Pinzellacchere. Nr. 18. Questione di priorità e calamità

In queste settimane l’Italia è stata flagellata, diciamo così, da ’’calamità naturali’’ che hanno fatto emergere tutte le fragilità del nostro Paese...
di Franco Novembrini - mercoledì 7 novembre 2018 - 443 letture

CALAMITA’ NATURALI - In queste settimane l’Italia è stata flagellata, diciamo così, da ’’calamità naturali’’ che hanno fatto emergere tutte le fragilità del nostro Paese. Si stanno avverando molte delle peggiori previsioni di bravi meteorologi, Luca Mercalli è il mio riferimento, che continuano a scrivere che il nostro modo di vita non è più sostenibile e che bisogna spendere risorse ed energie per fermare il degrado. Ovviamente fra qualche giorno comincerà la campagna natalizia e tutti gli italiani si sentiranno più buoni e dimenticheranno presto i guai ed anzi contribuiranno con comportamenti irragionevoli e felici grazie alle tredicesime, almeno per chi le percepirà, al trionfo del consumismo irrazionale che ci porterà fino al nuovo anno. E le calamità naturali? Per quelle si spera nella buona sorte.

CALAMITA’ POLITICHE - Fra le ventilate calamità politiche ventilate una balza all’attenzione di tutti. Sfruttando i disastri meteorologici di questi mesi un ex ministro del ramo ha paventato la possibilità di un ritorno alla politica attiva che aveva giurato di aver lasciato per sempre, ma in Italia si sa ma dire mai.

Il nome dell’ex ministro è Alfonso Pecoraro Scanio che, al di là e al di sopra della illegalità di certi suoi comportamenti è uno che crede che alcuni imprenditori lo facessero viaggiare sui propri elicotteri o gli vendessero dei terreni di pregio per amicizia o generosità, stessa cosa di albergatori che offrivano, come a Formigoni, vacanze gratis. Nei numerosi e lunghi processi avuti si notano le pessime compagnie che lui e il fratello avevano. Non ne sentivamo proprio la mancanza...

CALAMITA’ CANAGLIA - Sempre partendo dalle cronache dei disastri di questi mesi ho notato che nello sfacelo dei porti e porticcioli liguri ci sono poche barche di pescatori danneggiate, cosa invece maggiormente visibile nei porti siciliani. In quelli liguri sono quasi tutti motoscafi di pregio, yacht piccoli e grandi. Ovviamente mi dispiace per i danni e credo che i colpevoli più che nella natura matrigna vadano ricercati nei politici ed amministratori di ogni livello e colore, i quali da una decina da una decina di anni spinto fino all’indecenza, la creazione di porticcioli turistici senza tener conto della sicurezza di tali opere, ma del guadagno immediato che avrebbero ottenuto dalla cementificazione delle coste, insomma come costruire un albergo in una zona franosa o un campeggio alla foce di un torrente.

CALAMITA’ CLASSICHE - Come quasi tutti gli anni in cui cade un po’ di pioggia anche quest’anno il Lambro e il Seveso a Milano sono esondati con i danni che mi ricordo avvengono da oltre 40 anni, ma non escludo che ciò avvenga da più tempo, i rimedi sono sempre gli stessi e i provvedimenti sono sempre rivolti al passato e non al futuro che non migliorerà certamente. Quest’anno anche un altro classico allarme esondazione e ordine di sgombero è stato quello della comunità Exodus (don Mazzi). Spesso la comunità si allaga ed a volte con danni ingentissimi. La domanda che mi faccio è questa: ’’Ma non sarà mica che hanno costruito nel posto sbagliato?’’.

CALAMITA’ ELETTORALI - Rimanendo in Lombardia, in Brianza, voglio ricordare che sta succedendo un piccola cosa strana. Siamo vicini alle elezioni comunali e malgrado il corposo manuale (8 pagine) delle affissioni adottato dal Comune si sono verificati alcuni episodi che cercherò di riassumere brevemente.

Il primo è accaduto circa due mesi fa, la lista che appoggia la Giunta ha affisso manifesti che descrivevano le cose fatte e nel farle conoscere meglio hanno occupato anche dei cartelloni destinati alle comunicazioni del Comune tipo convocazione del Consiglio comunale, disinfestazioni, pagamenti delle tasse comunali, situati in posti di facile consultazione e perciò molto appetibili. Alle contestazioni sollevate hanno risposto che la colpa era dell’uomo che li aveva affissi.

Secondo caso: il M5S per la prima volta nella cittadina indice una riunione con importanti rappresentanti nazionali e provinciali, consegna i relativi manifesti alla ditta incaricata dal Comune e questa li affigge raggruppati in 4 cartelloni periferici, alle contestazioni la colpa viene data al solito incaricato. Non basta. Quattro giorni prima della manifestazioni alcuni manifesti vengono coperti da altri e penso che la colpa la attribuiranno sempre allo stesso uomo. Ecco se c’è una cosa che non sopporto è la monotonia!



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