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Quisquilie&Pinzellacchere. No. 21. La cooperante Silvia, Ambrosoli e il giornalista Gramellini

Torna la frase che Andreotti riservò ad Ambrosoli, liquidatore della banca di Sindona: ’’Se l’è cercata’’...
di Franco Novembrini - mercoledì 28 novembre 2018 - 693 letture

Massimo Gramellini, vice direttore di Repubblica ed ex editorialista della Stampa, che poi è solo un cambiamento di testata non di padroni, in una sua rubrica ha criticato fortemente la giovane cooperante italiana, allineandosi praticamente alle peggiori ’’penne’’ giornalistiche della destra. Poi da buon cerchiobottista ha cercato di riparare il danno con dei commenti che sono stati peggiorativi. Insomma come hanno detto alcuni integralisti nostrani, con una frase che Andreotti riservò ad Ambrosoli, liquidatore della banca di Sindona: ’’Se l’è cercata’’.

Io vedo una certa attinenza fra queste due vicende. Ambrosoli, cercava di far luce su un sistema banditesco di gestione di alcune banche e fondi e cercava di riparare ai danni fatti da Sindona e far emergere il malaffare di uno che lo stesso Andreotti aveva definito a New York ’’salvatore della lira’’. Fu ucciso davanti a casa sua da un killer venuto dagli USA. Il parallelo di Silvia Romano con l’avv. Ambrosoli sta nell’onestà del loro agire, a cui avrebbero potuto sottrarsi ed adeguarsi all’italico comune ’’buonsenso’’.

A Gramellini, sfuggono però alcune cose. In Kenya, specialmente nella fascia costiera che va da Malindi a Mombasa, molti ’’indigeni’’ si sono visti espropriare di terre e foreste che davano loro il necessario per vivere ed ai piccoli pescatori locali è stato reso impossibile raggiungere il mare perché fin dagli anni 70 molti italiani ha comprato terreni, foreste, spiagge per farci dei resort, complici spesso i governanti craxiani, ma non solo, che hanno ridotto alla miseria chi abitava quei territori costretti ad rifornirsi di acque inquinate e vedere piscine e campi da golf consumarne notevoli quantità.

I nomi dei personaggi italiani che hanno ’’comprato’’ i terreni, se il buon Massimo volesse cercarli, li troverà spesso nelle cronache dei giornali quando parlano di grandi evasori con conti bancari nei paradisi fiscali. A proposito di paradisi fiscali Sindona ne è stato un precursore.

Vorrei concludere con un grande, affettuoso abbraccio alla giovane Silvia ed ai denigratori italiani ricordare che se rapiniamo un popolo delle proprie terre, al di là dei rogiti notarili, la malavita e il terrorismo troveranno manovalanza in abbondanza. Se il nostro grande giornalista andrà in vacanza in Kenya o in altri paradisi, guardi anche l’inferno che c’è oltre i recinti dei lussuosi resort.



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