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Quisquilie&Pinzellacchere. N. 107 - Le foto ammoniscono. Politici di ogni risma rubano. I marinai ballano. Crescono gli smemorati di Codogno

di Franco Novembrini - giovedì 13 agosto 2020 - 617 letture

Questa settimana sono tre i fatti che mi hanno colpito ma, come sempre, spero di non essere il solo.

LE FOTO AMMONISCONO - Su una rivista mensile ’’Millennium’’ ho trovato due foto di circa 35 anni fa che ritraggono il presidente della Repubblica Sandro Pertini sorridente in una delle rare occasioni del suo settennato, forse per la vittoria ai mondiali di calcio di Spagna. Come si ricorderà il periodo della sua presidenza fu piuttosto tribolato fra stragi, terrorismo, terremoti e crisi politiche. L’altra ritrae Enrico Berlinguer che parla con alcuni muratori che portavano ancora come copricapo il giornale ripiegato. Tutte e due le foto sembra che parlino a noi facendoci intravvedere la loro grandezza umana e politica con la loro semplicità ed affabilità. Non si vedono scorte e non si ha l’impressione che nelle vicinanze vi siano guardaspalle, e non è poco dato il periodo, o macchine blindate come oggi mette in mostra ogni azzeccagarbugli di sottosegretario per non parlare di ministri. Ricordo che erano tempi nei quali i terroristi dettavano condizioni e si apparentavano con mafia e massoneria. Inoltre invito chi avrà la possibilità di vederledi osservarle con attenzione per poi immaginarsi chi ci ha sgovernato dopo di loro, dagli unti del Signore, ai leader maximi, ai loden verdi, ai bipresidenti della Repubblica che negano la loro volontà di essere rieletti, per finire ai madonnari con crocifissi e rosari al seguito e l’indimenticabile ’’volpe di Rignano’’ che sta da una parte ma opera come fosse dall’altra parte del fosso. Ebbene facciamoci tutti insieme una domanda: ’’Come è stato possibile che ciò succedesse?’.

POLITICI DI OGNI RISMA RUBANO - Detta così non è certo una novità, ma se entriamo nei particolari dicendo che circa duemila ladroni chiedono ed ottengono il finanziamento di 600 euro mensili destinati a chi ha perso quasi tutto con il Covid-19, la cosa fa una certa sgradevole impressione. Se poi aggiungiamo che ad ottenerlo sono stati anche 5 poco ’’onorevoli’’ , seguiti a poca distanza da consiglieri regionali, comunali e portaborse vari, la cosa comincia a farsi seria e ci fa scoprire la tragica distanza morale e materiale da Pertini e Berlinguer più sopra citati. La domanda è sempre più o meno la stessa: ’’Ma come abbiamo permesso e tollerato che ciò accadesse?’’. Fra un mese e mezzo andremo a votare sulla riduzione del numero dei deputati. Io so già come votare ma non ve lo dico.

I MARINAI BALLANO - Chiudo con una notiziola che mi ha molto divertito, anche perché ha provocato una certa incazzatura nella nostra destra, cioè quella di ’’armiamoci e partite’’ e delle canzoni guerresche e maschie che invocano la morte, degli altri, ad ogni pie’ sospinto. Un esempio tragicomico lo ha dato Giorgia Meloni criticando l’immensa canzone pacifista ’’Imagine’’ che forse vorrebbe sostituirla con ’’Faccetta nera’’ o la lacrimosa ’’Mamma’’. L’episodio dei marinai che ballano si riferisce al dopo giuramento quando una tenente di vascello, prima dello sciogliere le righe, ha fatto ballare i sottufficiali della Marina al ritmo di una sincopata ’’Jerusalem’’. La cosa mi ha fatto venire in mente la battuta che nel film ’’Storia di Glenn Miller’’ il personaggio che interpreta il musicista, arruolato anch’egli, dice ad un occhiuto ufficiale scandalizzato perché i soldati marciavano al ritmo di un suo celebre motivetto: ’’Questi giovani stanno per andare in guerra a liberare l’Europa da una dittatura e ci devono andare con la musica che amano, pensando che molti di loro non torneranno’’. Per la mia età ho avuto modo di vedere parte di questi giovani che erano sostenuti fra le altre cose da musiche di grandi autori americani e nella riconquista dell’Europa si sono battuti con coraggio e valore. Purtroppo i soldati USA dopo la guerra del Vietnam hanno perso anche loro la voglia di ballare e cantare.

CRESCONO GLI SMEMORATI DI CODOGNO - In ogni TG e in molti giornali, specialmente padronali, è un continuo lamentarsi della chiusura totale dell’Italia che non si doveva fare oppure farla a macchia di leopardo. I presidenti delle regioni del sud ed i sindaci si dimenticano che nei giorni della chiusura della Lombardia, la stessa notte dell’annuncio migliaia di ’’nordisti’’ assaltarono aerei, treni ed autobus per fuggire al sud. I presidenti di quelle regioni e i sindaci delle città fecero di tutto per impedire che lombardi, veneti e piemontesi arrivassero nelle loro seconde case al sud. Ignorano che se non fosse stata chiusa tutta Italia i transfughi sarebbero stati centinaia di migliaia e i problemi del Meridione, con la sanità che si ritrova, avrebbe avuto ben altri problemi. Mi pare che il modo di ragionare sia quello di molte trasmissioni di calcio nelle quali, appena finita una partita, centinaia di ’’tecnici’’ sono disposti a rilasciare pronostici a posteriori del risultato. Un poco di memoria e di decenza non guasterebbe.



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