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Quisquilie&Pinzellacchere. N. 105 - Gli ’’scajolanti’’.

di Franco Novembrini - mercoledì 29 luglio 2020 - 737 letture

La folla degli scajolanti si sta allargando in maniera pandemica. L’era dei politici dimenticoni e insaputi, ha lontane origini in Italia, ma in questi anni si fa risalire a Scajola, potente politico ligure, il quale avendo necessità di un aereo Alitalia a sua disposizione nei fine settimana, ne aveva uno dedicato nel semisconosciuto aeroporto di Albenga, a due passi da casa. Fece sapere nel suo giro di amicizie, che avrebbe avuto bisogno anche di un appartamento a Roma. Da non crederci, un costruttore immobiliarista romano gliene trovò uno con vista Colosseo ad un prezzo superscontato. Scajola non si accorse che praticamente gli era stato regalato e da tale distrazione ebbe inizio la saga degli scajolanti. Appunto.

Gianfranco Fini - Gianfranco Fini fu vittima di un cognato che approfittando della sua ingenuità, complice anche a foja che lo aveva assalito, come spesso succede agli anziani, per la sua giovane seconda moglie, Elisabetta Tulliani. Oltretutto la giovane signora era stata strappata ad una duplice relazione con i due Gaucci, padre e figlio. L’infido cognato, categoria che compare spesso negli affari di alcuni politici, all’insaputa di Fini, trova il modo di comprare ad un prezzo stracciato una casa a Montecarlo. La magione monegasca, per dirla tutta, era stata lasciata in eredità al partito diretto dal buon Gianfranco da una signora nostalgica dei tempi andati. Una volta scoperto l’affare vani furono gli sforzi furono nel dichiarare la sua estraneità al fatto e la sua carriera fu stroncata. Di lui si sono perse le tracce. Matteo Renzi - Anche lo ’’statista di Rignano’’ ha avuto problemi immobiliari per una grande villa sulle colline di Firenze. Il ’’Bomba’’ non avendo i fondi necessari per la garanzia di un mutuo riesce ad acquistarla grazie ai magheggi di un parente politico. Il nostro uomo trova, come succede spesso a noi tutti, una banca compassionevole che gli concede un mutuo stellare, roba da ’’Ruota della fortuna’’ al cubo ed il parente politico gli fa avere, tramite la vecchia madre, un bonifico di oltre 700 mila euro. A dire il vero Matteo è a conoscenza della cosa ma pensa che sia una cosa usuale e non degna di particolare menzione, scordandosi di farlo sapere in giro e lo fa anche per la sua ben nota riservatezza.

Attilio Fontana - Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, anche lui è vittima di un cognato un pochino instabile. Nel senso che tramite la sua società in comune con la moglie, sorella del presidente lombardo, fornisce delle mascherine e dei camici alla regione presieduta dal cognato, il quale fattura il tutto, ma siccome gira nei palazzi della Regione un giornalista curioso che fa delle domande impertinenti, ’’sfattura’’ il tutto e dice che la fornitura si è trasformata in una donazione. Certo che il dono parziale avviene dopo circa un mese circa un mese ed oltretutto cerca di rivenderne una parte cospicua ad un privato e, si dice, a prezzi fuori maggiorati. Qui mi fermo perché le mie cognizioni in campo commerciale sono minime ed inoltre è veramente complicato seguire tutti i passaggi. Il nostro presidente Fontana, quello che fin dall’inizio ha avuto problemi con le mascherine, decide di fare anche lui una donazione a favore del cognato e lo fa facendo partire un bonifico di 250 mila euro da una banca svizzera, dove il presidente ha diversi conti bancari a lui intestati, i soldi provengono da alcuni fondi che anni fa erano stati scudati e che avrebbero dovuto rientrare in Italia dalle Bahamas, ma pare che gli euro (5.000.000 e rotti) abbiano preferito le banche svizzere. Ora, cosa eccezionale, la Banca d’Italia ha segnalato come sospetta l’operazione e la Guardia di Finanza e i giudici sono intervenuti con le indagini. Apriti cielo! Il partito di riferimento di Fontana e tutta la destra lombarda minacciano sfracelli contro le solite toghe colorate e qualcuno ha consigliato loro che farebbero meglio ad indagare sulla Raggi e sulla Appendino le quali non c’entrano niente con i fatti in questione, ma sono sempre un evergreen. La cosa che mi disturba non è tanto la solidarietà dei renziani e di parte del PD che si schierano, con qualche ragione, in difesa dei ’’colleghi’’, ma il fatto che si dica che è un attacco alla Lombardia. Ora, anche se di adozione, io sono un cittadino lombardo e non mi risulta che la Lombardia, in quanto regione, possa commettere qualche ruberia, a meno che ci sia qualche signora di tal nome e magari cognata di qualche politico che lo abbia fatto.

Rocco Casalino - La lista dei seguaci di Scajola sarebbe ancora lunga, ma dato lo spazio, la termino con Rocco Casalino e la vicenda del suo fidanzato. Premetto che Rocco non mi è mai piaciuto e non pensate che ce l’abbia con lui per i suoi gusti sessuali, anche se ritengo che la sua presa di posizione di non saperne niente degli azzardi del suo fidanzato, non faccia un favore alla causa LGTB. Ma veniamo ai fatti. Il suo convivente cubano è stato segnalato dall’Ufficio antiriciclaggio della Banca d’Italia (ma allora esiste e lotta insieme a noi questo istituto), per certe sue operazioni che ha effettuato sul suo conto in una filiale della banca a Roma. L’istituto fa notare che tali somme sono troppo alte rispetto al suo stato di percettore di sussidio di disoccupazione come cameriere e non compatibili con le scommesse su certe azioni ammalorate. Casalino fa lo gnorri anche se insieme al cubano aveva chiesto ed ottenuto il finanziamento di 25 mila euro per aprire un sushi bar, poi andato a monte per via del blocco. Molti di voi si ricorderanno del proverbio su Cesare e sua moglie. Ma torniamo alla mia antipatia su Rocco che è basata sulla nascita del personaggio il quale viene dal mondo delle tv, di Lele Mora e del verminaio connesso. Per esempio anche i due Matteo del resto sono nati come personaggi in quelle tv e come loro poi si è dato alla politica. Però nell’intervallo ha partecipato a trasmissioni del piduista Costanzo, ha avuto degli scontri epocali con Tina Cipollari e Platinette e poi, guarda caso, ha diretto una trasmissione di gioco d’azzardo on line ed in seguito è approdato alla politica dove negli ultimi anni ha ricoperto incarichi nei quali decideva chi nei 5 stelle doveva essere messo in lista e chi no. I risultati elettorali parlano da soli. Ora è il pagatissimo portavoce della Presidenza del Consiglio. Misteri della fede.



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