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Questa Italia sa di tappo?

Cosa succede in Italia, una volta ogni vent’anni? E’ vero che si passa da una stagnazione all’altra, attraverso un processo che implica una certa dose di violenza?

di Sergej - venerdì 27 gennaio 2012 - 1702 letture

Abbiamo attraversato anni in cui non era possibile l’alternanza al governo. La Repubblica italiana è nata da un patto a tre, tra cattolici, comunisti del PCI e Stati Uniti. Un patto che è subito diventato un blocco: da una parte cattolici e borghesia, e dall’altra il PCI in minoranza. Non era possibile per il PCI diventare forza di governo. Una questione di equilibri internazionali. ma la dialettica interna che si è innescata in Italia, paese di frontiera tra Est e Ovest, è stata proficua per il nostro Paese. Abbiamo conosciuto il boom economico e la fuoriuscita dalla fame. Ciò che è stato un po’ la nostra forza e la nostra debolezza insieme: abbiamo sempre pensato per "modelli". Mentre la sinistra organizzata dal PCI aveva come modello la Russia della modernizzazione statalista e stalinista, la borghesia italiana guardava un po’ agli Stati Uniti, e alla Francia gollista. Sulla base dei "modelli" si è fatto l’esperimento delle "regioni rosse" (Emilia Romagna, Toscana, Umbria...) che guardavano un po’ al modello scandinavo e un po’ alla piadina...

Con la morte di Moro l’Italia non è riuscita subito a ritrovare il funzionamento a "modelli". La sinistra borghese ha cominciato a guardare all’Europa, a cercare nell’Europa un’ancora di salvezza. E’ quanto hanno fatto i laici e cattolici di sinistra: Ciampi, Prodi. Appena hanno potuto, hanno cercato di vincolare l’Italia all’Europa, nella speranza di curare in questo modo i mali endemici dell’Italia vista in sé irriformabile e debole. La crisi sembra essere ciclica, ogni vent’anni. L’uccisione di Falcone e Borsellino è stato un altro punto di crisi, immediatamente seguita da tangentopoli. La cosa sembra funzionare così: salta il tappo, accorrono i "buoni" che al prezzo di un restringimento di diritti e chiedendo i sacrifici alle classi povere mettono delle pezze. Subito dopo tornano, con facce a volte diverse, i poteri precedenti. Il blocco si ricompone perché la struttura sociale ed economica dell’Italia rimane la stessa.

L’Italia sa di tappo (normalmente) tranne nei momenti di transizione, in cui i poteri confliggono nella lotta tribale, tra bande rivali. Tra poteri. Sulle strade ci sono i manovrati che inscenano le manifestazioni. Nei salotti di potere si decide tutto.


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