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Quest’anno l’Hackmeeting è a Pisa


L’hackmeeting è un’iniziativa indipendente che nasce nel 1998; da allora ogni anno a seguire si è proposto itinerante in diverse città italiane. Quest’anno verrà ospitato dal centro sociale Rebeldia (vicino alla stazione di Pisa) dal 28 al 30 settembre.
sabato 29 settembre 2007, di Redazione - 511 letture

L’hackmeeting è un’iniziativa indipendente che nasce nel 1998; da allora ogni anno a seguire si è proposto itinerante in diverse città italiane. Quest’anno verrà ospitato dal centro sociale Rebeldia (vicino alla stazione di Pisa) dal 28 al 30 settembre.

In questi 10 anni si è vista una mutazione continua del significato di hacking, dell’underground e delle relazioni con il mondo tecnoindifferente. Ora ci troviamo in un momento in cui leggi assurde cercano di vincolare il mondo digitale a quello fisico, in cui tecnologie di controllo vengono propinate per saziare un bisogno indotto di sicurezza e i produttori di software commerciale possono, semplicemente impondendo uno standard, influenzare il comportamento di milioni d’utenti.

Standard, leggi e queste tecnologie che mirano a limitare o condizionare pesantemente la rete vengono accettate dalla maggior parte degli utenti, spesso in modo inconsapevole. Hackmeeting fa anche questo: sviluppa e interseca le sacche di resistenza sparse nel territorio italiano ed europeo, cercando di divulgare informazioni riguardo temi a cui pochi sono interessati ma che influenzano il quotidiano vivere.

Nell’edizione di quest’anno sono previsti seminari di diversa natura: dalle licenze software ai sistemi di anonimato, dalla robotica umanoide alla programmazione. Qui il programma provvisiorio e in continua evoluzione.

Questi seminari danno parziale visione di quello che avviene realmente nell’underground e sono uno dei modi che ha l’hackmeeting per condividere tra i suoi partecipanti le conoscenze ottenute. Oltre a questi ci sono varie iniziative pratiche la quale descrizione renderebbe questa news noiosa :)

L’hackmeeting è gratuito e aperto a tutti, si può dormire negli spazi assegnati dal CSO Rebeldia, non è vitale, ma quantomeno importante conoscere:

Il Manifesto dell’Hackmeeting

Esprimiamo una visione dell’hacking come attitudine, non esclusivamente informatica.
Il nostro essere ’hacker’ si mostra nella quotidianità anche quando non usiamo i computer, si mostra quando ci battiamo per far cambiare le cose che non ci piacciono, come l’informazione falsa ed imposta, come l’utilizzo di tecnologie non accessibili e costose, come il dover recepire informazioni senza alcuna interattività e il dover subire da spettatori l’introduzione di tecnologie repressive e censorie. Siamo sinceramente spaventati dalla velocità con la quale la tecnologia viene legata a doppio filo al controllo sociale, alle imprese belliche, ad una malsana e schizofrenica paura del proprio simile: il nostro approccio è diametralmente opposto.

Siamo una comunità aperta di persone con una visione critica nei confronti della tecnologia, che sempre più profondamente influenza la societa’ che ci circonda. Da 10 anni ormai ci incontriamo annualmente in una tre giorni di seminari, scambi di idee, dibattiti, apprendimento collettivo, feste e giochi, il tutto rigorosamente in un luogo autogestito. L’intero evento e tutta l’organizzazione tecnico/logistica sono autogestiti e autofinanziati dalle comunità digitali (e non) e da tutte le singole individualità che intendono contribuire alla discussione. Non abbiamo sponsor né etichette, né ne vogliamo. L’intera organizzazione viene portata avanti durante l’anno da un collettivo virtuale che si ritrova nella mailing list hackmeeting@inventati.org. Promuoviamo fortemente la diffusione delle conoscenze e l’utilizzo critico e consapevole della rete e delle nuove tecnologie, in opposizione alla loro deriva commerciale e repressiva.

Durante l’evento proponiamo seminari e dibattiti, aperti al pubblico e gratuiti, in cui si parlerà di tecnica ma anche di politica. Porteremo avanti il discorso sui diritti digitali, sulla scelta del software libero, l’opposizione alla logica dei brevetti e del copyright tradizionale, la costruzione di server autogestiti, lo studio e la sperimentazione di fonti energetiche pulite, i risvolti dell’uso sociale delle tecnologie e dell’incontro tra tecnologie e sessualità, i problemi legati al lavoro in campo informatico, l’autodifesa della propria privacy, lo studio dei dispositivi di controllo e di sorveglianza, la resistenza alla censura.


Link: FreakNet Medialab Catania, il sito ufficiale dell’Hackmeeting

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