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Quello che resta

Serena Maiorana, “Quello che resta.Storia di Stefania Noce. Il femminicidio e i diritti delle donne nell’Italia di oggi”, edito da Villaggio Maori edizioni.
di Pina La Villa - domenica 2 giugno 2013 - 4094 letture

Il 27 dicembre 2011 Stefania Noce veniva accoltellata e uccisa dal suo ragazzo a Licodia Eubea, in provincia di Catania. Era l’ennesima vittima di femminicidio di un anno terribile.

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La casa editrice Villaggio Maori di Catania ha pubblicato un libro che racconta la sua storia. A scriverlo, Serena Maiorana, redattrice di Girodivite. Nel racconto di Serena, Stefania, femminista, non è più vittima, è la straordinaria e contagiosa protagonista di tante battaglie. Un libro scritto col cuore e col cervello, che si propone di essere anche uno strumento per combattere il femminicidio, fornendo, nella seconda parte, numeri, analisi, notizie.

Ne pubblichiamo un estratto:


Stefania era femmina. Lo era nelle movenze, nella forza e nella consapevolezza. E poi ancora di più: Stefania era femminista. Difficile a dirsi oggi in questo paese disperato. L’Italia è un paese ostile alle donne. Un paese che non sa e non vuole difenderle. E che, così facendo, non salva nemmeno i suoi uomini. Forse è per questo che, paradossalmente, parlare di femminismo nel Belpaese a molti pare un’eresia. Un anacronismo superato e inutile, caro solo a donne baffute, bigotte e borghesi, che amano filosofeggiare sulla parità dei sessi rimembrando nostalgiche gli anni ’70. Almeno così pare essere nell’immaginario del famoso italiano medio. Ha ancora senso essere femminista?, si era chiesta Stefania in un altro articolo scritto e pubblicato quando era poco più che adolescente. E si era risposta che sì, un senso lo aveva. Perché questo paese ha ancora bisogno di donne orgogliose di esserlo. È anche per questo che è stato scritto questo libro.


Serena Maiorana, nata e cresciuta a Milazzo (Messina), si è laureata in Scienze della Comunicazione a Catania, dove attualmente risiede. Giornalista freelance, ha collaborato con diverse testate - tra le quali La Sicilia, il Giornale di Sicilia e la rivista online Girodivite - occupandosi prevalentemente di critica culturale e cronaca sociale. Nel 2007, con il racconto L’abbandono e la polvere nera, pubblicato da Villaggio Maori Edizioni, ha vinto il premio letterario Raccontare il monastero. Dal 2009 si interessa attivamente di discriminazione e violenza di genere organizzando incontri nelle scuole e specifici progetti di formazione. Dal 2010 si dedica all’attività di addetta stampa e all’organizzazione di eventi culturali, collaborando, tra gli altri, con l’ufficio stampa del Teatro Stabile di Catania, del Bellini Festival e del Teatro Coppola, spazio che ha contribuito a occupare-liberare nel dicembre 2011. È autrice e promotrice del format Me.Ri.Ca, proposta strategica multidisciplinare di marketing culturale per il territorio (2011).


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