Quei tagli ai "vitalizi"

Un altro pastrocchio di chi fa leggi senza saperle scrivere, delibere che fanno acqua da tutte le parti. Scritte male anche perché sono asini.
di Luigi Boggio - venerdì 26 giugno 2020 - 1029 letture

Sui tagli dei "vitalizi" quello che è avvenuto nelle Regioni nessuno ne parla. La media dei tagli si aggira attorno al 20% con votazioni plebiscitarie senza distinzioni di colore: verde, giallo, rosso, nero e vari. Mentre l’attenzione si è rivolta nei confronti degli ex deputati e senatori che hanno subito una sforbiciata che va dal 40 fino ad arrivare all’86% di quello che percepivano. Ed ecco i ricorsi che avrebbero potuto essere evitati con dei tagli equi, proporzionali e ragionevoli come recita una sentenza della Corte Costituzionale e come un mio articolo in tempi non sospetti.

Invece si sono incaponiti facendo una delibera che fa acqua da tutte le parti. Scritta male anche perché sono asini. La sentenza del Collegio di giurisdizione del Senato non parla di ripristino integrale dei vitalizi ma di correzione di alcune anomalie riscontrate nei calcoli. Tutto questo lavoro è stato demandato all’Ufficio di Presidenza per avviare a soluzione la questione. Se l’Ufficio di Presidenza non lo ritiene necessario, non gli resta che appellare la sentenza per arrivare ad un secondo giudizio. Questa sentenza per analogia cammina con quella pronunciata il 2/2020 dal Consiglio di giurisdizione della Camera, la quale è passata sotto silenzio forse perché presi dal virus o per non aver capito il contenuto.

Il Consiglio non ha fatto altro che demandare all’Ufficio di Presidenza di provvedere ad introdurre "le misure di mitigazione" non rispettose del principio di proporzionalità alla luce dei precedenti in materia resi dalla Corte Costituzionale. Quindi gli uffici di presidenza della Camera e del Senato sono chiamati a dare delle risposte o appellarsi per continuare il contenzioso sino ad arrivare in Cassazione, anche da parte dei ricorrenti. Sarà una lunga storia anche perché si parla senza analizzare i fatti, presi dall’odio verso il passato e nel terrore di perdere il posto in cui sono seduti. Mortificare la democrazia per conservare il posto: oltre ad essere triste è perdere la faccia.

In politica la cosa importante è come una persona ne esce. Alle Stelle cadenti vorrei dire che nessuno vuole perdere il malloppo quelli che prendono il malloppo e scappano sono di vostra conoscenza. A Salvini di non faticarsi per la raccolta delle firme perché basta appellarsi nel rispetto delle regole dell’autodichiarazione. A Zingaretti di riflettere prima di parlare e di rileggere la legge della regione Lazio sul taglio dei vitalizzi. All’ex deputato Luigi Boggio di continuare a vivere come ha vissuto in serenità e in armonia il più possibile con la natura.



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