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Quegli uccelli in frac

Pingüino / Frans Lanting ; editado por Christine Eckstrom. - Köln : Taschen, [2011] . - 168 p., [2] : ril. ; 31 cm. - ISBN 978-3-8365-3099-6.
di Sergej - mercoledì 30 dicembre 2020 - 567 letture

L’Antartide [1] esercita un fascino notevole nella coscienza collettiva. Il grande continente ghiacciato del Polo Sud. Nella storia collettiva - questa storia recente, nata dalla diffusione culturale dei popoli di origine europea in progressione dal Cinquecento - si è arrivati prima alla certezza dell’esistenza di questo continente negli anni Venti dell’Ottocento (dovremmo festeggiare i 200 anni dalla scoperta del Polo Sud) poi via via gli approdi, gli sbarchi, le prime “basi”, la legislazione dell’ONU che per la prima volta nella storia umana prova a prevenire le ambizioni spartitorie degli Stati dando all’Antartide uno statuto speciale e regole specifiche per lo stabilirsi di basi su quel continente. È da dire che già Tolomeo aveva immaginato, forse per sole ragioni di simmetrie, l’esistenza di un continente da quelle parti. I più fantasiosi esponenti della storia alternativa hanno naturalmente immaginato di tutto: di quando quelle terre erano libere dai ghiacci, forse abitate, forse da quelle terre vennero dei colonizzatori che riportarono una forma di civiltà sulle terre egizie e mesopotamiche dopo l’ennesimo disastro collettivo e cose di questo genere. Ma su queste immaginazioni non si hanno finora alcuna prova. La fantascienza viceversa ha immaginato come proprio dalla sopravvivenza di queste sparute basi di scienziati, in questi luoghi, possa avvenire una rigenerazione dopo l’immancabile olocausto del resto del pianeta: ma anche qui, siamo nell’ambito delle fantasie.

Sappiamo solo ciò che è oggi quel continente: un immenso territorio di ghiaccio, sotto cui probabilmente esistono giacimenti che farebbero gola a molte aziende; un ghiaccio che il riscaldamento antropogenico sta assottigliando; il buco dell’ozono che qui per la prima volta è stato rilevato grazie a quelle poche basi di scienziati inviate lì, con fatica e con molti meno fondi che quelli usati per l’esplorazione spaziale, alcune sotto forma di cooperazioni internazionali. Anche l’Italia manda ogni anno una propria “spedizione” [2].

Fino a settembre 2020 i mass media dicevano che l’unico continente rimasto immune da covid-19 era proprio l’Antartide. Lo dicevano tra lo stupito e il gusto per il “colore”, forse anche una forma di speranza. Che potesse esserci un luogo sicuro a questo mondo, un posto che si salvasse da questa pandemia (leggera) portata a diffusione planetaria dalla nostra umana civiltà globalizzata. A dicembre la notizia che anche l’Antartide era stato raggiunto dalla covid-19 [3]. Siamo riusciti a contaminare anche il nostro Polo Sud.

Dicevamo di questo continente immenso, fatto di solo ghiaccio. Impossibile a viversi per gli umani (con le nostre attuali inadeguate capacità tecnologiche e biologiche). Ma non deserto di vita. Abbiamo lambito solo la superficie delle coste, ma scoprendo insospettabili forme di vita vegetale, marina, Persino batterica. Ma soprattutto, abbiamo scoperto loro: i pinguini.

Strani uccelli, i pinguini. Li troviamo buffi. Piacevoli perché li associamo a forme animali che non sono pericolose per l’uomo. Sono entrati presto nell’immaginario collettivo: attraverso cartoni animati, personaggi di fumetti e poi di film (si pensi al Pinguino/Penguin nemico di Batman [4]). Chi non ha conosciuto qualcuno o pensato di qualcuno: "quello assomiglia a un pinguino"? [5]

Scientificamente, formano la famiglia degli Spheniscidae [6]. Per bambini e noi adulti rimasti tali, sono “gli uccelli in frac”, ciò a causa della buffa livrea che li rende così simili a quei personaggi ottocenteschi diffusisi nell’Europa danarosa grazie a Lord Brummell [7] e oggi indispensabile se sei un direttore d’orchestra o stai ricevendo il premio nobel.

In questi giorni di reclusione pandemica abbiamo goduto della lettura di un libro fotografico [8] che reputiamo tra i più belli letti quest’anno, dedicato proprio ai pinguini: Pingüino di Frans Lanting [9], curato da Christine Eckstrom ed edito da Taschen. Taschen fa splendidi libri fotografici, divulgazione per la massa (di cui siamo parte) tra i primi editori a stampare in Cina e abbassare così i prezzi. Christine Eckstrom è anche lei una fotografa ed è la compagna di Lanting e in questo libro hanno fatto tutto assieme. Lanting è davvero un ottimo fotografo “naturalista” ed animalista, ed anche Eckstrom.

A lui, Lanting, lo avevamo già conosciuto per un altro splendido libro, acquistato e letto l’anno scorso, di Telmo Piovani [10], e che se avete l’occasione di leggere e acquistare consigliamo davvero.

Pingüino è un libro fotografico, con splendide immagini di pinguini - le diverse varietà di pinguini. Un vero godimento per l’occhio e per il cuore. Tra i 365 libri letti quest’anno, in questi 365 giorni di pandemia che è stato sostanzialmente il 2020, è per me il libro più bello dell’anno.


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pinguini 04 - copertina del libro di Lanting ed Eckstrom
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[1] Notizie di prima lettura al riguardo, a partire da Wikipedia.

[2] Vai al sito Italia in Antartide. Sulla 36esima spedizione vedi CNR. La base permanente italiana si chiama Mario Zucchelli.

[3] Vedi: ANSA.

[4] Leggi su Wikipedia.

[5] Nella cultura contemporanea il pinguino è simbolo sia di una delle più prestigiose serie librarie internazionali, la Penguin Books britannica fondata nel 1935, che di un sistema operativo tra i migliori che la cultura alternativa digitale abbia prodotto, il Linux di Torvalds nato nel 1991; tra i film: Happy feet, La marcia dei pinguini, Madagascar... senza dimenticare Pingu la serie svizzera ideata in claymation da Otmar Gutmann e che in Italia aveva la voce sincopata di Carlo Bonomi, lo stesso della serie Linea...

[6] Vedi Wikipedia.

[7] Sul frac, Wikipedia.

[8] Io l’ho trovato e acquistato su Libraccio a prezzo ultrastracciato per 2,4 euro, un miracolo per un grande libro fotografico con copertina rigida. Edizione con testo in castigliano.

[9] Su Lanting la bio su Wikipedia inglese.

[10] La Terra dopo di noi / Telmo Pievani ; fotografie di Frans Lanting. - 1 ed. - Roma : Contrasto - Robert Koch editore, 2019. - 183 p., [3] : ill., ril. ; 23 cm. - ISBN 978-88-6965-788-7.


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