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Facciamo un po’ di conti


In Italia “scompaiono” ogni anno quasi 400 miliardi! Un’immensa quantità di soldi che potrebbe essere destinata al benessere di noi tutti. L’ennesimo segnale dell’allarmante deriva etica e morale che investe il nostro paese.
martedì 29 marzo 2011, di Emanuele G. - 577 letture

Molti vanno ripetendo da anni la litania secondo cui i soldi sono finiti. Spariti. Volatilizzati. Siamo sicuri che le cose stanno in questi termini? A me pare il risultato di un gigantesco imbroglio perpetrato alle nostre spalle per nascondere una verità al dir poco agghiacciante. La seguente:

OGNI ANNO “SCOMPAIONO” BEN 400 MILIARDI!

Una cifra enorme. Difficilmente immaginabile. Da farci mancare il respiro. Si rimane inebetiti allorquando l’entità astronomica della somma inizia a frullarci nel cervello. In seguito, si diventa furiosi – che eufemismo! – pensando che questi 400 miliardi potrebbe essere utili a costruire un paese più giusto e finalmente sensibile al suo avvenire.

Vogliamo farci quattro conti e capire come è strutturata l’iperbolica cifra di 400 miliardi? E’ presto detto. Vi invito a leggere l’elenco riportato sotto:

- 70 miliardi si perdono a causa dei costi e/o disservizi della burocrazia (fonte: Cgia di Mestre);

- 70 miliardi evaporano per via della diffusa e sistematica corruzione (fonte: Conte dei Corti);

- 150 miliardi rappresentano il guadagno netto annuale di Camorra, Mafia e ’Ndrangheta (fonte: report annuali Confcommercio e Confesercenti);

- 100 miliardi di evasione fiscale calcolati su una base di almeno 300 miliardi di redditi elusi e/o evasi (fonte: Agenzia delle Entrate).

Un elenco, di sicuro, impressionante che parla a noi ben più di decine di report e studi sull’argomento. Un elenco in grado di raccontarci la storia dell’Italia degli ultimi decenni e il relativo declino. Una storia criminale! Un elenco che rende comprensibili tutte le drammatiche criticità che affliggono il paese da anni.

In fin dei conti – è proprio il caso di dirlo – cosa è stata l’Italia contemporanea? Ritengo opportuno spendere qualche parola in merito.

Si è costruito uno Stato debole e farraginoso. Debole per asservirlo agli interessi di pochi. Farraginoso perché la coltre fumogena di leggi e procedure doveva proteggere gli appetiti senza limiti degli arroganti.

Lo Stato non doveva avere una sua specifica autonomia. Anzi doveva servire alla stregua di terreno di incontro fra interessi di varia natura avversari di quello predominante. Mi riferisco all’interesse generale. All’interesse di noi tutti.

Non abbiamo uno Stato che funge da supporto agli interessi legittimi dei cittadini. Tutt’altro… Molte volte Esso ha deviato dai compiti primigeni sanciti dalla Costituzione di fatto relegandoli a un ruolo di pura scenografia.

Il rapporto Stato/cittadino non è mai stato un rapporto paritario. Il cittadino ha sentito lo Stato come un ente estraneo. Estraneità che ha provocato e provoca tutt’ora non poche conflittualità e atteggiamenti di nessuna lealtà reciproca.

Il denaro pubblico ha subito nel corso degli anni una mutazione genetica. Doveva servire a realizzare le finalità della Costituzione. Abbiamo tutti visto come è finita… Il denaro pubblico è stato considerato denaro di tutti e perciò passibile di appropriazione indebita generalizzata.

La cura del territorio non è stata tenuta in massima considerazione. Spesso e volentieri è stato oggetto di abbandono. Da qui vaste aree del nostro territorio lasciate nella più totale incuria. O senza manutenzione oppure prive di controllo.

Pertanto, è ammissibile il nostro stupore al momento di venire a conoscenza di tale notizia? Non mi pare. Chi ha prodotto tale “capolavoro” conta nell’effetto sorpresa in noi tutti che poi si spegne lentamente per scomparire del tutto. Come i 400 miliardi. Ecco.

Questi 400 miliardi svaniti nel nulla rappresentano la pietra tombale del fallimento di un’intera nazione. Una nazione dove si è permesso il dominio continuativo e aggravato di interessi privati. Quegli interessi privati che hanno corroso nel tempo la tenuta etica e morale dell’Italia. Sapere che parte dei miei connazionali hanno operato – rubando - per sabotare la dignità di altri miei connazionali mi rende furioso oltre ogni lecito.

Infatti, provate a pensarci su per qualche istante. Cosa avremmo potuto realizzare se avessimo avuto in nostra disponibilità questi stramaledetti 400 miliardi?

Prima di tutto, avremmo potuto pagare gli 80 miliardi di interessi che maturano ogni anno sul nostro debito. Vi lascio immaginare i benefici in termini di efficienza del bilancio, di minor rigidità del medesimo e di reale possibilità di veder diminuita la fatidica pressione fiscale.

Secondariamente, la parte restante avrebbe potuto essere impiegata nell’assicurare un tangibile sviluppo del nostro paese. Con quasi 310 miliardi all’anno - ricordiamocelo! - si avrebbe dato una speranza più che sostanziale alle innumerevoli riforme che l’Italia aspetta da troppo tempo.

Il recupero di questi 400 miliardi è da considerare una priorità nazionale se intendiamo dar un seguito coerente al fiume di parole che ci sta investendo in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Se no...viva i Borboni!

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