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Quando un cristiano incontra un musulmano

Francesco d’Assisi, al-Malik al-Kamil, Federico II di Svevia : Eredità e dialoghi del XIII secolo / Pino Blasone, Franco Cardini, Carlo Ruta. - Ragusa : Edizioni di storia e studi sociali, 2019. - 130 p., [IV], br. ; 22, 5 cm. - (Mediterraneo e storia ; 26). - ISBN 978-88-99168-39-1.
di Sergej - venerdì 8 novembre 2019 - 583 letture

Ogni libro dialoga con la propria attualità, non si scrivono né si pubblicano libri che siano “a caso” ma ognuno ha la sua ragion d’essere nell’apporto che intende dare un uno dei temi “in atto” nel dialogo e nella disputa sociale e politica. Ancora più forte dunque è la responsabilità di un autore, e di un editore, quando pubblica qualcosa. Perché ogni parola rafforza o diminuisce posizioni e punti di vista: così come un pianeta o una stella “curva” lo spazio così, si vorrebbe, un libro tenta di rafforzare uno schieramento o un punto di vista. Il tentativo c’è sempre, che poi questo vada a buon fine è un altro paio di maniche. In questi tempi in cui soffia poderoso un vento insano, fondamentalista e xenofobo, che agita gli spettri della paura per rinserrare tutti nelle case il contributo di Ruta, Cardini e Blasone con il saggio Francesco d’Assisi, al-Malik al-Kamil, Federico II di Svevia : Eredità e dialoghi del XIII secolo, pubblicato dalla coraggiosa e seria ragusana Edizioni di storia e studi sociali diretta da Giovanna Corradini, è importante.

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Copertina del libro: Francesco d’Assisi, al-Malik al-Kamil, Federico II di Svevia : Eredità e dialoghi del XIII secolo / Pino Blasone, Franco Cardini, Carlo Ruta.

Il Duecento (XIII secolo) è un periodo decisamente affascinante per chi si occupa di storia europea e medievistica. Non stiamo qui a rievocare i dati storici. Il saggio di Carlo Ruta presente nel volume ci dà un quadro sintetico ed esatto di quel che accadde all’epoca in Europa, contestualizzando sia a livello geopolitico che religioso: la nascita di due “ordini” che avranno una storia e una importanza fondamentali per il cattolicesimo da qui in poi ovvero l’ordine dei francescani e quello dei domenicani.

Il “clima” nel Duecento, cambia. E non solo metaforicamente. Sappiamo dagli studi di paleoclimatologia che a partire dall’800 (l’ “anno” di Carlomagno) l’Europa comincia a conoscere annate di maggior caldo: così attorno al 1000, e poi nel Duecento appunto [1]. Dopo il 1250 di nuovo il gelo e le conseguenze sul piano della produttività dei raccolti, la fame e il nutrimento delle popolazioni, le difficoltà di comunicare, transitare, commerciare ecc_. Si dovrà attendere il Quattrocento per un ritorno di condizioni non solo climatiche positive (e nel frattempo ci sarà la peste del 1348). In un contesto di “ripresa” delle attività civili e umane si colloca, nel Duecento, la vita e l’attività di due punti di riferimento importanti della nostra storia culturale e politica: Francesco d’Assisi, e Federico II di Svevia. Sono entrambi personaggi fin troppo “ingombranti” e complessi perché se ne possa parlare in una semplice recensione. Il libro di Blasone Cardini e Ruta affrontano il doppio tema - che è religioso e politico - alla luce di un “fatto”: l’incontro che si ebbe all’epoca tra cristiani e musulmani, tra le due potenze che si contendevano il dominio del Mediterraneo. Fino ad allora i cristiani avevano giocato (dalla battaglia di Poiters anno 507 in poi, attraverso la battaglia di Ostia nell’849 e poi fino alla “riconquista” normanna della Sicilia) sostanzialmente in difesa, divisi e sempre in rapporti ambigui con l’ “altra parte” che “altra parte” in quegli anni non sempre lo era. Il nord del Mediterraneo aveva subito un vistoso calo civile, culturale e della ricchezza esistente. Solo a fatica tornarono a esistere istituzioni unitarie capaci di svolgere un ruolo politico extra-regionale. Una di queste istituzioni fu la chiesa cattolica di Roma. Che si assunse il compito di dettar legge attorno a sé. La crociata albigese contro i catari (1209-1229) fu una di queste tappe, e significò l’eccidio della cultura e della letteratura provenzale oltre che di migliaia di donne bambini e uomini, tutti cristiani.

Il libro di Blasone Cardini e Ruta cerca di porre l’accento sull’ “altro” incontro che avvenne tra occidente e oriente, quello basato non sulle armi (anche se nel frattempo era in atto la crociata indetta nel 1217 da papa Onorio III [2]) ma sul dialogo e sullo scambio. Protagonista ne è al-Malik al-Kamil, e il saggio di Pino Blasone è al riguardo di questo capo di Stato musulmano è molto prezioso. Questo sultano ebbe con gli europei due momenti di scambio culturale, pacifico e non basato sullo scontro armato: proprio in occasione della crociata del 1217, al-Malik avrebbe incontrato un “sufi” occidentale, un certo Francesco proveniente da Assisi. Su questo incontro, su quanto ne sappiamo e sui limiti della nostra documentazione, ma anche sul significato che ebbe, ne fa un esemplare saggio Franco Cardini. In mancanza di documentazione da parte araba, e con scarsissimi riscontri da parte cristiana. Tanto che alla fine sorge sempre il dubbio: Ma st’incontro c’è stato o non c’è stato? Gli storici autori di questo libro sembrano dire: probabilmente sì, ma non perché abbiamo testimonianze certe, ma perché sappiamo soprattutto della propensione dei francescani a voler predicare tra gli "infedeli" anche a costo di rimetterci la pelle. Riassume Cardini: l’incontro "resta storicamente verosimile e comprovato. Sicuro, quindi, come le cose storiche possono esserlo, con tutti i loro problemi, le loro ambiguità, le loro lacune" (pag. 47).

L’altro momento fu con la “crociata” tutta diplomatica, quasi beffarda nei confronti della gran voglia di veder sgorgare sangue (altrui) da parte della chiesa cattolica, che fu capace di fare Federico II con la “conquista” di Gerusalemme. Proprio con l’accordo diplomatico con al-Malik al-Kamil. È uno dei grandi capolavori politici di Federico II, che ne fanno uno dei sovrani più importanti della storia occidentale: e che naturalmente fu criticato per questo. Ma come, conquistare la Terrasanta senza ammazzare nessuno! Era un tradire lo scopo principale delle crociate e delle guerre…! Perché invero, dietro il problema dell’incontro/scontro tra cristianesimo e islam stavano il delicato equilibrio dei poteri: dei diversi potentati islamici, ma in Europa la concorrenza tra i vari prìncipi e signorotti, le Repubbliche marinare, Papato e il tentativo portato avanti da Federico II di ricostruire una entità imperiale.

Come sottolinea Cardini, dopo Francesco e Federico II l’occidente scopre che ha altre possibilità di "incontrare" l’Islam, non più necessariamente ed esclusivamente con lo "spirito" (e le armi) della crociata.

Sono due episodi importanti nella storia del confronto da Occidente e Oriente, tra cristiani e musulmani. Che non sarebbero stati possibili senza al-Malik al-Kamil, per cui questo sultano ci appare doppiamente importante nella storia umana. E ringraziamo il libro di Blasone Cardini e Ruta per avercelo ricordato e/o avercelo fatto scoprire.

GiroLetture

Ogni libro vive in un contesto, un insieme di letture che dilatano esperienze e conoscenze, rendono il libro un "libro aumentato". Vorrei qui dare l’indicazione di altre esperienze di letture in cui collocare il testo. Partendo dalla bio di Frugoni dedicata a Francesco [3] che acquistai e lessi nell’agosto 2001 proprio ad Assisi: e ovviamente ha sempre un certo fascino leggere un libro dedicato a Francesco proprio nella “sua” città. Beh, siamo dopo il 1989 e il mondo intellettuale di sinistra italiano è alla ricerca di altre fonti da rileggere, altri santi a cui votarsi. Ed era interessante la rilettura "laica" e da storica della figura di questo strano monaco ambientalista e pacifista. Per quanto riguarda Federico II c’è l’imbarazzo di una bibliografia anche divulgativa sterminata [4]. Sul mondo islamico, potrebbe essere interessante leggere il saggio di Jim Al-Khalili, dedicato alla scienza araba [5].


Sinossi del libro

Nel 1219, circa 800 anni fa, durante la quinta crociata, Francesco d’Assisi incontrava il sultano di Egitto e Siria al-Malik al-Kamil presso Damietta, città portuale situata sul delta del Nilo. I documenti d?epoca che attestano l’evento sono numerosi; non esistono perciò motivi per dubitare della sua storicità. Tuttavia, particolari leggendari possono averne alterato il ricordo tramandato mentre alcuni dettagli, a dispetto della varietà delle fonti, restano in ombra. Insiste perciò la discussione storiografica per cercare di chiarire ciò che realmente accadde. E in questo contesto critico e interpretativo si colloca il presente lavoro a tre voci, che, rivisitando fonti europee coeve, e in una certa misura anche arabe, introduce un terzo protagonista: l’imperatore Federico II.


Gli autori

Franco Cardini è professore ordinario di Storia medievale presso l’Università di Firenze, e come giornalista collabora alle pagine culturali di vari quotidiani. Professore Emerito dell’Istituto Italiano di Scienze Umane alla Scuola Normale Superiore di Pisa, da mezzo secolo si occupa di crociate, pellegrinaggi, rapporti tra Europa cristiana e Islam, anche trascorrendo lunghi periodi di studio e insegnamento all’estero. Ha fatto parte dei consigli d’amministrazione di Cinecittà e della Rai. La sua produzione di saggi storici, sia specialistici che divulgativi, è copiosissima. Tra questi ricordiamo: L’avventura di un povero crociato (Mondadori, 1998), Giovanna D’Arco (Mondadori, 1999), I Re Magi. Storia e leggende (Marsilio, 2000), Il Medioevo (Giunti Junior, 2001), Carlo Magno. Un padre della patria europea (Laterza, 2002), Europa e Islam. Storia di un malinteso (Laterza, 2002), Astrea e i Titani. Le lobbies americane alla conquista del mondo (Laterza, 2003), Il Barbarossa (Mondadori, 2006), Lawrence d’Arabia (Sellerio, 2006), La vera storia della Lega Lombarda (Mondadori, 2008), I templari (Giunti, 2011), Gerusalemme. Una storia (Il Mulino, 2012) Alle origini della cavalleria medievale (Il Mulino, 2014), L’appetito dell’Imperatore. Storie e sapori segreti della Storia (Mondadori, 2014), Il califfato e l’Europa. Dalle crociate all’ISIS: mille anni di paci e guerre, scambi, alleanze e massacri (UTET, 2015), Un uomo di nome Francesco. La proposta cristiana del frate di Assisi e la risposta rivoluzionaria del papa che viene dalla fine del mondo (Mondadori, 2015), Onore (Il Mulino, 2016), I Re Magi (Marsilio 2017), e La pace mancata (Mondadori 2018). Firma inoltre molti libri di storia per i licei e numerose monografie sulla sua città natale, Firenze.

Carlo Ruta storico del mondo mediterraneo, in particolare di età antica e feudale. Si occupa inoltre di problemi dell’età contemporanea. Si è laureato in Filosofia all’Università degli Studi di Messina. Si è laureato poi in Teorie della morale della conoscenza e della comunicazione all’Università di Urbino. È autore di alcune centinaia di saggi storiografici e di studi sociali. Ha introdotto e annotato resoconti, memorie e cronache del Medieovo (al-Idrisi, Ibn Giubayr, Falcando e altri) e dell’età moderna (Brydone, Von Riedesel, Goethe, Maupassant, Spallanzani, etc.). Ha condotto studi sui processi di civilizzazione del Mediterraneo, sull’immagine del mondo nel mondo antico, sulle culture materiali del mondo fenicio-cartaginese e su aspetti specifici dell’età di mezzo, focalizzando in particolare le relazioni tra culture e religioni, tra l’Occidente e l’Oriente, tra l’Europa e la sponda africana. Ha tenuto lezioni e seminari didattici in varie università italiane. Ha diretto riviste bibliografiche. Ha curato portali di documentazione storica. Ha condotto centinaia di reportage e studi per numerose testate nazionali, tra cui «il manifesto», «Narcomafie», «Peacelink», «Domani Arcoiris», «Left Avvenimenti»- «L’Isola possibile», «Polizia e Democrazia». Ha relazionato in numerosi convegni.

Pino Blasone si è laureato in filosofia presso l’Università Sapienza di Roma, nel 1971. Ha compiuto studi di perfezionamento presso l’Università Americana del Cairo, durante l’anno accademico 1975-76, e l’Istituto Universitario di Lingue Viventi a Tunisi, durante l’anno accademico 1976-77. Articolista culturale su quotidiani e riviste (Alfabeta, Il Manifesto, Frigidaire, Liberazione...), e autore radio-televisivo (RAI, Radio-Uno e TG3), ha collaborato alle seguenti antologie, raccolte di saggi o di traduzioni: La terra più amata. Voci della letteratura palestinese (Edizioni Il Manifesto, Roma 1988 e 2002), Polemiche letterarie nel secolo dei Lumi (Ponte alle Grazie, Firenze 1992), Antologia della poesia latina (A. Mondadori, Milano 1993), Antologia della letteratura latina (Einaudi, Torino 1999), Segnali di fumo. Logica matematica, scientifica, filosofica (Società Editrice Dante Alighieri, Roma 2004), Poeti arabi di Sicilia (Edi.bi.si., Messina 2009), Poesia araba dalle origini al XIII secolo: dalla Siria all’Egitto, dalla Sicilia all’Andalusia (Libri mediterranei, Scicli 2015), Roma e il Mare (Edizioni di storia e studi sociali, Ragusa 2017). Ha tradotto dal francese, insieme a N. Danioni: Robert Mantran, L’espansione musulmana dal VII all’XI secolo (Mursia, Milano 1978). Ha introdotto la traduzione italiana di Il Corano (Newton Compton; Roma, 1994 e successive riedizioni).


[1] Vedi: Il periodo di caldo medievale.

[2] vedi: Crociata, e più in particolare la voce: Quinta crociata.

[3] Vita d’un uomo : Francesco d’Assisi / Chiara Frugoni ; prefazione di Jacques Le Goff. - Torino : Einaudi, 2001.

[4] Oltre ai saggi di Franco Cardini, vedi anche: Ernst Kantorowicz, Marieteresa Fumagalli Beonio Brocchieri ecc_

[5] La casa della saggezza : L’epoca d’oro della scienza araba / Jim Al-Khalili ; traduzione di Andrea Migliori. - Torino : Bollati Boringhieri, 2013


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