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Quando il lavoro non nobilita...


Nel 2004 gli incidenti sul lavoro sono calati dell’1,1 rispetto all’anno precedente (966.568 contro i 977.310 del 2003). In flessione anche gli infortuni mortali passati a 1.278 contro i 1.430 del 2003.
martedì 19 luglio 2005, di Redazione - 1499 letture

Nel 2004 gli incidenti sul lavoro sono calati dell’1,1 rispetto all’anno precedente (966.568 contro i 977.310 del 2003). In flessione anche gli infortuni mortali passati a 1.278 contro i 1.430 del 2003. Questi i dati contenuti nel rapporto 2004 dell’Inail.

In particolare, il calo è dell’1,2% nel settore Industria e Servizi, mentre un decremento più accentuato (-3,2%) interessa il settore agricolo. È aumentato invece del 9% il numero dei dipendenti pubblici vittime di sinistri sul posto di lavoro. Crescono anche gli infortuni in itinere denunciati, che passano dai circa 78.500 del 2003 agli 82.500 dell’anno precedente. Dovrebbe invece continuare nell’anno in corso la contrazione dei casi mortali in itinere, che dovrebbero passare da 355 a 300, confermando l’inversione di tendenza cominciata nel 2002.

Ma andiamo in dettaglio: Buone notizie ci arrivano dai giovani: sono 9.491 i lavoratori giovanissimi colpiti da infortuni sul lavoro nell’anno 2004. È proprio nella categoria fino a 17 anni, infatti, che si è registrato un più marcato calo degli infortuni, diminuiti del 13,2%, (da 10.930 a 9.491). Nell’ultimo anno, poi, gli infortuni per i lavoratori tra i 18 e i 34 anni sono stati 393.988 (oltre 18 mila in meno rispetto al 2003). Al contrario, risultano in aumento gli incidenti tra i lavoratori più anziani. Aumentano gli incidenti tra le donne e i lavoratori extracomunitari. Per quest’ultimi, le cifre sono terribili: 1.800.000 (quelli che risultano assicurati) colpiti da infortunio, aumentati del 6% rispetto al 2003 e ben del 25% rispetto al 2002. In ascesa anche i casi mortali, saliti a 167, una cifra che corrisponde al 13% dei decessi complessivi. A condizionare questo dato sono il costante aumento del flusso migratorio nel nostro paese riscontrato negli ultimi anni, l’elevata pericolosità delle mansioni svolte dai lavoratori extracomunitari e la loro scarsa qualificazione professionale.

Anche per le donne, i dati sono in crescita. In tutti i settori gli infortuni hanno registrato un incremento dell’1,5%. Tuttavia, per comprendere meglio questo dato, va tenuto presente che nel 2004 l’occupazione femminile ha conosciuto un aumento quasi doppio rispetto a quella maschile. Sono le Marche, il Molise e il Friuli Venezia Giulia le regioni italiane in cui si è registrato il maggior calo di infortuni nel settore dell’industria e dei servizi. Una tendenza che si evidenzia in tutte le regioni, ad eccezione di Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Sardegna, dove gli aumenti sono comunque di lieve entità. I settori con maggiori incidenti sono stati costruzioni, commercio, trasporti, industria dei metalli e meccanica. In tutti questi casi, però, la diminuzione degli incidenti e delle morti bianche è stata costante. In aumento, invece, il numero degli infortuni tra i lavoratori della sanità e dei servizi sociali.

Il Rapporto Inail fa riferimento anche alle voci di spesa. Il costo degli infortuni per la finanza pubblica è di 28 miliardi di euro l’anno, con oltre 17 milioni di giornate lavorative perse. Secondo l’Istituto “la fase attuativa del programma di incentivazione alla prevenzione destinato alle piccole e medie imprese italiane ha prodotto risultati significativi”. Al 31 dicembre 2004 i fondi stanziati dall’Inail ammontano a circa 310 milioni di euro di cui 178 milioni per finanziamenti già deliberati, con identificazione dell’impresa da finanziare.


Fonte: www.aprileonline.info, n° 304 del 16/07/2005

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