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Quando creatività è innovazione


Un mondo senza più inquinamento? Domani, anzi... oggi è possibile: uno sguardo al Festival della Creatività e dell’Innovazione che si è tenuto alla Fortezza da Basso (Firenze).
mercoledì 8 giugno 2005, di Vincenza Fanizza - 2337 letture

Tra le tante scoperte “ nuove e utili”, presentate al Festival della creatività e dell’innovazione, che si è tenuto recentemente alla Fortezza da Basso, particolarmente interessanti appaiono le mille idee e utilizzazioni del biossido di titanio, che, se viene a contatto della luce, assume proprietà antibatteriche e autopulenti.

“La nostra azienda, presente in tutto il mondo - afferma Laura Niccolai, assistente alla direzione di Colorobbia Italia, azienda di Sovigliana vicino Empoli - già all’avanguardia in materia di ceramica e pigmenti per la colorazione, è sempre in continua evoluzione e, dal ‘99, ha dato vita a “Ce.Ri.Col” (Centro Ricerche Colorobbia) dove 12 giovani ricercatori toscani e 20 collaboratori di altre nazioni, stanno portando avanti studi innovativi che spalancano orizzonti fino a oggi insperati”.

Ecco dunque il “vetroceramica”, un materiale di nuova generazione, che unisce alla malleabilità del vetro, la resistenza e la durezza di una mattonella. “Ottenuto con un processo di fusione molto simile a quello del vetro - spiega la ricercatrice Elenia Cinotti - assume proprietà termiche, chimiche e meccaniche superiori a quelle della ceramica attualmente utilizzata nell’edilizia. E’ trasparente, fino a poter essere usato in astronomia per strumenti ottici e specchi telescopici. E’ biocompatibile e quindi utilizzabile in sostituzione di ossa, denti ed otturazioni. E’ resistente alle alte temperature, all’abrasione ed ai corrosivi chimici”.

Ad alcune di queste lastre di vetroceramica è stato applicato il “biossido di titanio”, che ha appunto proprietà antibatteriche infinite: si “ricarica” con la luce del sole o con quella di una normale lampada. Più le particelle sono piccole e più aumenta questo effetto. Quando la molecola ha dimensioni attorno al milionesimo di millimetro, quasi il 100% dei batteri viene ucciso.

Il biossido di titanio, dunque, in dimensione nanometrica, può avere tante e diverse utilizzazioni: ad esempio può servire per depurare le acque, per le vetrate della case e quindi eliminare l’inquinamento dell’aria, per i vetri delle auto, per costruire particolari tessuti che possono proteggere dalle radiazioni dei cellulari, e anche per rivestire le pareti di una sala operatoria e dunque realizzare un ambiente asettico, dove sia sufficiente la luce esistente per ottenere una costante azione antibattericida senza dover utilizzare detergenti.

A questa specifica utilizzazione del biossido di titanio è molto interessata la “Inso” (Sistemi per Infrastrutture sociali), società fiorentina del Gruppo Consorzio Etruria, leader nella realizzazione e gestione di ospedali all’avanguardia in Italia e nel mondo. “Grazie a questa scoperta - precisa Arrigo Sergio, direttore della Divisione Stoi (Strumentalizzazione ospedaliera e informatica) - possiamo avere sale operatorie autosterilizzanti non solo per le pareti antibatteriche ma anche perché il biossido di titanio può eliminare il protossido di azoto, coadiuvante dell’anestesia, che rimane nell’aria e che può essere tossico per gli operatori”.

Il Festival della creatività e dell’innovazione di Firenze sembra lanciare un importante messaggio: la ricerca va finanziata sempre di più perché tanti e incredibili possono essere i risultati degli studi in campi diversi, tutti proiettati nel futuro ormai già così... presente.

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> Quando creatività è innovazione
29 giugno 2005, di : Tetto

sul TiO2 sarebbe stato molto interessante anche una descrizione piu approndita della reazione alla base della fotrocatalisi da TiO2, per esempio descrivendo le tecniche di fissoggio del biossido alle superfici autopulemnti e il tempo necessario per le reazioni

grazie

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