Un mondo senza più inquinamento? Domani, anzi... oggi è possibile: uno sguardo al Festival della Creatività e dell’Innovazione che si è tenuto alla Fortezza da Basso (Firenze).
Tra le tante scoperte “ nuove e utili”, presentate al Festival della creatività e dell’innovazione, che si è tenuto recentemente alla Fortezza da Basso, particolarmente interessanti appaiono le mille idee e utilizzazioni del biossido di titanio, che, se viene a contatto della luce, assume proprietà antibatteriche e autopulenti.
“La nostra azienda, presente in tutto il mondo - afferma Laura Niccolai, assistente alla direzione di Colorobbia Italia, azienda di Sovigliana vicino Empoli - già all’avanguardia in materia di ceramica e pigmenti per la colorazione, è sempre in continua evoluzione e, dal ‘99, ha dato vita a “Ce.Ri.Col” (Centro Ricerche Colorobbia) dove 12 giovani ricercatori toscani e 20 collaboratori di altre nazioni, stanno portando avanti studi innovativi che spalancano orizzonti fino a oggi insperati”.
Ecco dunque il “vetroceramica”, un materiale di nuova generazione, che unisce alla malleabilità del vetro, la resistenza e la durezza di una mattonella. “Ottenuto con un processo di fusione molto simile a quello del vetro - spiega la ricercatrice Elenia Cinotti - assume proprietà termiche, chimiche e meccaniche superiori a quelle della ceramica attualmente utilizzata nell’edilizia. E’ trasparente, fino a poter essere usato in astronomia per strumenti ottici e specchi telescopici. E’ biocompatibile e quindi utilizzabile in sostituzione di ossa, denti ed otturazioni. E’ resistente alle alte temperature, all’abrasione ed ai corrosivi chimici”.
Ad alcune di queste lastre di vetroceramica è stato applicato il “biossido di titanio”, che ha appunto proprietà antibatteriche infinite: si “ricarica” con la luce del sole o con quella di una normale lampada. Più le particelle sono piccole e più aumenta questo effetto. Quando la molecola ha dimensioni attorno al milionesimo di millimetro, quasi il 100% dei batteri viene ucciso.
Il biossido di titanio, dunque, in dimensione nanometrica, può avere tante e diverse utilizzazioni: ad esempio può servire per depurare le acque, per le vetrate della case e quindi eliminare l’inquinamento dell’aria, per i vetri delle auto, per costruire particolari tessuti che possono proteggere dalle radiazioni dei cellulari, e anche per rivestire le pareti di una sala operatoria e dunque realizzare un ambiente asettico, dove sia sufficiente la luce esistente per ottenere una costante azione antibattericida senza dover utilizzare detergenti.
A questa specifica utilizzazione del biossido di titanio è molto interessata la “Inso” (Sistemi per Infrastrutture sociali), società fiorentina del Gruppo Consorzio Etruria, leader nella realizzazione e gestione di ospedali all’avanguardia in Italia e nel mondo. “Grazie a questa scoperta - precisa Arrigo Sergio, direttore della Divisione Stoi (Strumentalizzazione ospedaliera e informatica) - possiamo avere sale operatorie autosterilizzanti non solo per le pareti antibatteriche ma anche perché il biossido di titanio può eliminare il protossido di azoto, coadiuvante dell’anestesia, che rimane nell’aria e che può essere tossico per gli operatori”.
Il Festival della creatività e dell’innovazione di Firenze sembra lanciare un importante messaggio: la ricerca va finanziata sempre di più perché tanti e incredibili possono essere i risultati degli studi in campi diversi, tutti proiettati nel futuro ormai già così... presente.