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Qualcuno censura pure le vittime della mafia



mercoledì 30 settembre 2009, di caterina sottile - 613 letture

Ponteranica-San Martino in Pensilis-Impastato: i cento passi che dividono il Nord leghista dal Sud che vuole crescere Peppino Impastato è stato ucciso nel 1978, a trent’anni, dalla mafia. Cosa significa per i ragazzi italiani il suo nome? Fu trovato dilaniato dalla dinamite, a Cinisi, in Sicilia. Lo stesso giorno in cui a Roma fu ritrovato il corpo di Aldo Moro

Aveva capito cos’è la mafia e l’aveva combattuta con un mezzo debole e rudimentale: l’Informazione. Pensava che l’evoluzione della cultura nei territori mafiosi parte dalla conoscenza dei fatti e dalla forza di raccontarli; una radio tra amici e volantini ciclostilati per dire alla sua gente che la mafia non è così spaventosa. Ma a lui sfuggiva che il legame fra Informazione, sviluppo e civiltà è la solidarietà. Il coraggio viene dalla forza di coesione che i piccoli territori riescono ad avere per difendere gli individui o le idee.

La mafia a Peppino non faceva paura. In fondo, bastava percorrere cento passi e guardarla in faccia!

Il Comune di San Martino in Pensilis nel consiglio comunale di domani, 25 Settembre, formalizzerà una ’strana’ richiesta: la targa intitolata a Peppino Impastato, che prima era posta all’ingresso della Biblioteca del Comune di Ponteranica, in provincia di Bergamo.

L’amministrazione di Ponteranica l’ha rimossa per sostituirla con quella decisa dalla Giunta guidata da Cristiano Aldegani, Lega Nord: "biblioteca comunale di Ponteranica". Solo una soluzione provvisoria, in attesa del decimo anniversario della morte di padre Giancarlo Baggi, a cui l’amministrazione vuole intitolare la biblioteca.

La decisione dell’Amministrazione di San Martino in Pensilis, per quanto solo simbolica, è un atto di grande bellezza: la Politica ha bisogno di segnali culturali e questo è davvero un bell’esempio di presenza civile nel mondo, non solo nelle manfrine localistiche. Non tanto perché Peppino Impastato è stato ucciso proprio dalla mafia silente, la mafia dell’ignoranza e della svendita dei territori ma, soprattutto, perché chi coglie la gravità di una targa rimossa e avverte l’allarme della degenerazione morale che annuncia, sa cosa compete ad un amministratore. Il Sud è una ferita aperta, ma proprio per questo, sa resistere e sa guarire.

caterina sottile

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