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Qualche riflessione sul Fronte Sud

Pubblicato il 12 aprile 2016 sul blog di Vision

di Emanuele G. - martedì 12 aprile 2016 - 3101 letture

Il termine “Fronte Sud” non è mio. Lo utilizzò per la prima volta il Generale Graziani in un libro intitolato per l’appunto “Fronte Sud” e pubblicato nel 1937 dalla Valsecchi. In questo libro egli raccontava delle sue esperienze militari in Africa. Africa intesa come “Fronte Sud”. Ecco, dunque, l’utilizzo di tale termine in riferimento all’articolo che state leggendo. Un articolo inteso per evidenziare alcune brevi riflessioni su quanto sta succedendo in Africa e in Asia. Iniziamo subito.

TURCHIA) E’ mai possibile che si debba organizzare un incontro con tutti i capi di stato europei per incontrare il Primo Ministro turco Davutoglu? Ciò conferma la mancanza di una vera politica estera dell’Unione Europea e una poca fiducia nei confronti dei vertici comunitari. Non sarebbe bastata la presenza del Presidente della Commissione Juncker, dell’Alto Rappresentante per la politica estera Mogherini, del Presidente del Consiglio Europeo Tusk e del Presidente del Parlamento europeo Schulz?

ISIS) Siamo strabici. Nel senso che siamo così presi dalle efferatezze commesse dal Califfato che ci sfugge il vero senso della posta in gioco. Chi deve governare le immense ricchezze petrolifere dell’area? Gli sciti iraniani e iracheni oppure i sunniti sauditi? Questo è il “busillis” di quanto sta accadendo nel Medio Oriente.

RUSSIA) Tutti a festeggiare nel campo avverso alla Russia il suo disimpiego parziale dallo scenario siriano. E’ che più pragmaticamente Putin ha deciso di delegare al potente alleato di area, l’Iran, la gestione delle cose siriane. Naturalmente la Russia ci sarà sempre in quanto questa maledetta guerra civile che insanguina la Siria da ben 5 anni è un buon “test” per gli armamenti russi.

LIBIA) Ci sono due governi in Libia. Forse fra qualche tempo ce ne sarà solo uno. Tuttavia, la cosa strana è che è ancora operativa la Banca Centrale della Libia. L’unica istituzione del regime di Gheddafi che gli è sopravvissuta. E’ la cassaforte del potere in quel paese. Fra l’altro la Banca Centrale è il forziere del gigantesco fondo sovrano libico che ha ramificazioni in tutto il mondo. Ad esempio, detiene alcune quote degli asset azionari di Unicredit. Scommetto che molte potenze internazionali e di area ambiscono a governarla perché il vero controllo della Libia passa proprio di lì.

MAFIA) Se guardate una carta geografica noterete un fatto strano. In apparenza. I territori dove insiste il terrorista jihadista sono speculari alle rotte del traffico internazionale di droga e al traffico di esseri umani. Mica ci vuole un computer quantistico per capire che ciò a cui stiamo assistendo ha una matrice comune. Forse il terrorismo jihadista è messo lì per evitare di occuparci di droga e schiavi moderni? Ma la domanda che dovrebbe maggiormente inquietarci è la seguente: la mafia che ha occhi dappertutto non sa nulla di nulla di tutto questo? La domanda mi pare lecita.

COMPETIZIONE) In Africa si sta svolgendo una particolare e sanguinosa competizione. Fra chi? Fra Al-Qaeda e l’ISIS. Un bel grattacapo davvero per un continente che cerca fra immani difficoltà di trovare un futuro. Al-Qaeda e l’ISIS hanno due obiettivi speculari: destabilizzare l’Africa per sconfiggere il competitor. La comunità internazionale ha l’obbligo di salvare il continente africano da tale scenario negativo. Rafforzando, in primis, le istituzioni democratiche africane e risolvere gli atavici problemi che assillano il continente nero.

QUESTIONE PALESTINESE) Tutti pensano all’ISIS e nel frattempo scompare la questione palestinese. Oramai non c’è neppure un tavolo di trattativa aperto fra l’Autorità palestinese e Israele. Un ulteriore elemento di riflessione.

Di problemi seri e spinosi da risolvere ce ne sono. Questo maledetto “Fronte Sud” continuerà a creare inquietudine e violenza senza pari per parecchi anni se non decenni. I problemi elencati si risolvono avendo una strategia univoca. La frammentazione non fa altro che aumentare il grado di pericolosità dell’intera situazione.

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