Qualche parola

In Sicilia il sole del governo “riformista” è stato oscurato da una fitta tempesta di sabbia per la mancata “rivoluzione”.

di Luigi Boggio - lunedì 27 giugno 2016 - 4091 letture

Ad oggi, non credo che mi sia sfuggito, non ho avuto modo di leggere qualche commento sulla pesante sconfitta del Pd a Lentini dal coordinamento del circolo. Non penso che l’aggregazione elettorale temporanea si sia già sciolta andandosene ognuno per la propria strada. Se fosse così senza nemmeno un saluto di ringraziamento agli elettori e alle elettrici e alla vittima sacrificale Andrea Zarbano sarebbe una grave caduta di stile politico. Che potrebbe essere intesa come fuga dalle responsabilità.

Non sarebbe la prima volta. Prima si prende, poi si scappa, per poi apparire nelle grandi occasioni festose mai durante i drammi sociali e della violenza criminale. Soprattutto nelle sconfitte non si deve mai scappare. Si ci deve mettere la faccia e cercare d’avviare la discussione sulle cause della sconfitta perché è stata pesante per lo stacco con la società, gli umori negativi sul governo della città ed anche per le divisioni interne. Che sono esplose durante la campagna elettorale nella pratica organizzata del non voto nei confronti del candidato sindaco.

Prima la finta pace delle primarie dopo la guerra totale con la disfatta. Una guerra non verso gli agguerriti avversari ma sotto lo stesso tetto da amici-nemici con il finale di trovarsi senza tetto scoperchiato dal vento del cambiamento. Per completezza non solo nella città di Gorgia ma anche in tanti altri centri piccoli e grandi. La sconfitta è stata ovunque con minore e maggiore gravità. In Sicilia il sole del governo “riformista” è stato oscurato da una fitta tempesta di sabbia per la mancata “rivoluzione”.

Chi già pensa alle prossime regionali o politiche per schierare i propri “idoli” deve stare sereno in quanto molte cose già sono cambiate e potranno ulteriormente cambiare in autunno con il referendum e le regionali nella primavera 2017. Nelle serenità estiva spero di leggere qualche commento del Pd sulla scia dei candidati del primo e secondo turno.

Nel primo ho letto quello di Laezza, Saggio, Zarbano e della signora Cunsolo. Nel secondo dopo il ballottaggio ho potuto ascoltare le parole del vincitore Saverio Bosco e dello sconfitto Stefano Battiato. Ora dal partito che ci ha messo la faccia, anche 5S, in questo mare di liste civiche e che ha governato la città per lunghi anni si vorrebbe leggere qualcosa. Anche una semplice parola di ringraziamento per il consenso ricevuto negli anni e per aver rottamato la storia uscendo di scena.



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