Lo scopo di questo lavoro è quello di offrire una valutazione della competitività relativa di nove paesi dell’Europa Centro-Orientale (PECO) e confrontarli tra loro sia singolarmente sia in gruppi
Competitività: definizione tradizionale. La competitività di una nazione rappresenta oggi un concetto di sempre maggior importanza in ambito sia economico sia politico. Secondo la definizione fornita dall’Ocse “La competitività di una nazione è il grado in cui essa riesce, in condizioni di mercato libere ed eque, a produrre beni e servizi capaci di affrontare la concorrenza internazionale, mantenendo ed espandendo allo stesso tempo il reddito reale della propria popolazione nel lungo periodo”.
Ai fini di misurare la capacità competitiva, gli economisti sono soliti usare tradizionali indicatori macroeconomici quali il tasso di cambio reale, la produttività ed il costo del lavoro. A tal proposito la Banca Europea di Ricostruzione e Sviluppo (Bers) nel Transition Report 2003, che si occupa di valutare i progressi economici dei paesi dell’Europa Centro-Orientale, ha utilizzato, quali indicatori di competitività:
1. Il tasso di cambio reale (TCR) rispetto all’euro espresso con P/ E x p*.
Nella formula P rappresenta l’indice dei prezzi al consumo del paese considerato, p* l’indice dei prezzi al consumo armonizzato per l’area euro ed E il tasso di cambio nominale rispetto all’euro. L’uso dell’euro come valuta di riferimento è dovuto al fatto che la maggior parte degli scambi sono effettuati con i paesi di tale area.
2. La produttività nel settore manifatturiero, calcolata come il rapporto tra produzione nel settore manifatturiero e occupazione nel medesimo settore.
3. L’indice del costo del lavoro unitario CLU in euro, calcolato come il salario nel settore manifatturiero espresso in euro diviso la produttività.
L’indice di produttività e soprattutto l’indice del costo del lavoro del settore manifatturiero sono più significativi perché si riferiscono al comparto produttivo più esposto alla concorrenza internazionale e introducono il salario come indicatore di competitività, invece dei prezzi relativi che sono utilizzati nel calcolo del TCR. Per quel che concerne la produttività, valutando la crescita percentuale tra 1998 e 2002, tutti i paesi hanno registrato variazioni positive; in particolar modo l’Estonia ha avuto un miglioramento che ha superato il 50%. Per Romania e Bulgaria le variazioni inizialmente negative sono poi migliorate ed hanno registrato variazioni positive, il 2000 è stato l’anno migliore per entrambe le nazioni che hanno visto una leggera flessione nel 2001. La Russia, ha incrementato la propria produttività nel corso degli anni arrivando a superare in termini di trend relativo quella della Repubblica Ceca.
Il CLU è l’indicatore più interessante ai fini di questa ricerca poiché è la sintesi dell’andamento di tre variabili fondamentali: il salario, la produttività e il tasso di cambio. La tabella 1.1 mostra come tale indicatore sia cresciuto in tutti i paesi. Il paese che ha registrato un incremento minore è la Slovacchia (per la quale nel 2002 si rileva lo stesso valore del 1998 anche se la produttività è meno elevata), seguita a ruota dall’Estonia per cui è interessante notare come questa crescita contenuta sia in linea con l’incremento di produttività. Sul fronte opposto troviamo Repubblica Ceca che tra i CEB è quello che ha registrato un incremento produttivo minore e la Bulgaria che, fino al 2001, anno in cui sono disponibili i dati, ha registrato l’incremento più elevato tra i paesi considerati. Anche in questo caso si possono correlare tali valori alle variazioni della produttività che per alcuni anni ha registrato performance negative (1998-1999).
Per il resto del documento sulla Competitività si prega consultare l’allegata scheda in formato *.doc.
Contributo del Prof. Francesco Abbate
CIRPET Centro Interdipartimentale di Ricerca sui Paesi Emergenti e in Transizione - Università di Torino
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