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Quaderni del Cirpet - La Slovenia


La storia della Slovenia è indissolubilmente legata tanto al mondo latino quanto al mondo slavo: crocevia di diverse culture che si sono influenzate a vicenda nel corso dei secoli, non ha mai abbandonato la sua anima slava, nonostante cinque secoli di dominazione austro-ungarica. A partire dal XIX secolo, la Slovenia ha percorso tappe comuni a quelle degli altri paesi “slavi del sud”: il risveglio nazionalista con i moti del 1848, la prima guerra mondiale e la fine dell’Impero absburgico, il Regno dei serbi, dei croati e degli sloveni, la seconda guerra mondiale e la Repubblica socialista federale di Jugoslavia
giovedì 6 marzo 2008, di Emanuele G. - 295 letture

La storia della Slovenia è indissolubilmente legata tanto al mondo latino quanto al mondo slavo: crocevia di diverse culture che si sono influenzate a vicenda nel corso dei secoli, non ha mai abbandonato la sua anima slava, nonostante cinque secoli di dominazione austro-ungarica. A partire dal XIX secolo, la Slovenia ha percorso tappe comuni a quelle degli altri paesi “slavi del sud”: il risveglio nazionalista con i moti del 1848, la prima guerra mondiale e la fine dell’Impero absburgico, il Regno dei serbi, dei croati e degli sloveni, la seconda guerra mondiale e la Repubblica socialista federale di Jugoslavia.

Nella Jugoslavia, la Slovenia è stata la più ricca delle repubbliche, grazie a una miglior condizione di partenza (ereditata dal lungo periodo di pace e buona amministrazione sotto la corona absburgica) e alla prossimità geografica alle economie di mercato dell’Europa occidentale. Fin dagli anni Settanta molte imprese austriache, e alcune imprese italiane, hanno localizzato nuovi stabilimenti lungo il confine sloveno, per sfruttare l’elevata formazione tecnica e il basso costo della manodopera slovena specializzata. Grazie all’insieme di queste condizioni il paese ha registrato tassi di crescita regolarmente superiori rispetto alle altre repubbliche jugoslave.

Gli eventi bellici degli anni Novanta hanno interessato in minima parte la Slovenia: la guerra d’indipendenza è durata soltanto dieci giorni, seguita nel giugno del 1991 dal riconoscimento internazionale. Il modo relativamente indolore con il quale la Slovenia ha ottenuto l’indipendenza rispecchia la natura particolare di questo paese nel mondo jugoslavo: da sempre una “prima della classe” più avanzata e occidentale delle altre repubbliche sorelle.

La Slovenia è entrata nell’Unione europea il primo maggio del 2004; ciò la rende profondamente diversa dagli altri stati dell’ex-Jugoslavia, alle prese con un processo di pre-adesione in molti casi contrastato e difficile. La Slovenia ha raggiunto una stabilità politica e economica paragonabile in tutto a quella degli altri paesi dell’Unione. La Slovenia ha vissuto un processo di transizione graduale e originale, promosso più dalle risorse umane e economiche interne che non dagli investimenti esteri; è il primo fra i nuovi stati membri a aver adottato l’euro, nel gennaio del 2007.

La Slovenia odierna assomiglia più a una quieta provincia absburgica che a un paese ex-socialista nato dalla polvere della caduta del Muro di Berlino. Con un elevato livello di sviluppo e di affidabilità, con una collocazione geografica, politica e economica nel cuore dell’Unione europea e con stretti legami produttivi e commerciali con imprese italiane, austriache e balcaniche, la Slovenia è un partner e un ponte di transito particolarmente attraente per tutti gli operatori del “sistema Italia”.

Per il resto del documento sulla Slovenia si prega consultare l’allegata scheda in formato *.doc.

Contributo di Federico Mallone

CIRPET Centro Interdipartimentale di Ricerca sui Paesi Emergenti e in Transizione - Università di Torino

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