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Quaderni del Cirpet - La Slovacchia


I problemi della transizione in Slovacchia presentano un aspetto particolare, consistente in una sorta di prevalenza della politica che non si ripete negli altri paesi dell’Europa centrale e orientale, nei quali normalmente i contrasti politici possono essere disciplinati senza gravi difficoltà. In tutti i paesi dell’Europa centro-orientale hanno avuto luogo conflitti, anche acuti; ma la classe politica non si è mai divisa sui temi di fondo della transizione: il mercato e la democrazia. Così è avvenuto in Polonia e così è stato in Ungheria e Lituania, nei paesi cioè che hanno maggiormente combattuto il comunismo. In questi paesi ha avuto luogo una frequente alternanza politica, che non ha mai ipotizzato il ritorno al passato
giovedì 6 marzo 2008, di Emanuele G. - 278 letture

I problemi della transizione in Slovacchia presentano un aspetto particolare, consistente in una sorta di prevalenza della politica che non si ripete negli altri paesi dell’Europa centrale e orientale, nei quali normalmente i contrasti politici possono essere disciplinati senza gravi difficoltà. In tutti i paesi dell’Europa centro-orientale hanno avuto luogo conflitti, anche acuti; ma la classe politica non si è mai divisa sui temi di fondo della transizione: il mercato e la democrazia.

Così è avvenuto in Polonia e così è stato in Ungheria e Lituania, nei paesi cioè che hanno maggiormente combattuto il comunismo. In questi paesi ha avuto luogo una frequente alternanza politica, che non ha mai ipotizzato il ritorno al passato. Al contrario, la Slovacchia ha mantenuto per anni una posizione conservatrice che l’ha allontanata dalle posizioni delle istituzioni internazionali ineccepibilmente favorevoli alla transizione.

La causa principale di questa divergenza è stata la presenza alla guida del governo di Vladimír Meciar, capo del partito populista Unione per una Slovacchia democratica (Hzsd). Vladimír Meciar mantiene ancora oggi una notevole popolarità nonostante abbia abusato del suo potere, non rispettando i diritti dell’opposizione, collocando aprenti e amici e membri del suo partito nei posti chiave della vita politica ed economica del paese.

Ha ritardato l’applicazione e il rispetto di legislazioni exigées dal Consiglio d’Europa e poi dall’Unione europea, in particolare sui diritti delle minoranze. Per questo nel 1997 la Slovacchia, unico tra i 4 paesi dell’Europa centrale, non è stato inserito nei gruppi di paesi che per primi sono stati candidati a entrare nella Nato e nell’Unione europea.

Per il resto del documento sulla Slovacchia si prega consultare l’allegata scheda in formato *.doc.

Contributo del Prof. Carlo Boffito

CIRPET Centro Interdipartimentale di Ricerca sui Paesi Emergenti e in Transizione - Università di Torino

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