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Quaderni del Cirpet - La Serbia


La Serbia è il paese più grande e il fulcro politico dell’ex-Jugoslavia; negli anni ’90 è stata protagonista delle guerre balcaniche e obiettivo degli interventi politici e militari della Nato. Oggi è sospesa fra il suo passato e il desiderio di una maggiore integrazione nell’Unione europea, persuasa a imitare gli altri paesi dell’est Europa nelle riforme, nell’attrazione di investimenti esteri, nello sviluppo e nell’integrazione economica, ma ancora sottoposta a un sistema politico e burocratico poco trasparente. Nonostante ciò, gli imprenditori occidentali considerano i lavoratori serbi i più esperti dell’Europa orientale
martedì 4 marzo 2008, di Emanuele G. - 353 letture

La Serbia è il paese più grande e il fulcro politico dell’ex-Jugoslavia; negli anni ’90 è stata protagonista delle guerre balcaniche e obiettivo degli interventi politici e militari della Nato. Oggi è sospesa fra il suo passato e il desiderio di una maggiore integrazione nell’Unione europea, persuasa a imitare gli altri paesi dell’est Europa nelle riforme, nell’attrazione di investimenti esteri, nello sviluppo e nell’integrazione economica, ma ancora sottoposta a un sistema politico e burocratico poco trasparente. Nonostante ciò, gli imprenditori occidentali considerano i lavoratori serbi i più esperti dell’Europa orientale.

La Serbia è instabile a causa di una situazione territoriale ancora indefinita, in cui alla recente indipendenza del Montenegro ha fatto eco un referendum per il mantenimento del controllo serbo sul Kosovo, messo in forse da numerose pressioni internazionali. È un paese di lunga tradizione industriale e agricola, in cui però i problemi ereditati dagli anni ’90 e il mancato completamento della riforma fondiaria rendono problematico l’afflusso di investimenti e la ripresa produttiva. Questa situazione ancora indefinita costituisce il punto di partenza per la valutazione delle opportunità e dei rischi che la Serbia presenta agli investitori esteri.

Da una parte, il rischio politico e l’assenza di un percorso coerente di riforme rendono un eventuale investimento soggetto a un elevato grado di incertezza. La burocrazia e il controllo politico e economico da parte di una ristretta classe di “oligarchi” restringono lo spazio in cui le imprese estere, in particolare le Pmi, possono operare. Inoltre, le imprese locali, anche quelle dotate di una lunga tradizione produttiva e di cooperazione con l’Italia, incontrano grandi difficoltà nel reperire i capitali (indispensabili per il rinnovamento delle infrastrutture) e i mercati (persi in gran parte in seguito alle guerre e all’embargo). Le politiche per l’impresa che si sono succedute negli anni hanno perseguito interessi più politici che economici e non hanno avuto il successo sperato.

Dall’altra parte, questa stessa situazione di “sospensione” fra il passato e l’Unione europea è alla base di benefici in grado di rendere particolarmente interessante un investimento estero. La Serbia (insieme al Montenegro) è il solo paese d’Europa che mantiene un accordo commerciale preferenziale con la Russia che consente a tutte le merci prodotte in Serbia un accesso al proprio mercato pagando un dazio dell’1 percento. Nello stesso tempo, la Serbia gode del trattamento doganale speciale concesso dall’Unione europea ai paesi in pre-adesione. Questa peculiarità rende la Serbia particolarmente adatta a una produzione orientata all’esportazione. Inoltre, esistono tradizioni industriali e di cooperazione con l’Italia che costituiscono una base solida (in termini di relazioni commerciali e di capitale umano) su cui instaurare rapporti nuovi: mentre continua (dal 1953) la collaborazione fra Fiat e Zastava, alcuni nuovi investimenti italiani in Serbia (come quello dalla Golden Lady e dalla Pompea) sono compresi fra gli studi di caso di maggior successo.

Per il resto del documento sulla Serbia si prega consultare l’allegata scheda in formato *.doc.

Contributo di Federico Mallone

CIRPET Centro Interdipartimentale di Ricerca sui Paesi Emergenti e in Transizione - Università di Torino

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