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Q&P n. 190

Il gestore di FI vuole la cauzione

di Franco Novembrini - mercoledì 7 settembre 2022 - 994 letture

Il gestore di Forza Italia vuole, se vince alle elezioni, che la giustizia italiana adotti come negli USA la possibilità che agli arrestati in attesa di giudizio sia data la possibilità di non andare in galera ma di poter pagare una cauzione e rimanere a piede libero. Questa di voler introdurre un tale provvedimento in Italia però cozza con la Costituzione e sull’articolo che vuole l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge e che favorirebbe gli arricchiti, magari con azioni delittuose ed una volta a piede libero potrebbero, come del resto è successo spesso, corrompere o intimidire testimoni e far sparire le prove delle loro malefatte.

Ma la cosa più grave e quella che i giudici in Italia spesso e volentieri sono stati trattati da comunisti, qualsiasi cosa voglia dire e chi sceglie quella professione di essere un disturbato mentale. Ricordate? In America a stabilire la cauzione, anche se ritengo che sia un provvedimento che favorisce i ricchi, è un giudice monocratico inappellabile che la stabilisce in base alla possibilità economiche dell’imputato cosa che in Italia sarebbe di difficile applicazione e se per caso sia accorge che ha mentito sotto giuramento sul suo stato economico la libertà provvisoria se la può dimenticare.

Ma anche che a differenza del nostro Paese quando il giudice apre la seduta tutti si devono alzare in quanto lo stesso in quel momento rappresenta lo stato e viene appellato con il titolo di Vostro Onore, questo in Italia non sarebbe possibile. Il giudice americano può condannare e incarcerare anche degli evasori fiscali ultraottantenni con pene che poi saranno sconti e il reo dovrà scontare la pena per intero, cosa che in Italia è inimmaginabile.

Ma la cosa che ci differenzia maggiormente dalla Giustizia degli States e il fatto che in mezzo una congrega di prezzolati che si radunano sullo scalone del più importante tribunale italiano con cartelli e megafoni che definiscono i giudici come professionisti della malagiustizia e con altre accuse indicibili, ci siano onorevoli (!?!), avvocati ed appartenenti al Consiglio Superiore della Magistratura e che poi siano stati premiati addirittura con la presidenza del Senato, seconda carica dello Stato, dopo il Presidente della Repubblica e con aspirazioni, fortunatamente "trombate", alla prima perché a tale carica aspirava il vecchio gestore di FI.

Questa situazione purtroppo non basta per far scegliere gli italiani a votare per delle persone oneste e capaci e ce e sono molte. Purtroppo molti scelgono l’astensione dicendo che non vogliono sbagliare. Io andrò a votare e non scriverò frase inutili ed offensive sulla scheda e, se dovessi pentirmi di chi ho votato, canterò mentalmente la canzone "L’appuntamento", in questo caso elettorale, di Ornella Vanoni che recita: "Ho sbagliato tante volte ormai / nella vita mia / che una volta in più nulla può cambiare...".


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