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Q&P n. 180

Caccia a "Ottobre Rosso"

di Franco Novembrini - mercoledì 30 marzo 2022 - 775 letture

Qualche settimana fa i nostri giornalisti da talk show con i loro articoli sui giornaloni e gli estenuanti vaniloqui in tv, scrivevano della caccia spietata agli "Ottobre Rosso", cioè i quattro o cinque superyacht degli oligarchi russi amici di Putin, perché venissero sequestrati in quanto beni russi che si potevano confiscare, essendo la Russia in stato di guerra con l’Ucraina. Poche parole però sul fatto che nessuno di questo mastodonti fosse stato costruito in Russia, ma tutti nei cantieri dell’Occidente democratico. Pochi e vaghi accenni anche al fatto che erano intestati non agli oligarchi putiniani ma, come si usa dalle nostre parti a società fittizie con sedi magari a Montecarlo, Lichtenstein, isole del Canale oppure alle Cayman che notoriamente proteggono le società fittizie senza distinguere se fanno riferimento a personaggi della criminalità politica o mafiosa. La caccia è stata infruttuosa e i superyacht stanno solcando i mari come il vascello dell’Olandese Volante.

Poi sempre i soliti noti iscritti all’albo dei giornalisti e, sovente anche al libro paga della Cia, hanno scoperto che i dottori ed infermieri militari russi che si offrirono generosamente di curare quella che al momento era una strage senza fine nella provincia bergamasca, erano quasi tutte spie in quanto militari. I tapini ignoravano che molte nazioni, comprese la nostra, hanno usato per i primi interventi la sanità militare in quanto dotata di ospedali da campo ed aerei per spostarsi nei vari focolai del Covid o di altri disastri, ma le altre nazioni non avevano spioni. Ad affermarlo erano i soliti tipi che durante i loro pagati interventi trovavano il tempo di far pubblicità ai loro libri che portavano sempre sottobraccio. Ora sono divenuti fervidi sostenitori della pace, ma con le armi date a chicchessia, purché combattano al loro posto.

Se continua questa guerra purtroppo dovremo sorbirceli ancora per ore ed ore. Il loro motto è che Biden ha sempre ragione anche quando produce borborigmi corporei ed è quello che 12 anni fa diceva, in qualità di vice presidente Usa, che far entrare l’Ucraina nella Nato era una assurdità. Ora pare abbia cambiato idea forse insufflato dal figlio che a Kiev collabora con un istituto di ricerca sulla guerra biologica. I senza vergogna nostrani dal capo bianco crinito e dalle rosse bretelle insistono che Zelensky è un santo e che noi dovremmo andare a combattere al suo fianco come stanno facendo quelli del nazista battaglione Azov. Io sono della stessa idea del compianto Gino Strada e di Emergency, ma loro insistono e spero vogliano dare un esempio partendo per le zone della loro guerra. Qualcuno però già sostiene di non poterlo fare in quanto alle 17 di ogni giorno è avvezzo sorbire il the di una pregiata marca introvabile in Ucraina.

Ma torniamo allo spionaggio. Non so se avete notato che molti oligarchi russi, spesso medagliati a vario titolo dai presidenti di associazioni ed anche dai presidenti della Repubblica italiana, vivono in prestigiosi palazzi inavvicinabili con guardie armate a difesa della loro "intimità’’, che meglio si adatterebbero come sedi di spionaggio, sono centinaia dalle Alpi alla Sicilia e spesso nelle vicinanze di basi militari italiane o della Nato, cioè Usa. Pochi ci avevano fatto caso e già che se ne parla, perché non metterle sotto controllo anche per sapere che lavori sono stati fatti in questi bunker e con la complicità, eventualmente di chi, perché in Toscana e Sardegna avere sul proprio territorio qualcuna di queste residenze è cosa ambita da molti sindaci.

Chiudo ribadendo che è ridicolo pensare che decine di spie russe si annidassero nella task force di medici a Bergamo quando in questi anni c’è stata la gara di ministri e politici per andare a Mosca a chiedere ed ottenere tangenti e loschi affari e che nei vari alberghi e nelle loro camere, venivano registrati anche i loro sospiri amorosi, come avveniva durante il nazismo a Berlino nel famoso "Saloon Kitty", dove certamente i linguacciuti politici ed affaristi possono aver spifferato di tutto.


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