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Q&P n. 152 - Conte e il Marchese (del) Grillo

di Franco Novembrini - mercoledì 7 luglio 2021 - 748 letture

Il grosso difetto del MoVimento 5 stelle è un classico storico che si ripete con una certa frequenza e in Italia ha avuto una accelerazione sia nei tempi e nei modi. Da anni ho visto con molta speranza il crescere di giovani e meno giovani che in questo movimento ponevano le loro speranze di rinnovamento ed avevano una quantità di ragioni per sperarlo. Fra le più importanti c’erano, a mio avviso, la lotta contro un mostro che esiste in tutti i paesi ma che in alcuni viene tenuto sotto controllo con sistemi sulla sua efficienza: la Burocrazia.

Fin dai primissimi articoli che ho scritto anni fa su Girodivite ne ho indicato la pericolosità. Altre "battaglie’’ dei 5stelle erano per una società aperta al futuro per tutti, la possibilità di partecipare alla vita politica dei Comuni, delle Regioni e del Paese senza che vi fossero obblighi di partito e di consorterie varie, ma per passione e non come mestiere. Debbo dire che alcune cose non mi convinsero fra le quali i "comandamenti’’ del Sacro Statuto che tramite una piattaforma dal nome di un grande filosofo Jean Jacques Rousseau, del quale fra l’altro il 2 luglio ricorreva il 247° della morte. Questa piattaforma mal gestita e male interpretata fa scempio del suo pensiero, rivolto per lo più alla emancipazione dell’uomo ed al suo affrancamento dell’uomo con elenchi di comandamenti, spesso assurdi, costringendolo sempre secondo il Sacro Statuto ad una cieca obbedienza a delle formulette magari mascherate per futuriste perché trasmesse tramite computer ma garantite dalla infallibilità e dall’onestà dei due "padri fondatori’’, non lo sono certamente ora che uno di loro è morto e l’altro è, come dicono i toscani, rincorbellito e certamente la loro eredità non può essere trasmessa per diritto ereditario, visti i figli. Ora gli assolutismi del Sacro Statuto vengono usati come randelli a seconda di chi sia il trasgressore. Cerco di spiegarmi con un esempio: i due mandati. Come si fa a sostenere che dopo due mandati tutti a casa e che gli esecutori siano gli stessi che sperano di restare?

In Italia con la burocrazia che abbiamo nel tempo dei due mandati e con il cambio di tre governi in due anni e mezzo non si fa in tempo nemmeno a capire di cosa si sta trattando, favorisce una sola parte che definirei il Partito del Quirinale. Molti di voi avranno certamente notato come certe "fregole’’ vengano nei periodi che precedono le elezioni dei presidenti della Repubblica. Vi ricorderete di Napolitano, della sua resistenza ad ogni cambiamento e della morte del suo segretario D’Alessandro, il quale si definì un utile scriba, cioè di uno che era molto dentro la burocrazia statale e che prima di morire scrisse una disperata lettera della quale fu fatto un uso immondo per accusare chi voleva chiarire certi patti indicibili e misteriosi. Dei questo partito fanno parte a pieno diritto alti burocrati, giudici delle più svariate branchie, generali, traffichini e trafficoni, i quali stabiliscono che lo Stato debba porre un limite agli stipendi dei suoi dipendenti ed avere come si conobbe qualche anno fa che un parrucchiere di Camera o Senato guadagnava quasi più del Presidente della Repubblica. Che dire dei senatori, condannati inclusi, che vogliono i benefici pensionistici pur dovendo allo Stato molti milioni frutto delle loro malversazioni. Eppure lo possono fare perché le leggi ancorché approvate si possono interpretare per gli amici, come ebbe a sentenziare Giolitti all’inizio del Novecento.

Questo pezzo l’ho intitolato "Conte e il Marchese (del) Grillo’’ in quanto vorrei che anche voi cercaste di capire come sia possibile che Grillo abbia attaccato come non faceva da anni Antoni Conte con una ferocia che supera i folcloristici "vaffa...’’ ed abbia chiamato come fratelli grillini Mario Draghi e il ministro della Transizione Ecologica Stefano Cingolani. Come molti sanno Draghi è un uomo dell’Europa, quell’Europa dei banchieri e bancari e Cingolani è un notorio nuclearista che vorrebbe dei mini impianti nucleari come nelle grandi navi da crociera, mentre in Italia abbiamo ancora il problema ormai trentennale delle scorie nucleari prodotte da centrali mai entrate in funzione. Strano che Beppe Grillo non sia intervenuto quando il MoVimento perdeva voti a favore della Lega salviniana e i dirigenti pentastellati furoreggiavano in tv e dai balconi blaterando di aver sconfitto la povertà, di tessere n. 1 e chi non si adeguava veniva cancellato dai balconi come fece Stalin che lo faceva fare dalle foto per quelli che magari aveva fatto fucilare. Concludo sempre con la volontà di votare per i molti 5stelle che conosco e i quali lavorano gratis o con profitto come ha fatto Conte senza sottomettersi a ciò che non condividono che spesso può essere scambiato per complicità con il partito del Quirinale.


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