È un film di una freddezza incomprensibile. Se vi arrabbiate facilmente, non andate a vederlo...
Una quarantenne, separata dal marito, vive in una enorme proprietà con due gemelli, uno biondo e uno bruno. I tre abitano in una piccola parte della casa che è arredata modestamente, hanno poco denaro, i ragazzi già grandi non lavorano. Il bruno si presta a qualche lavoro di restauro, la maison, ne ha un gran bisogno; ma sopratutto bighellonano. La mamma fa il necessario per mandare avanti il menage.
Vorrebbe vendere e trasferirsi altrove con il suo amante cuoco, ma il figlio biondo non ne vuole sapere e tra una bighellonata e l’altra inizia a scontrarsi con lei, sopratutto a tavola. Si nutrono malamente, ma nel film mangiano in continuazione. Forse è l’unico momento in cui si vedono. Discutono e litigano come mangiano... cioè male. Non chiariscono nulla, tutto rimane in sospeso. Il figlio bruno non appoggia il fratello nelle discussioni, ma neanche si schiera apertamente con la madre. Quasi sempre si comporta come se fosse in un’altra stanza... e mangia.
Vengono lasciati soli fino a tempo indeterminato, per schiarirsi le idee. Si arrabattono, smangiucchiano, litigano. Durante uno scontro banalissimo il bruno cade, batte la testa e muore.
A te viene una rabbia per tutto il film, che non puoi sfogare, perché diresti e faresti tutto in modo completamente diverso da ciò che fanno quei tipi là sullo schermo.
Se vi arrabbiate facilmente, non andate a vederlo.
Ciao