Prisca Agustoni

Una giovane interprete dalla Svizzera multilingue, degna di maggiore attenzione da parte del pubblico letterario.

di Piero Buscemi - mercoledì 17 settembre 2014 - 2175 letture

Le Dune

lungo il lago
 ci sono dune
 che si spostano
 con gli sguardi
 di chi da tempo
 vive altrove,
 in un transitorio
 perimetro,
 disinnescando
 grammatiche,
 corto circuiti
 che scavano
 ripostigli di cose
 nell’esitazione
 tra una lingua e l’altra

 e non riesco
 a ricordare dove inizia
 e dove finisce
 l’imbastitura,
 l’album con i ritratti
 allineati e pazienti
 per anni,
 fino a cedere

 si mettono in fila
 le parole
 come boe di ormeggio

 poi scivolano calme,
 una dietro l’altra,
 nella memoria,
 da dove ci scrutano,
 feline,
 finché noi recuperiamo
 la voce

Parlando di Svizzera, a onor del vero, gli argomenti di facile trattazione che ci collegano ai luoghi comuni caratteristici di questa nazione, ci fanno pensare all’insolito multilinguismo, alla notoria precisione simbolo nazionale, alla cioccolata e sicuramente alle banche. Da qualche anno, anche a tematiche sportive, tra le quali di recente il tennis.

Sarà sicuramente colpa di un pregiudizio atavico da parte del resto del mondo, ma anche di una scarsa manifestazione e enfasi dimostrata dagli stessi svizzeri nei confronti dei loro eroi nazionali, che l’ha fatta conoscere più per personaggi folcloristici, quali Guglielmo Tell, che per soggetti di più nobile attenzione.

Eppure Jean Jacques Rousseau, uno tra i più grandi filosofi della storia, era svizzero. Molti sapranno che Ursula Andress ha gli stessi natali. Forse pochi, sanno che il noto architetto Le Corbusier era nato nel cantone di Neuchatel. Ci auguriamo vivamente che sia di dominio pubblico l’origine elvetica del grande scrittore Friedrich Dürrenmatt.

Rimanendo su tematiche letterarie, questa settimana ci siamo voluti occupare di una giovane poetessa d’oltralpe che, forse ai più non troppo conosciuta, merita maggiori attenzioni grazie a una poetica dove la semplicità dei versi si unisce a metafore di sicura creatività artistica, dandole un’impronta personale e moderna nel difficile campo della poesia.

Nata a Lugano nel 1975, Prisca Agustoni si è trasferita a Ginevra dove ha completato gli studi in Letterature ispaniche, scrivendo una tesi sulle donne mulatte e la loro collocazione nella poesia negra del periodo del movimento d’avanguardia cubano. Una passione che la porterà nel 2002 a trasferirsi in Brasile e a dedicarsi alla traduzione di autori brasiliani.

Autrice multilingue, quasi a non voler smentire la caratteristica del suo paese di origine, ha prodotto raccolte poetiche scrivendo in italiano, portoghese e spagnolo. Caratteristica delle sue composizioni è un sommo letargo nostalgico dei luoghi d’infanzia, visti con la fierezza e il realismo dello sguardo attento della donna sudamericana. Un confronto, non solo generazionale, ma culturale, tra il suo mondo perfettibile della sua Svizzera e il duro quotidiano di tutti i Sud del mondo, sorretto e affrontato, a ogni latitudine, dal coraggio e la determinazione delle donne.


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