Il piano di "rinascita" dei Savoia, in Italia, è un pericolo reale? Perché il principe Emanuele Filiberto da due anni si muove per il nostro paese, in cerca di consensi? Tutto ciò è "collegato" alle attività illegali di cui è accusato il padre?
In un’Italia ormai abituata agli scandali, l’arresto del principe Vittorio Emanuele di Savoia ha suscitato ugualmente una grande eco per le gravi accuse che gli sono state rivolte in merito al "business" delle slot machine taroccate; capi d’imputazione quali associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, alla corruzione, al falso e al gioco d’azzardo, notizie peraltro riportate da tutti i media.
Nelle intercettazioni telefoniche trapelate abbiamo avuto modo di toccare con mano la miseria e la bassezza che spesso accompagna gli uomini; quando questo accade a personaggi famosi che si vogliono ergere a paladini delle buone azioni, beh allora la faccenda sfiora il ridicolo e la tragedia insieme.
Sì la tragedia, perché nel balletto delle tangenti e delle sospette truffe hanno un posto di primo piano anche stretti collaboratori dei nostri capi del governo passato come il portavoce di Gianfranco Fini, Salvatore Sottile che è stato arrestato, e il segretario, Francesco Proietti Cosimi, per gli amici Checchì.
Coinvolti, il Direttore Generale dell’AAMS, un’azienda dei Monopoli di Stato, Giorgio Tino, e alcuni sottoufficiali dell’Arma dei Carabinieri per aver fornito informazioni riservate, del gruppo facevano parte anche faccendieri eccellenti e uomini in odore di mafia come Rocco Migliardi, socio del principe insieme a Ugo Bonazza, imprenditore veneto.
Affari da milioni di euro, un giro di prostitute..tra casinò e uffici della Farnesina utilizzati come alcove.. un quadro triste da operetta, peccato che operetta non sia e sia realtà.
Intercettazioni dove Gian Nicolino Narducci, il segretario di "S.A.R. il principe" Vittorio Emanuele si lascia andare a frasi del tipo << siamo in cerca di soldi >>, soldi e sempre soldi, pare che il Vittorio ne avesse fatto un pallino fisso tanto che sempre il segretario in un’altra occasione, lo definisce come Paperone, con il dollaro nelle pupille, << ormai non vede altro >>.
Soldi, puttane, beneficenza, sono tanti gli interessi del nostro Vittorio, purtroppo per lui non tutti sono leciti e presto nelle sue avventure si lega, senza alcuno scrupolo, a individui equivoci con una fedina penale lunga chilometri, ma chi ha bisogno di guadagnare molto e in fretta non può permettersi di andare tanto per il sottile.
Così prende campo l’idea e presto si ha la materializzazione dell’affare del secolo! Un’infinità di macchinette per giocare, taroccate in modo che i giocatori perdessero sempre o quasi, da piazzare in tutta la penisola, in posti particolari come al Casinò di Campione (il sindaco Roberto Salmoiraghi è stato arrestato) e poi fuori all’estero, Libia e Russia i paesi, e se la cosa avesse preso piede chissà dove ancora.
Ma perché tutta questa necessità di denaro?
Cosa poteva esserci di così importante per far derogare dagli affari "leciti" un uomo molto in vista, nipote e figlio di re e al limite dei settanta? Certo a qualcosa di importante il denaro doveva servire, a meno che il principe non fosse stato sull’orlo della bancarotta, cosa che non pare, o fosse stato colpito da un attacco di irresistibile avidità.
Da circa due anni il figlio, "S.A.R.principe" Emanuele Filiberto, si spertica per girare l’Italia in lungo e in largo, piccoli centri, grandi città, asili d’infanzia, collegi, musei, santuari mariani e dei santi, il museo della Madonna di Bologna...arriva sempre con doni, beneficenza appunto.
Gentile, garbato, bello, distinto, del tutto innocuo, cosa c’è da ridire di un bel giovanotto dal nome importante che porta dei "contributi" od opere d’arte in regalo?
Assolutamente niente, solo che il suo nome è Savoia. Savoia come il re che ha aperto la strada al duce e al fascismo, che ha portato l’Italia alla rovina, quante famiglie italiane non hanno un morto da piangere nell’ultima guerra, nomi ormai sbiaditi, piccole croci in cimiteri di montagna con una lapide con i nomi appunto, perché i corpi, quelli no, quelli sono rimasti in Albania, in Grecia, in Africa, nel gelo di Russia, in fondo al mare o in un forno crematorio della Germania.
Non contento il re è anche scappato all’arrivo degli alleati, una fine degna dell’inizio.
Questo bisognerebbe ricordare al giovane Savoia che straparla di memoria storica e di Patria che lui non dimentica mai di scrivere con la p maiuscola, concetti fondanti il suo movimento "Valori e Futuro" che ha come logo il nodo dei Savoia e come slogan "PENSIAMO UNITI L’ITALIA DI DOMANI", provaci ancora Sam.
L’associazione creata dal principe è operativa su quasi tutto il territorio nazionale, secondo gli intenti si propone di promuovere fra i giovani, valori come "la famiglia, l’identità cristiana e l’ambiente e il rilancio della cultura".
Si avvale di incontri, con alunni per parlare della storia d’Italia e della famiglia reale, incontri con amici e sostenitori, insieme all’attività degli Ordini Dinastici di Casa Savoia, il tutto condito in un valzer di pranzi, brunch di beneficenza e cene di gala.
Emanuele Filiberto dice: "In questo periodo storico siamo di fronte alla perdita delle nostre radici dove la solidarietà cristiana, le tradizioni, la cultura, l’amore per la propria terra sono stati lasciati in disparte in favore della spasmodica ricerca del benessere economico. (sic!)
I ragazzi che incontro mentre cammino per le vie delle nostre città mi avvicinano con simpatia chiedendomi di fare qualcosa per loro e per il loro futuro ed è proprio nel futuro che oggi manca la fiducia"...continua "Il mio impegno sarà sempre più rivolto a trovare soluzioni applicabili per garantire un futuro solido e sereno ai ragazzi d’Italia", ancora il Nostro "I politici italiani parlano troppo di se stessi e dei loro partiti, non sono in grado di trovare delle soluzioni vere ai problemi, non dico che io potrei far meglio, di sicuro non peggio"
E intanto in questi due anni è stata una continua girandola di appuntamenti, Bologna, la Puglia a Bari,..a Matera.., i motivi delle visite? Sempre gli stessi: culturali e benefici, con pranzi di beneficenza come a Montescaglioso dove Emanuele Filiberto e sua moglie Clotilde, "principi di Sardegna e di Venezia", il 27.11.2005 sono stati in visita per lanciare il progetto per il Centro Mediterraneo di Cultura.
28.10.2005
dal "Corriere delle Alpi", quotidiano indipendente del Bellunese, titolo a caratteri cubitali "Il Vescovo riceve in Duomo il Principe di Savoia", ma scorrendo l’articolo si legge: "Il momento è previsto dalla curia trentina come assolutamente informale: un’accoglienza gentile ad un ospite di riguardo, ma nessun cerimoniale, per capirsi" e il titolo? Si sa che è quello che rimane impresso, spesso l’articolo non lo si legge neppure..
Insieme al padre, Filiberto è testimonial dell’Ant, l’associazione onlus che porta l’ospedale a domicilio dei pazienti oncologici, in aggiunta dobbiamo considerare le opere ospedaliere dell’Ordine dei santi Maurizio e Lazzero, sempre santi e ancora santi, beneficenza, altruismo, amore per il prossimo, stando ai programmi c’è di che far impallidire Suor Maria Teresa di Calcutta!
Poi naturalmente ci sono i messaggi, quello al Comandante dell’Arma dei Carabinieri in occasione del 192° anniversario, d’altra parte si sa l’Arma fu fondata dal re di Sardegna, è cosa di famiglia; ricordiamo l’incipit "Il legame tra Casa Savoia e l’Arma è sempre vivo..." (sicuramente ora più che mai)..poi c’è il messaggio di Emanuele Filiberto di Savoia in merito al discorso del presidente Napolitano che termina con "Mi unisco alle parole del Presidente Napolitano augurandomi che il clima politico e sociale della nostra Patria divenga finalmente sereno consentendo al governo di operare per il bene di tutti gli italiani".
Messaggi ad esempio di S.A.R. in occasione del 54° Raduno dell’associazione nazionale Bersaglieri, il corpo di bersaglieri fu istituito da un altro Savoia, il re Carlo Alberto...oppure in occasione del 60° anniversario dello statuto della Regione Sicilia, questo voluto da re Umberto.
Insomma il giovane Savoia è più indaffarato di un uomo di stato con tutti questi impegni ufficiali, e pensare che è un semplice cittadino e fino a poco tempo fa, lui e il padre, non potevano neppure ritornare in Italia per le responsabilità del loro predecessore nei confronti della nostra nazione. Forse volevano ritornare sì ma per riprendersi, con l’aiuto di chi andandogli dietro ci vuole guadagnare, tutto quello che possono, compreso un bello spazio politico.
Già sono descritti da giornalisti compiacenti "...i reali si recheranno alla cena di benficenza"; intanto l’intraprendente giovane ha commercializzato lo stemma del casato per il settore abbigliamento, 3000 felpe vendute in due settimane, polo, occhiali.. e naturalmente parte dei proventi dove vanno? Ma in beneficenza, noh!
Che bella operazione di marketing pubblicitario, quest’arresto del padre proprio non ci voleva, ora Filiberto dice: "Credo che il ruolo importante di padre e il valore della famiglia siano fondamentali, ci riportano ai valori della monarchia", prima del rientro però sembrava un sostenitore sincero della repubblica.
Un’operazione concepita così in grande stile necessita indubbiamente di finanziamenti cospicui per le attività in sé e anche per elargire "ricompense" a tutti quelli che avrebbero potuto e potrebbero aiutare il piano di rinascita dei Savoia.
Ricordiamo che ad onta di tanti bei discorsi, in questa vicenda di truffe, anche Emanuele Filiberto di Savoia è indagato ed ha scelto come avvocato difensore Giulia Bongiorno, l’avvocatessa romana che ha fatto assolvere Andreotti.
I legami tra il partito storico dei monarchici italiani, quello di Oronzo Reale e di Covelli e il mondo della destra ci sono sempre stati, certo ora questi legami sono scaduti in una "criminosa patologia" e per Gianfranco Fini diventa imbarazzante non rispondere dell’operato dei suoi strettissimi collaboratori... ma questa è un’altra storia.