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Primo rapporto sui cambiamenti climatici in Italia


Roberto Bertollini, direttore del “Programma speciale salute e ambiente” dell’OMS Europa, ha fornito un quadro della situazione attuale emersa dal rapporto: risulta che per ogni grado di temperatura in più la mortalità aumenta del 3%, due morti in più al giorno rispetto alla media stagionale.
mercoledì 27 giugno 2007, di Sonia Lombardo - 815 letture

Presentato a Roma lo studio coordinato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Programma Speciale Salute e Ambiente della Regione Europea, per conto dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (APAT), in vista della Conferenza nazionale sui Cambiamenti climatici promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che si terrà a Roma il 12-13 settembre 2007.

Roberto Bertollini, direttore del “Programma speciale salute e ambiente” dell’OMS Europa, ha poi fornito un quadro della situazione attuale emersa dal rapporto: risulta che per ogni grado di temperatura in più la mortalità aumenta del 3%, due morti in più al giorno rispetto alla media stagionale; è un dato preoccupante tenendo conto che nel periodo 1990–2005 le emissioni di gas serra, in Italia, sono aumentate del 12,1%, causando un incremento delle temperature dello 0,7%. Anche il numero delle giornate calde appare in costante aumento, registrando un valore in crescita del 14%. Il rapporto, inoltre, prevede un ulteriore incremento, entro la fine del secolo, di 3,5 - 4° C. La mortalità è dovuta soprattutto a malattie circolatorie e a patologie delle vie respiratorie causate dall’inquinamento da ozono che cresce in proporzione alle temperature.

Il rapporto contiene anche un’identificazione delle misure di adattamento e prevenzione che i nuovi scenari richiedono, secondo il Commissario Straordinario dell’APAT, Giancarlo Viglione, non ci si interroga più sull’esistenza o meno dei cambiamenti climatici, ma sul cosa fare per limitarne i danni. " APAT, OMS, ISS devono mettere insieme le loro professionalità per studiare il nesso esistente tra cambiamenti climatici e salute". Anche il ministro Pecoraro Scanio nel suo intervento alla presentazione ha sottolineato l’importanza di predisporre un piano nazionale di adattamento climatico, “Il passo successivo- ha dichiarato- dopo la visione di tali dati, consiste nel rivedere il piano sanitario nazionale o quello sul dissesto idrogeologico"

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