Sei all'interno di >> :.: Primo Piano | Curiosità |

Primo Maggio ad Akrai

Viaggio nell’antica Akrai, alla ricerca di una testimonianza di vita rurale. E, forse, più vera.

di Piero Buscemi - mercoledì 4 maggio 2016 - 3271 letture

Quest’anno il Primo Maggio ha avuto il pregio, oltre alla solita demagogica ricorrenza, di coincidere con la prima domenica del mese, notoriamente dedicata alla cultura e all’accessibilità gratuita in molti musei e siti archeologici. Che, da diversi anni, questa festa non rispecchia più il significato intrinseco di questa data, è risaputo e sull’argomento si sono spese parole e contraddizioni di ampia scelta.

PNG - 176.1 Kb
Marzamemi

Abbiamo voluto sfruttare al meglio la seconda opportunità, quella che ci ha consentito di poter vagliare un’ampia scelta tra i luoghi da visitare e che, per distrazione o pigrizia, avevamo lasciato sempre come riserva ad altri impegni più catturanti. Sono queste le occasioni per entrare in contatto con le magnificenze della nostra isola, spesso ignorate da noi stessi siciliani o, nell’espressione più assurda della stoltezza umana, lasciati all’incuria.

Non è il caso del sito da noi scelto, dopo un’elaborata valutazione e previsione di eventuali accessi di massa da parte degli appassionati e dai turisti, già molto presenti in Sicilia in questo inizio maggio. Partendo dalle caraibiche spiagge di Marzamemi, ci siamo avviati verso la zona di Avola, con l’intento di andare a completare il nostro giro "ellenico" nella provincia siracusana (vedi Noto Antica ), approfondendo la nostra ricerca storica sui luoghi interessati dal devastante terremoto del 1693.

Vogliamo iniziare il nostro racconto con una piccola polemica: l’autostrada Siracusa-Gela è ancora un cantiere aperto e le riduzioni di corsia fanno parte del panorama. Ma c’è di più ed è qualcosa che ci premeva maggiormente per il nostro giro turistico: le indicazioni per Avola Antica, strettamente correlata con i Laghetti di Cavagrande, potrebbero essere più presenti e più facilmente intuibili con un piccolo sforzo.

Nonostante questi dettagli, dopo qualche inversione di marcia sulla vecchia statale 115, abbiamo imboccato la SP4 che conduce ai Laghetti di Cavagrande. Rispetto a Noto Antica, dove è possibile ammirare i ruderi delle costruzioni nobiliari, ad Avola Antica non è rimasto molto e Cavagrande occupa il monopolio attrattivo della zona. Avola stessa meriterebbe un discorso a parte. Basti pensare alla ricorrenza che la vede protagonista ogni anno, il 2 dicembre, per i così detti "Fatti di Avola", una sorta di primordiale rivolta studentesca che diede vita al ’68.

Proseguendo sulla SP4 è possibile raggiungere due delle più importanti località del barocco siciliano: Noto e Palazzolo Acreide. Quest’ultima è stata la meta scelta per proseguire la giornata. Il sito archeologico dell’antica Akrai era fin troppo allettante per perdere l’occasione di un’approfondita visita. La consegna del biglietto d’ingresso con su la scritta "Free admission", per un attimo, ci ha fatto vivere il ruolo dei turisti culturali che invadono la nostra isola in cerca di un legame con il passato glorioso dell’antica Grecia, che molti non possono vantare.

Il vialetto di accesso al sito, arredato dal muretto a secco e dalle staccionate in legno, ci ha immersi immediatamente al VI secolo a.C. e il vicino teatro greco ci ha aperto le porte di un mondo che ha lasciato le più importanti tracce dell’evoluzione societaria dell’uomo.

Il sito è tenuto dignitosamente e la disponibilità di diverse indicazioni storiche e didascaliche, consente di individuare immediatamente il percorso cronologico. La presenza di un piccolo ambiente contenente qualche porzione di colonne e di capitelli è impreziosita da alcuni poster riportanti la storia di Akrai, ma anche della riscoperta di questa antica città, lasciata nel dimenticatoio per diversi secoli.

La nostra gita è proseguita nella barocca Palazzolo Acreide. L’idea era quella di completare questa giornata dedicata alla cultura con la visita del Museo Etno-antropologico della Casa museo di Antonino Uccello, ma con rammarico abbiamo dovuto constatare un’inspiegabile chiusura domenicale.

Foto

PNG - 401.7 Kb
Antiche dimore scavate nel tufo
PNG - 430.6 Kb
Arbusti
PNG - 437.9 Kb
Casa Museo Antonino Uccello
PNG - 458.4 Kb
Dimore
PNG - 497.1 Kb
Grotte
PNG - 459.4 Kb
Incisioni
PNG - 417.9 Kb
Ingresso Casamuseo
PNG - 451.8 Kb
Insediamento rurale
PNG - 377.7 Kb
Latomia
PNG - 396.5 Kb
Latomie
PNG - 415.3 Kb
Macchia mediterranea
PNG - 407.5 Kb
Necropoli
PNG - 535.7 Kb
Scaloni del Teatro Greco
PNG - 426.5 Kb
Scene eroiche
PNG - 426.3 Kb
Teatro Greco
PNG - 197.3 Kb
Panoramica


- Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -