Prima che sia troppo tardi

Sanità pubblica: Quando verranno fuori i conti veri ci sarà da mettersi le mani nei capelli...

di Luigi Boggio - martedì 1 febbraio 2022 - 1888 letture

Il quotidiano Avvenire sta aprendo un dibattito sulle pagine del giornale sulla sanità italiana da rifondare "prima che sia troppo tardi". Crescono il malessere e l’urgenza di scegliere per le soluzione da adottare.

Un dibattito reale da coinvolgere: istituzioni, ordini, associazioni per rifondare un servizio sanitario non più adeguato alle esigenze dei cittadini in particolare sulla prevenzione e cura partendo dal territorio per arrivare ai centri ospedalieri di primo impatto - emergenza - e di alta specializzazione. Un cambio radicale di visione per il superamento dalla cultura ospedalcentrica e l’arrivo di un virus così letale e contagioso, che ha scoperchiato tutte le criticità del sistema e il rapporto non sempre trasparente con il privato convenzionato.

Bisogna ripensarlo anche nel rapporto Stato-Regioni e nelle forme di gestione quasi tutte fallimentare ad eccezione di qualche azienda. Quando verranno fuori i conti veri ci sarà da mettersi le mani nei capelli, considerazione di un noto esperto. Non solo i conti ma anche le pratiche clientelari e di subalternità alla politica.

Non c’è un direttore generale di un’azienda "manager" che non abbia un proprio sponsor politico ben visibile con il trascinamento delle cordate locali con la stessa casacca ed anche con altri colori e sigle rappresentative. Al ministero della sanità si parla prevalentemente come combattere il virus, giusto, e della distribuzione delle risorse d’intesa con il comitato delle regioni, ma non si tocca mai l’argomento delle forme di gestione.

In Sicilia, per fare un esempio, c’è una polemica su come spartite gli 800 milioni del PNNR senza aprire un dibattito non solo all’Assemblea, ma anche con l’Ance e le associazioni. Non dimenticando gli Ordini professionali in particolare i medici di base. Senza il loro apporto non si potrà costruire una medicina territoriale capillare ed efficace in grado di comunicare con i luoghi di prevenzione e di cura. Tenendo presente che siamo di fronte ad una popolazione che invecchia, anche sola, e che ha di bisogno di un’ assistenza quotidiana pure per il disbrigo delle piccole cose. Su questo bisogna ritornare partendo dalle linee guida del PNNR per la elaborazione di una piattaforma che sia la più aderente alla realtà e che non si perda altro tempo, giunto il tempo della proposta.

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